29 settembre 2016

Referendum, propaganda Pd con soldi cittadini

Se il Pd vuole dare un contributo vero alla riduzione dei costi della politica, allora potrebbe evitare di utilizzare, come invece sta facendo già in alcune città, i manifesti 6X3 per la propaganda referendaria il cui costo è sostenuto anche con il finanziamento pubblico che ha ricevuto il comitato per il Sì.

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Evidentemente quell’esercito di volontari che Renzi sperava di trovare per fare propaganda porta a porta, non c’è, a testimonianza che la riforma non è poi così convincente come egli dice. È abitudine della sinistra far ricadere le conseguenze delle proprie decisioni, e dei propri errori, sui contribuenti. Se ne sono accorti ad esempio i piccoli obbligazionisti raggirati dalle 4 banche salvate dal Governo, che hanno perso i loro risparmi in una notte, e i tanti cittadini che stanno vedendo aumentare i costi dei conti correnti proprio perché le banche devono coprire il buco causato dal quel decreto.

28 settembre 2016

Migranti, richiedenti asilo in Italia fino al 2050

Sul ricollocamento dei richiedenti asilo l’Unione europea ha alzato bandiera bianca. La resistenza di molti Paesi ad accettare le quote obbligatorie sta avendo la meglio e alla Commissione non resta che affidarsi alla buona volontà degli Stati membri.

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Secondo le decisioni prese in Ue nel settembre 2015 entro settembre 2017 dovrebbero essere ricollocati ben 160mila migranti. Di questi, l’Italia ne dovrebbe ricollocare 39.600 in altri Paesi della Ue ma in un anno sono stati soltanto in 1.196, ossia circa il 3 per cento, a lasciare il nostro paese. Se proseguiamo con questa lentezza, gli ultimi richiedenti asilo presenti in Italia non partiranno prima del 2050. Senza contare poi che nel frattempo altre decine di migliaia di profughi stanno sbarcando sulle nostre coste e che su molti di questi non c’è alcun accordo a livello europeo perché in maggioranza sono migranti economici per i quali non è prevista alcuna protezione internazionale e che quindi continueranno a stare sul nostro territorio a tempo indefinito.

27 settembre 2016

Prato, Alfano chiarisca censura della scritta del movimento giovanile di Forza Italia

Nella notte tra venerdì 23 e sabato 24 settembre, a Prato, poco prima di una visita programmata del Presidente del Consiglio, una pattuglia della polizia ha rimosso un lembo dello striscione che recitava ‘Renzi hai fallito’ e che era stato esposto dal coordinamento giovanile di Forza Italia. In particolare, è stata tolta la parte con il nome di Renzi.

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Il questore ha dichiarato che si tratterebbe di un’azione volta ufficialmente a ‘stemperare gli animi’ e a ‘rimuovere ogni ostacolo alla buona riuscita di un evento’ quale la visita istituzionale del Presidente del Consiglio. A mio avviso la scritta del movimento giovanile di Forza Italia era una chiara manifestazione di protesta civile, senza insulti: una constatazione più che legittima, che tuttavia la Polizia ha nei fatti impedito censurando il cognome del premier. 

Per questo, insieme al collega Brunetta, ho presentato un question time che sarà discusso domani alla Camera e in cui chiediamo di sapere se il ministro Alfano sia a conoscenza dei fatti riportati e delle motivazioni che hanno portato alla censura della scritta del movimento giovanile di Forza Italia, e se non ritenga che tale censura abbia ingiustamente limitato la libertà di espressione e di manifestazione del pensiero dei nostri ragazzi.

26 settembre 2016

Referendum, risparmi virtuali a fronte di costi certi

referendumRenzi fantastica sugli ipotetici milioni di euro che si risparmierebbero con l’approvazione definitiva della riforma costituzionale. Però poi non fa cenno ai costi reali che il suo Governo fa ricadere sui cittadini, come i 3,3 miliardi di euro, miliardi e non milioni, già spesi e quelli che spenderà per mantenere sul nostro territorio migliaia di immigrati. A conti fatti il vero risparmio per gli Italiani è votare No al referendum per poi mandare a casa questo governo.

26 settembre 2016

Telemarketing selvaggio, serve riforma del Registro delle Opposizioni

La mia intervista su Il Tirreno di oggi.

Riforma del Registro delle Opposizioni. Apertura del Registro anche ai cellulari e ai numeri fissi riservati. Revoca dei consensi pregressi a ricevere chiamate commerciali con l’iscrizione al Registro. Debora Bergamini, Fi, vicepresidente della commissione Trasporti e Comunicazioni alla Camera è al lavoro per limitare il telemarketing selvaggio. In particolare – dice – per «difendere chi è più indifeso: gli anziani». Ecco, in sintesi, la sua posizione.

Perché la riforma del telemarketing ha difficoltà ad arrivare in Parlamento?

«Ci sono legittimi interessi contrastanti, a cominciare dall’occupazione dei 40mila lavoratori dei call center. Ma il diritto al lavoro non si può affermare a discapito del diritto alla quiete. Una riforma del sostema è necessaria. Come vicepresidente della commissione competente ho intenzione di organizzare una giornata di studio alla Camera almeno con i gestori di telefonia e con il Garante della Privacy».

