25 febbraio 2015

L’astensionismo va scoraggiato con una politica responsabile e matura

24 febbraio 2015

Anche Procuratore Nazionale Antimafia riconosce rischio che flussi migratori alimentino terrorismo. Governo lo, e ci, ascolti

Al governo, che è venuto in Parlamento a parlare dei doveri di accoglienza agli immigrati ma non del diritto alla sicurezza dei nostri cittadini, chiediamo di ascoltare non noi, ma le parole del Procuratore Nazionale Antimafia Roberti. Il rischio ‘concreto e tangibile’ che i flussi migratori possano alimentare il terrorismo dimostra la necessità di interventi decisi a tutela dell’Italia e degli italiani“.

Lo dichiara, in una nota, la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini, tra i promotori dell’Intergruppo parlamentare ‘Uniti contro il terrorismo’, che verrà presentato domani alle 12 in una conferenza stampa presso la sala stampa della Camera dei Deputati.

24 febbraio 2015

Una telefonata allunga la vita. Ma non sempre

Addio incidenti stradali uso cellulare alla guida deborah bergamini distrazione

Un noto spot pubblicitario sosteneva che ‘una telefonata allunga la vita’. Ma non sempre è così.

Parlare al telefono, scrivere un sms, scattare una foto con lo smartphone, inviare messaggi sui social network sono gesti che rientrano nella nostra quotidianità. Se però lo si fa mentre si è alla guida, quello che normalmente è un modo immediato di comunicare e di interagire per lavoro o per diletto può trasformarsi in un fattore di rischio potenzialmente mortale. Gli ultimi dati Aci -Istat sugli incidenti stradali, confermano infatti che la distrazione, quasi sempre dovuta all’uso del telefono cellulare, è al primo posto tra le cause di incidenti stradali con feriti.

Dopo l’inasprimento delle norme che vietano l’uso del cellulare in macchina, consentendone l’utilizzo solo in modalità vivavoce o con apposite cuffie, in Parlamento è stato più volte riproposto questo tema per individuare possibili nuovi interventi. Io stessa ho presentato una risoluzione in materia, per chiedere al governo di promuovere una campagna di sensibilizzazione, nella convinzione che non si possano affrontare i problemi solo quando diventano un’emergenza fuori controllo.

Oggi, alla luce dei nuovi dati, emerge ancora una volta la necessità di sensibilizzare i cittadini sui rischi di una guida distratta. Un’adeguata campagna di informazione e il rafforzamento dei controlli sulle strade per sanzionare l’uso scorretto dei cellulari alla guida sono i primi interventi che dovrebbe fare il governo. Può bastare poco per proteggere la vita propria e degli altri, ma quel poco va fatto. 

Di seguito la mia risoluzione in IX Commissione: Continua a leggere

23 febbraio 2015

Unità centrodestra capolavoro politico di Berlusconi. Occorre ricrearla per vincere

22 febbraio 2015

Dopo un anno di governo Renzi non vedo nessun grande cambiamento

Un anno fa, Renzi sembrava aver molto chiari gli obiettivi di governo da raggiungere. Ma oggi di tutti i grandi cambiamenti che avrebbero dovuto realizzarsi, di quelle ‘rivoluzioni copernicane’ annunciate, non riusciamo a vedere nulla“.
Lo ha detto, a ‘L’intervista della domenica’, in onda su Tgcom24, la responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini.
Non voglio dare un giudizio troppo severo sull’esecutivo – ha proseguito la deputata -, perché sappiamo quanto è difficile governare questo Paese. Però è innegabile che tante aspettative generate dal governo non abbiano ancora trovato risposta, a cominciare da quel taglio della spesa pubblica improduttiva che è il presupposto ineliminabile per ridurre la pressione fiscale su imprese e cittadini. Certo, per procedere ad una seria spending review bisogna saper sfidare l’impopolarità, ma è l’unico modo per poter alleviare il peso del fisco che schiaccia le famiglie e l’economia“.

Quanto a Forza Italia e all’agibilità politica di Silvio Berlusconi, Bergamini ha commentato: “L’estromissione di Silvio Berlusconi dal Parlamento è stata un danno incalcolabile non solo per Forza Italia ma per quei milioni di elettori che si riconoscono in lui e che sono rimasti privi di una piena rappresentanza politica. Sono certa che il Presidente Berlusconi avrà giustizia e che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ristabilirà la verità di una persecuzione politica che ha utilizzato strumenti non politici per raggiungere il proprio obiettivo“.

19 febbraio 2015

Questi teppisti olandesi travestiti da tifosi devono essere allontanati subito dall’Italia e puniti in modo esemplare

 

Roma Feyeenord

A Roma sta andando in scena una guerriglia inaccettabile: non si può trasformare una città in un campo di battaglia con il pretesto di una partita di calcio. Questi teppisti travestiti da tifosi che sono venuti dall’Olanda a mettere a ferro e fuoco la Capitale devono essere allontanati subito dall’Italia e puniti in modo esemplare.

18 febbraio 2015

Libia: le parole di Berlusconi nel 2011

Berlusconi-Libia 2011

17 febbraio 2015

Isis: più sul piano politico si mostrano incertezze, frenate e retromarce, più la violenza guadagna terreno

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012Qualora confermata, la notizia di 45 iracheni bruciati vivi dall’Isis nella provincia di Anbar sarebbe l’ennesimo capitolo di una barbarie senza fine che sta scuotendo il mondo e le coscienze. Un obiettivo importante della strategia del terrore dei fondamentalisti è creare uno shock emotivo nel mondo libero, ribaltare i principi che lo fondano, a cominciare dal rispetto della vita e della persona.

