18 novembre 2017

Oggi a Firenze convegno su mobilità e trasporti con Stella, Mallegni e i consiglieri comunali di Forza Italia

0BB5AE3E-38DD-4545-9A96-4C9775BB982CIl gap infrastrutturale è il principale responsabile della stagnazione economica della Toscana, e la responsabilità va ricercata in una “Sinistra che qui governa da decenni, ma che mostra ogni giorno di più la sua inadeguatezza”. È l’analisi emersa al convegno organizzato da Forza Italia su mobilità e trasporti, svoltosi oggi a Firenze. Tra i relatori, il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana Marco Stella, coordinatore cittadino del partito; l’on. Deborah Bergamini, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati; il vice coordinatore regionale di Forza Italia Toscana, Massimo Mallegni, e tutti i consiglieri comunali e di Quartiere del partito fiorentino, guidati dal capogruppo a Palazzo Vecchio, Jacopo Cellai.
“Ci hanno sempre detto che lo sviluppo del sistema aeroportuale toscano integrato Firenze-Pisa era una priorità – ha osservato Stella – ma poi nei giorni scorsi il sindaco Nardella va a Bologna per fare un asse con lo scalo di quella città, diretto competitor del nostro ‘Amerigo Vespucci’, non capendo che così svende il nostro sistema aeroportuale all’Emilia Romagna. Regione Toscana e Comune di Firenze portino a termine la nuova pista di Peretola, che permetterà di raddoppiare dagli attuali 2.2 a 4.5 milioni il numero dei passeggeri annuali, agli imprenditori di volare laddove ora non possono, portando benessere e nuovi posti di lavoro a Firenze e in tutta l’area metropolitana”.
“Che a Firenze ci sia un’emergenza mobilità, sono gli stessi fiorentini i primi ad esserne consapevoli – ha sottolineato l’on Bergamini -. Firenze è un fiore all’occhiello dell’attrattivita’ italiana, e non si può rischiare che perda il treno a causa di inefficienze, di una mancanza di visione strategica, e che rimanga indietro, perdendo competitività, capacità di attrarre e quindi benessere e occupazione. Firenze deve essere una delle capitali del mondo, ma per esserlo ha bisogno di infrastrutture all’altezza. A cominciare dalla questione aeroporto: o si fa la nuova pista da 2400 metri, che porterà a raddoppiare il numero di passeggeri rilanciando il territorio, oppure siamo destinati al declino, come hanno evidenziato nei giorni scorsi gli industriali e le categorie economiche”.
“Firenze è irraggiungibile. La Tirrenica è inadeguata e pericolosa, in Garfagnana arriviamo ancora con il treno a gasolio – ha affermato Mallegni -. L’alta velocità non ferma lungo la costa. Raggiungere Firenze con il treno è un’impresa titanica e se ti metti in auto, e sbagli l’orario, è un’odissea senza fine. Il centro storico è caotico. Questa è la sinistra che governa da 70 anni la Regione Toscana”.

12 novembre 2017

Nel Pd molto nervosismo, da Forza Italia unici risultati su pari opportunità

erario

C’è un limite a tutto. E dire, come fa la deputata del Partito democratico Silvia Fregolent, che pure stimo molto, che la collega Carfagna “milita in un partito che ha vessato le donne”, supera abbondantemente qualsiasi confine.

Noi abbiamo introdotto il reato di stalking consentendo ad oltre 50.000 donne di denunciare i loro persecutori (dati Ministero dell’Interno). Il Pd cosa ha fatto? Niente, anzi stava per depenalizzare il reato di stalking. Noi abbiamo finanziato con decine di milioni di euro i centri anti-violenza, presidio di tutela fondamentale per le donne in fuga dai loro aguzzini. Il Pd cosa ha fatto? Niente, si è riempito la bocca di buone intenzioni ma non ha nemmeno individuato un ministro che si occupasse di queste tematiche a tempo pieno. Noi, ancora una volta grazie ad una legge votata dalla nostra maggioranza, abbiamo portato le donne nei Cda delle società quotate dal 5% al 30% (dati Consob). Il Pd cosa ha fatto? Niente.

