26 settembre 2016

Referendum, risparmi virtuali a fronte di costi certi

referendumRenzi fantastica sugli ipotetici milioni di euro che si risparmierebbero con l’approvazione definitiva della riforma costituzionale. Però poi non fa cenno ai costi reali che il suo Governo fa ricadere sui cittadini, come i 3,3 miliardi di euro, miliardi e non milioni, già spesi e quelli che spenderà per mantenere sul nostro territorio migliaia di immigrati. A conti fatti il vero risparmio per gli Italiani è votare No al referendum per poi mandare a casa questo governo.

26 settembre 2016

Telemarketing selvaggio, serve riforma del Registro delle Opposizioni

La mia intervista su Il Tirreno di oggi.

Riforma del Registro delle Opposizioni. Apertura del Registro anche ai cellulari e ai numeri fissi riservati. Revoca dei consensi pregressi a ricevere chiamate commerciali con l’iscrizione al Registro. Debora Bergamini, Fi, vicepresidente della commissione Trasporti e Comunicazioni alla Camera è al lavoro per limitare il telemarketing selvaggio. In particolare – dice – per «difendere chi è più indifeso: gli anziani». Ecco, in sintesi, la sua posizione.

Perché la riforma del telemarketing ha difficoltà ad arrivare in Parlamento?

«Ci sono legittimi interessi contrastanti, a cominciare dall’occupazione dei 40mila lavoratori dei call center. Ma il diritto al lavoro non si può affermare a discapito del diritto alla quiete. Una riforma del sostema è necessaria. Come vicepresidente della commissione competente ho intenzione di organizzare una giornata di studio alla Camera almeno con i gestori di telefonia e con il Garante della Privacy».

Come risolvere a breve il problema della revoca del consenso all’uso dei dati personali per fini commerciali?

«Una soluzione potrebbe essere la riforma del Registro delle Opposizioni. L’iscrizione dovrebbe implicare automaticamente la revoca dei consensi già dati. E al Registro si dovrebbero iscrivere tutti i numeri, non solo quelli presenti negli elenchi. Questo di fatto esclude la maggior parte dei numeri, cellulari e i “riservati”. Paradossalmente gli utenti che scelgono di non avere il proprio numero in elenco hanno al momento una tutela inferiore di fronte al telemarketing».

Come dovrebbe avvenire l’iscrizione al Registro?

«Per i numeri fissi riservati sarebbe utile inserire un automatismo: iscrizione automatica al Registro, visto che hanno scelto di non essere in elenco».

E per i cellulari? Se tutti fossero in automatico iscritti nel Registro i call center chiuderebbero.

«Infatti. Per i cellulari la questione è più complessa. E mi riservo di approfondirla».

25 settembre 2016

Dopo il governo Berlusconi +1.2 milioni di poveri

Tra il 2011 (fine Governo Berlusconi) e il 2015 ci sono 1.183.000 persone in più che vivono in condizioni di povertà assoluta. Purtroppo aveva ragione Montanelli: “la sinistra ama talmente i poveri che ogni volta che va al potere li aumentano di numero”.

25 settembre 2016

Referendum, quesito seducente che nasconde cattiva riforma

In questo referendum c’è un quesito seducente che nasconde una cattiva riforma della Costituzione. Nel quesito si promettono leggi più semplici e tagli ai costi della politica ma la realtà non è questa. Non ci saranno tagli ai costi della politica, le leggi non saranno più semplici da fare e soprattutto ci sarà meno democrazia.

21 settembre 2016

Immigrati, Renzi cominci a far scontare pena a detenuti nei Paesi origine

renzi-onu-migrantiC’è una cosa che il Governo e il premier Renzi possono fare da soli sull’immigrazione, senza il bisogno della Ue, ed è quella di far scontare la pena nei Paesi d’origine agli stranieri detenuti nelle nostre carceri. 

Recentemente a New York, sul tema immigrazione, Renzi ha affermato che se l’Europa non si farà carico del problema l’Italia allora farà da sola. Una minaccia velata ma piuttosto spuntata dato che il premier aveva già detto l’identica cosa più di un anno fa, esattamente il 15 giugno del 2015, e basta andarsi a rileggere le sue dichiarazioni di allora per appurarlo. Nel frattempo, se qualcosa è cambiato, è cambiato in peggio dato che è continuato senza sosta l’arrivo di immigrati sulle nostre coste, l’Italia ha continuato a farsene carico da sola e i ricollocamenti dei richiedenti asilo sono stati assolutamente irrisori. Il numero di detenuti stranieri in Italia è un terzo dell’intera popolazione carceraria, 18.311 su 54.195, e la Convenzione di Strasburgo del 1983, sottoscritta anche dall’Italia, prevede proprio la possibilità di rimpatriare nei rispettivi Paesi gli stranieri detenuti in Italia per far scontare lì la pena. Certamente questa possibilità non riguarda tutti i detenuti stranieri e vale solo nei Paesi firmatari della Convenzione, ma sta di fatto, però, che è una decisione che il Governo potrebbe prendere da solo senza attendere la Ue. Se da un lato non lo fa, e se dall’altro non riesce a concludere e rendere operativi accordi bilaterali con i Paesi di provenienza di questi detenuti, è perché evidentemente mancano la volontà politica e l’autorevolezza per imporsi a livello internazionale