Per questo, più sul piano politico si mostrano incertezze, frenate e retromarce, più la violenza guadagna terreno. E questa è l’ultima cosa che possiamo permetterci.

16 febbraio 2015

Libia: di fronte al pericolo che ormai bussa alle nostre porte serve il coraggio di una risposta determinata e unitaria

Quello che sta accadendo in Libia è l’esempio di quanto sia rischioso far prevalere la retorica sulla politica.
La sollevazione contro il regime di Gheddafi – inserita nelle ondate di proteste che hanno coinvolto il mondo arabo nel 2011 e che sono state retoricamente definite ‘primavere’ – è degenerata in una totale dissoluzione dello stato, attraversato da sanguinarie lotte tribali e tra clan, con l’effetto di creare un vuoto di potere in cui l’IS ha avuto gioco facile ad insinuarsi.
E’ il ‘senno di poi’, potrebbe pensare qualcuno. Invece non è così. Avevamo già all’epoca tutti gli elementi per valutare effetti e ricadute dell’intervento in Libia, così come si doveva dare un peso diverso alle evoluzioni del regime di Gheddafi, caratterizzato da una fase di apertura che l’Occidente avrebbe potuto e dovuto sostenere, perché i veri cambiamenti avvengono sempre lentamente e senza bombe. Berlusconi, allora Presidente del Consiglio, aveva dimostrato grande lungimiranza e comprensione della complessa situazione libica, ma la sua voce è rimasta inascoltata.
Si è scelto di procedere senza riflettere, e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Le popolazioni locali ne hanno guadagnato in termini di democrazia? No. Piuttosto, hanno perso ciò che avevano: ogni parvenza di sicurezza personale, ogni diritto – dato che gli islamisti non riconoscono alcuna libertà di espressione o culto -, finanche i propri averi, distrutti sotto le bombe e requisiti dai combattenti. Oggi queste persone non possono che fuggire, andando ad alimentare il traffico di vite e l’elenco delle vittime del Mediterraneo. Una tragedia enorme, quindi, da cui trae alimento l’IS, giorno dopo giorno.
Ed è così che la minaccia è arrivata alle porte dell’Italia, e dunque dell’Europa. Un’Europa fragile perché ancora priva di un’identità politica, agglomerato burocratico incapace di avere voce comune, e rilevanza, in politica estera.
Di fronte al pericolo che ormai bussa alle nostre porte serve il coraggio di una risposta determinata e unitaria che può e deve partire solo dal nostro Parlamento. Il governo si presenti quindi alle Camere, subito. E’ il momento di guardarci in faccia, dirci come stanno le cose e decidere come procedere. Senza escludere nessuna soluzione. E insieme a noi deve farlo l’Europa, grande assente ad oggi nelle crisi internazionali e nel Mediterraneo. Dopo il silenzio e l’immobilismo sul dramma dell’immigrazione e sulla crisi in Ucraina, la gravissima situazione in Libia è l’ultima chiamata per un’Ue che a questo punto non rischia più soltanto di apparire irrilevante, ma addirittura dannosa nel momento in cui il suo funzionamento rischia di bloccare e rallentare i processi decisionali anche quando si tratta dello scopo supremo di un’entità politica: la difesa dei propri cittadini.

11 febbraio 2015

La favola dei gufi e della determinazione renziana: la capacità di raggiungere un obiettivo non conta se l’obiettivo è sbagliato

megliogufi

Siamo sicuri che quella determinazione renziana che riscuote tanto successo tra gli editorialisti di casa nostra e che ha incantato anche alcuni grandi manager italiani, sia davvero un valore aggiunto per l’Italia?

Prendiamo ad esempio il nostro agire in Europa. L’estate scorsa è stata caratterizzata dal braccio di ferro di Renzi in Ue per far sì che fosse l’Italia ad esprimere il successore di Catherine Ashton nel ruolo di Alto rappresentante per la politica estera europea. Missione riuscita: Federica Mogherini diventa la nuova Lady Pesc.

Una determinazione apparentemente proficua, dunque, nonostante quei ‘benaltristi’ dell’opposizione continuassero a sostenere che per l’Italia sarebbe stato molto meglio puntare al ruolo di Commissario per le materie economiche o per l’immigrazione. Ma si sa, quelli dell’opposizione sono gufi. E tanto si erano sbagliati che oggi, dopo la strage di Lampedusa e una serie infinita di sbarchi, l’Italia si trova a fare i conti con una nuova tragedia nel Canale di Sicilia e con l’Unione che addirittura ci accusa di esserci disimpegnati sul fronte del controllo delle nostre coste, facendo finta di dimenticare lo sforzo in solitudine che abbiamo dovuto sostenere in questi anni in termini economici, di personale e di accoglienza, per non parlare della sicurezza e dell’ordine pubblico.

E cosa dire dell’azione dell’Europa in campo internazionale? Almeno lì la determinazione del premier ha portato risultati? Beh, se ci sono noi non li abbiamo visti, e non li hanno visti neppure i nostri Marò e i protagonisti della crisi in Ucraina, fronte su cui l’Unione Europea è non pervenuta. 

Allora, se c’è una morale in questa favola dei gufi e della determinazione renziana, è che è arrivato il momento di smetterla di decantare la capacità di raggiungere un obiettivo come un valore in sé, perché questa abilità non conta se l’obiettivo è sbagliato. E questo vale per il nostro ruolo in Europa come per tutto il resto.

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