Capiamo ci sia parecchio nervosismo a sinistra: dalle politiche sul lavoro a quelle economiche e finanziarie previste nella legge di bilancio, gli esponenti del Partito democratico non riescono a mettersi d’accordo su nulla. Consigliamo loro, visto che negli ultimi anni hanno pensato più alle banche e agli immigrati che agli italiani, quanto meno di smetterla di attaccare chi invece ha portato avanti serie e concrete politiche in materia di diritti delle donne e pari opportunità. Si trovino altri terreni di scontro per fare campagna elettorale. Magari più aderenti alla realtà.

10 novembre 2017

Bolkestein: ennesimo brutto capitolo del “romanzo balneare” firmato Pd

europaGran brutta trama, con giravolta a sorpresa, per lo sciagurato “Romanzo balneare” firmato Partito democratico. Prima approvano alla Camera un disegno di legge delega che, se licenziato anche dal Senato, metterà in ginocchio circa 30mila aziende a conduzione familiare mandando all’asta tutte le concessioni demaniali marittime in essere. Poi, depositano un emendamento al Decreto fisco che, nelle intenzioni, voleva prorogare da trenta a cinquant’anni una serie di licenze – ma non tutte -, salvando, forse, qualche migliaia di piccoli imprenditori. Infine, e qui i dem hanno superato il limite del grottesco, l’improvviso ritiro dell’emendamento. Una capriola che, di fatto, certifica una volta per tutte la confusione e soprattutto la non volontà politica di maggioranza e governo di difendere un comparto tra i più strategici del Paese. Un settore che, da solo, dà lavoro a oltre un milione di persone. Forza Italia non assisterà in silenzio a questo scempio, ma darà battaglia a palazzo Madama affinché il ddl delega non venga approvato.

9 novembre 2017

Centralità della cosa pubblica fondamentale per far tornare la politica protagonista

23316833_1541320952621194_2858700273537665712_nDopo anni nei quali nel nostro Paese, a ogni livello, si sono susseguiti governi di tecnoburocrati e commissari straordinari – pensiamo ad esempio a Mario Monti a palazzo Chigi – è arrivato il momento che la politica si riappropri del ruolo centrale che le spetta. Un importante passo, in tal senso, è stato fatto di recente dal Parlamento italiano, tornato a scrivere la legge elettorale evitando al Paese un sistema di voto che fosse il frutto di due sentenze della Corte costituzionale. Benissimo. Ma, evidentemente, non basta. Far tornare la politica protagonista significa prima di tutto riaccendere quel sottile ma fortissimo legame civico e identitario che c’è tra territorio e comunità. È importante non solo perché restituirebbe profondità e altezza al vincolo sovranamente e democraticamente stabilito nelle urne. Ma anche perché rappresenta davvero, in modo chiaro e tangibile, l’unica risposta possibile per curare la disaffezione e spegnere gli incendi dell’antipolitica – e bene ha fatto il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, a ricordarlo oggi. Questo vale in casa nostra ma non solo. Restituire centralità alla cosa pubblica e ai suoi rappresentanti è fondamentale anche, se non soprattutto, al di fuori dei nostri confini: solo governi che siano autenticamente politici, forti ed espressione della volontà dei cittadini, possono incidere e lasciare il segno nelle cabine di regia europee ed internazionali. Le prossime elezioni politiche si inseriscono naturalmente in questo quadro, configurandosi come una chiamata senza precedenti. Chiamata per gli italiani ad andare al voto, e abbandonare la via facile dell’astensione, sicuro lasciapassare per la fine delle democrazie, e chiamata per chi vorrà assumere su di sé, in prima persona, l’onere e l’onore della gestione della cosa pubblica. Questo può manifestarsi soltanto attraverso un patto che sia di sincerità e responsabilità prima ancora che di sistema. Il rispetto delle legittime sedi del confronto e delle competenze, a quel punto, non potrà che prevalere.