20 settembre 2016

Strage Viareggio, ferita aperta che sarà chiusa soltanto con la verità

strage-viareggioLe pesanti condanne richieste dai pm nei confronti degli imputati della strage ferroviaria di Viareggio, che il 29 giugno 2009 causò la morte di 32 persone, non arrivano inaspettate vista la gravità della tragedia che ha distrutto per sempre la vita di tante famiglie.
Questa vicenda è una ferita aperta per tutta la cittadinanza viareggina che potrà essere chiusa soltanto quando sarà fatta pienamente luce sull’accaduto. Credo che, al di là del processo in corso, sia necessario nuovamente l’intervento del Parlamento, come già avvenne quando approvammo la cosiddetta “Legge Viareggio”, di cui mi onoro di essere stata la prima firmataria nonché la relatrice, che stanziò fondi di solidarietà a favore dei parenti delle 32 vittime. L’amministrazione della giustizia è compito dell’ordine giudiziario nei tribunali, ma la politica non può rimanere passiva davanti al dolore di chi invoca il diritto di conoscere tutta la verità. In queste ore è al vaglio degli uffici competenti della Camera la proposta di legge che ho presentato per richiedere l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta su questa strage ferroviaria. Lo dobbiamo alle 32 vittime, alle loro famiglie e a tutta Viareggio affinché venga diradata ogni ombra su quella tragica notte.

18 settembre 2016

Ue, Renzi alza e abbassa volume a seconda del calendario elettorale

renzi-merkel-hollande-sorridentiL’inconsistenza della strategia di un governo che alza o abbassa il volume della voce in Europa a seconda del calendario elettorale danneggia l’Italia che avrebbe bisogno di un esecutivo capace di difendere gli interessi degli italiani soprattutto su immigrazione e economia. Al Paese non fa bene un governo che ha un atteggiamento altalenante a seconda degli appuntamenti elettorali interni.
Le critiche che oggi il premier Renzi muove all’Unione europea e ad alcuni Stati membri appaiono in parte corrette, ma poco credibili. Corrette perché erano già vere il giorno in cui Renzi si insediò a Palazzo Chigi. Poco credibili perché dopo quasi 3 anni passati ad ascoltare il premier vantarsi di vittorie di Pirro a margine dei vertici europei, non si può credere che quello stesso governo non sia corresponsabile dei fallimenti denunciati oggi.

17 settembre 2016

UE, mancanza di leadership porta al nulla di fatto

Deborah Bergamini ascoltaIl nulla di fatto del vertice di Bratislava è il risultato della mancanza di leadership a livello europeo che da tempo denunciamo. Nessun passo in avanti per fronteggiare l’immigrazione e per rilanciare la crescita. L’Europa sta sbagliando, ma se Renzi pensa di usarla come alibi per coprire le sue colpe, allora sbaglia due volte. Non serve fingere di alzare la voce nella Ue per coprire l’assenza di risultati ottenuti in Italia. Il Pil che non cresce, il debito pubblico che aumenta, l’occupazione che regredisce con il diminuire degli incentivi sono negatività da addebitarsi esclusivamente al governo italiano. Se, invece di puntare tutto su Italicum e riforma del Senato, il premier si fosse preoccupato di temi più concreti per i cittadini, per le famiglie e per le imprese, certamente non saremmo arrivati a questo punto.

13 settembre 2016

Referendum, inaccettabili intromissioni esterne in nostra democrazia

11999711_900684430018186_4123114388012814754_oLe intromissioni esterne in questioni che attengono alla democrazia di un Paese libero non sono accettabili, a maggior ragione se reiterate nel tempo.

Ad esempio ci insospettisce l’attivismo sul referendum di alcune agenzie di rating internazionali che già nel 2011 furono protagoniste negative di quella stagione politica in Italia che portó alla caduta dell’ultimo governo eletto democraticamente. Ricordiamo bene i loro giudizi tanto negativi quanto infondati sui nostri conti pubblici, giudizi che portarono gli speculatori internazionali a prendere come bersaglio l’Italia causando l’innalzamento smisurato e immotivato dello spread. Non consentiremo che ciò accada nuovamente anche al referendum: in democrazia gli unici legittimati a dare i numeri, quelli veri, quelli che contano, sono i cittadini.

13 settembre 2016

Il governo ha un piano sull’immigrazione?

I dati statistici ufficiali sul sito del dipartimento delle libertà civili e l’immigrazione del ministero dell’Interno, aggiornati al 22 luglio 2016, ci dicono che a fronte di 52.645 decisioni sui richiedenti asilo a 31.298 immigrati è stata rigettata la domanda di protezione internazionale – ma sappiamo che molti di loro faranno ricorso mantenendo quindi lo status di richiedente asilo anche per anni -, mentre 2.137 si sono addirittura resi irreperibili.

Poiché è logico ritenere che la maggior parte di coloro che non hanno i requisiti per ottenere la protezione internazionale non li matureranno negli anni trascorsi nei cosiddetti centri di accoglienza, il cui funzionamento purtroppo ormai conosciamo anche troppo bene, vorrei sapere dal governo come intende agire per modificare il sistema di attribuzione della protezione internazionale, nel senso di renderlo più rapido ed efficiente, ma anche come intende gestire questi quantomeno probabili clandestini, oltre a quelli già presenti nel nostro territorio.

Questi numeri ci dicono che statisticamente il 63 per cento degli immigrati che richiedono asilo in Italia in realtà non ne avrebbero diritto. Vengono qui per motivi economici ma il nostro Paese fa fatica a reggere questo impatto sia dal punto di vista sociale che finanziario. Forse alcuni di questi immigrati faranno ricorso contro il rigetto della richiesta di asilo, e forse qualcuno lo vincerà, ma il dato politico allarmante è che due terzi degli immigrati che sbarcano in Italia non avrebbero titoli per rimanerci. Fermo restando che il ricollocamento dei profughi a livello europeo al momento è stato un fallimento, anche se in futuro dovesse funzionare non varrebbe per costoro perché, appunto, probabilmente non ne avrebbero diritto in quanto migranti economici: con le politiche attuali del Governo continueranno a rimanere in Italia.

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Fonte: Sole24Ore

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