8 novembre 2017

Ius Soli è come la ruota di Fantozzi, appare e scompare a giorni alterni

cardbergaminiSe dovessimo associare lo Ius Soli a un oggetto cinematografico non avremmo dubbi: la ruota di Fantozzi. Ovverosia quell’attrezzo in pietra che, a giorni alterni, appariva e scompariva nella vita del ragioniere più famoso d’Italia e il cui senso rimaneva alquanto misterioso. Nel caso del testo sulla cittadinanza facile, però, l’uso strumentale che ne fa la sinistra è di tutta evidenza: spunta a seconda dei litigi in casa dem e viene brandito, specie dopo la batosta elettorale siciliana, come collante per tenere insieme quel che resta della sinistra in Italia. Lo abbiamo detto più volte e lo ribadiamo: Forza Italia si batterà per evitare l’approvazione di un provvedimento dannoso per il nostro Paese. E se passasse al Senato con la forzatura del voto di fiducia, per giunta sul finire della legislatura, lo cancelleremo attraverso un referendum abrogativo. Maggioranza e governo, se davvero sono così sicuri della bontà del provvedimento, trovino il coraggio di confrontarsi con gli elettori, inserendo lo Ius Soli nel programma da proporre agli italiani per le elezioni politiche del 2018.

6 novembre 2017

Sicilia: Lunedì nero per Pd e M5s. Con centrodestra unito non ce n’è per nessuno

WhatsApp Image 2017-11-06 at 17.47.21La vittoria di Musumeci, il risultato della coalizione che lo ha sostenuto, e di Forza Italia in particolare, sono l’ennesima conferma che quando il centrodestra si presenta unito, con un candidato convincente e un programma efficace, non ce n’è davvero per nessuno. Un risultato storico che è stato possibile raggiungere anche grazie a una rinnovata e straordinaria forza propulsiva di Silvio Berlusconi, che in Sicilia si è speso senza sosta per portare nuovamente i moderati alla vittoria. Un lunedì nero, invece, per tutti gli altri: Cancelleri porta a casa un sostanziale indebolimento del Movimento 5 Stelle; la sinistra divisa, invece, porta a casa sia la delusione dei risultati di Micari e Fava, sia la delusione che, anche se avessero corso tutti insieme con un unico candidato, non sarebbero comunque riusciti a vincere contro di noi. L’esito siciliano, non abbiamo dubbi, anticipa quel che avverrà alle Politiche del 2018. Ma bisogna prendere atto che esiste anche un’importante fetta del Paese che non riconosce nell’offerta politica tout court una valida risposta alle proprie istanze. In tal senso, per il centrodestra è imperativo cogliere quali siano le richieste non emerse e quelle rimaste inascoltate, e saper tradurle in proposte concrete e condivise. Ma come abbiamo appena dimostrato in Sicilia, l’impegno, l’unità, la determinazione e le proposte credibili di certo non ci mancano.

2 novembre 2017

Colle Oppio: Raggi inadeguata. Solidarietà a dirigenti e militanti

erarioComprimere gli spazi di partecipazione politica è sempre un pessimo segnale. Sigillarli nella notte per presunta morosità, come accaduto alla sede storica della destra romana di Colle Oppio, è anche un gesto sospetto e soprattutto allarmante. Il sindaco Raggi conferma ancora una volta tutta la sua insipienza e inadeguatezza nell’amministrare la città, lasciando al degrado uno dei quartieri più difficili della Capitale e privandolo di uno dei pochi presidii di aggregazione e sicurezza per i tanti giovani e anziani che vi risiedono. La mia completa solidarietà a Giorgia Meloni, Fabio Rampelli e alla comunità militante di Colle Oppio.

2 novembre 2017

A New York scorre sangue, da noi sinistra vuole regalare cittadinanza

22894034_1534442879975668_3206910481438346014_nMentre a New York scorre di nuovo sangue innocente, e ancora una volta accade per mano di chi sparge odio e vuol colpire al cuore i nostri valori e la nostra libertà, qui da noi c’è ancora qualcuno che predica agli italiani le meraviglie dello ius soli. Una sinistra pelosa e irresponsabile che abbandona i propri cittadini colpiti dal terremoto, ancora senza case, senza scuole e con l’inverno alle porte, ma così solerte nell’annunciare battaglie fuori e dentro il Palazzo pur di far approvare una legge sbagliata, divisiva, che regala agli stranieri la cittadinanza italiana come fosse un pacco natalizio. Forza Italia conferma l’impegno a battersi con ogni strumento per evitare l’approvazione del provvedimento. E se il testo dovesse passare in Senato a colpi di fiducia, abbiamo già predisposto in tutta Italia banchetti referendari per cancellare un simile scempio. Diventare italiani? Sì, ma bisogna meritarlo. Non si può pensare di regalare la cittadinanza a pioggia, rischiando di concederla anche a chi non ha la minima intenzione di abbracciare la nostra tradizione e la nostra cultura. Nessuna integrazione sarà mai davvero possibile altrimenti. New York, Parigi, Barcellona, Berlino, Nizza, purtroppo, sono lì a ricordarcelo.

30 ottobre 2017

Ius Soli. Orlando conferma: serve solo a tenere insieme i cocci della sinistra

europa

Stamattina il ministro Andrea Orlando ha confermato quel che Forza Italia dice da sempre: lo Ius Soli è soltanto un provvedimento-scotch agitato in modo strumentale per tenere insieme i cocci di una sinistra sempre più lacerata. Una sinistra alla quale non importa né del giudizio degli italiani, altrimenti il Pd troverebbe il coraggio di sottoporre questa legge ai cittadini nell’imminente campagna elettorale, né di quei tanti stranieri che hanno avuto la cittadinanza italiana solo dopo un lungo percorso di completa e controllata adesione alla nostra cultura, ai nostri valori e alla nostra identità. Se oltre tutto il testo fosse approvato in Senato attraverso la fiducia, come un giorno sì e l’altro pure paventano dalle parti della maggioranza, ci troveremmo di fronte ad un intollerabile colpo di mano al quale Forza Italia si opporrà con tutti gli strumenti parlamentari necessari. E se malauguratamente lo Ius Soli fosse approvato l’appuntamento sarà nelle piazze italiane, dove organizzeremo banchetti referendari per abrogare questa sciagurata legge.

26 ottobre 2017

Bolkestein: Forza Italia proseguirà battaglia in Senato

Forza Italia è contraria a questo provvedimento. Contraria al suo impianto, al suo spirito e alla sua tempistica. Soprattutto è contraria alle implicazioni future che l’approvazione di questo disegno di legge delega comporterà a un segmento produttivo che secondo noi, a differenza di quanto ritengono maggioranza e governo, è tra i più strategici e redditizi del Paese. Un comparto fatto di piccole e medie imprese a conduzione familiare, circa 30mila, con un indotto di circa un milione di posti di lavoro, diretti e indiretti. Questo provvedimento vorrebbe riordinare la normativa relativa alle concessioni demaniali. Vorrebbe, ma non è così. Perché, di fatto, non revisiona né ordina nulla, ma in fretta e furia mette in ginocchio l’intero settore mandando all’asta le concessioni. Forza Italia avrebbe preferito una discussione sul tema molto più ampia e articolata, consentendo alle nostre imprese di tornare a operare e investire grazie alla proroga della attuali concessioni. Purtroppo non è stato possibile perché è mancata la volontà politica di tutelare le piccole imprese familiari – quanta solerzia però nel voler proteggere i grandi gruppi di potere! Per questo motivo Forza Italia esprime, e lo farà anche in Senato, il proprio convinto dissenso nei confronti di questo disegno di legge delega.

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