Come risolvere a breve il problema della revoca del consenso all’uso dei dati personali per fini commerciali?

«Una soluzione potrebbe essere la riforma del Registro delle Opposizioni. L’iscrizione dovrebbe implicare automaticamente la revoca dei consensi già dati. E al Registro si dovrebbero iscrivere tutti i numeri, non solo quelli presenti negli elenchi. Questo di fatto esclude la maggior parte dei numeri, cellulari e i “riservati”. Paradossalmente gli utenti che scelgono di non avere il proprio numero in elenco hanno al momento una tutela inferiore di fronte al telemarketing».

Come dovrebbe avvenire l’iscrizione al Registro?

«Per i numeri fissi riservati sarebbe utile inserire un automatismo: iscrizione automatica al Registro, visto che hanno scelto di non essere in elenco».

E per i cellulari? Se tutti fossero in automatico iscritti nel Registro i call center chiuderebbero.

«Infatti. Per i cellulari la questione è più complessa. E mi riservo di approfondirla».

25 settembre 2016

Dopo il governo Berlusconi +1.2 milioni di poveri

Tra il 2011 (fine Governo Berlusconi) e il 2015 ci sono 1.183.000 persone in più che vivono in condizioni di povertà assoluta. Purtroppo aveva ragione Montanelli: “la sinistra ama talmente i poveri che ogni volta che va al potere li aumentano di numero”.

25 settembre 2016

Referendum, quesito seducente che nasconde cattiva riforma

In questo referendum c’è un quesito seducente che nasconde una cattiva riforma della Costituzione. Nel quesito si promettono leggi più semplici e tagli ai costi della politica ma la realtà non è questa. Non ci saranno tagli ai costi della politica, le leggi non saranno più semplici da fare e soprattutto ci sarà meno democrazia.

21 settembre 2016

Immigrati, Renzi cominci a far scontare pena a detenuti nei Paesi origine

renzi-onu-migrantiC’è una cosa che il Governo e il premier Renzi possono fare da soli sull’immigrazione, senza il bisogno della Ue, ed è quella di far scontare la pena nei Paesi d’origine agli stranieri detenuti nelle nostre carceri. 

Recentemente a New York, sul tema immigrazione, Renzi ha affermato che se l’Europa non si farà carico del problema l’Italia allora farà da sola. Una minaccia velata ma piuttosto spuntata dato che il premier aveva già detto l’identica cosa più di un anno fa, esattamente il 15 giugno del 2015, e basta andarsi a rileggere le sue dichiarazioni di allora per appurarlo. Nel frattempo, se qualcosa è cambiato, è cambiato in peggio dato che è continuato senza sosta l’arrivo di immigrati sulle nostre coste, l’Italia ha continuato a farsene carico da sola e i ricollocamenti dei richiedenti asilo sono stati assolutamente irrisori. Il numero di detenuti stranieri in Italia è un terzo dell’intera popolazione carceraria, 18.311 su 54.195, e la Convenzione di Strasburgo del 1983, sottoscritta anche dall’Italia, prevede proprio la possibilità di rimpatriare nei rispettivi Paesi gli stranieri detenuti in Italia per far scontare lì la pena. Certamente questa possibilità non riguarda tutti i detenuti stranieri e vale solo nei Paesi firmatari della Convenzione, ma sta di fatto, però, che è una decisione che il Governo potrebbe prendere da solo senza attendere la Ue. Se da un lato non lo fa, e se dall’altro non riesce a concludere e rendere operativi accordi bilaterali con i Paesi di provenienza di questi detenuti, è perché evidentemente mancano la volontà politica e l’autorevolezza per imporsi a livello internazionale

20 settembre 2016

Strage Viareggio, ferita aperta che sarà chiusa soltanto con la verità

strage-viareggioLe pesanti condanne richieste dai pm nei confronti degli imputati della strage ferroviaria di Viareggio, che il 29 giugno 2009 causò la morte di 32 persone, non arrivano inaspettate vista la gravità della tragedia che ha distrutto per sempre la vita di tante famiglie.
Questa vicenda è una ferita aperta per tutta la cittadinanza viareggina che potrà essere chiusa soltanto quando sarà fatta pienamente luce sull’accaduto. Credo che, al di là del processo in corso, sia necessario nuovamente l’intervento del Parlamento, come già avvenne quando approvammo la cosiddetta “Legge Viareggio”, di cui mi onoro di essere stata la prima firmataria nonché la relatrice, che stanziò fondi di solidarietà a favore dei parenti delle 32 vittime. L’amministrazione della giustizia è compito dell’ordine giudiziario nei tribunali, ma la politica non può rimanere passiva davanti al dolore di chi invoca il diritto di conoscere tutta la verità. In queste ore è al vaglio degli uffici competenti della Camera la proposta di legge che ho presentato per richiedere l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta su questa strage ferroviaria. Lo dobbiamo alle 32 vittime, alle loro famiglie e a tutta Viareggio affinché venga diradata ogni ombra su quella tragica notte.

18 settembre 2016

Ue, Renzi alza e abbassa volume a seconda del calendario elettorale

renzi-merkel-hollande-sorridentiL’inconsistenza della strategia di un governo che alza o abbassa il volume della voce in Europa a seconda del calendario elettorale danneggia l’Italia che avrebbe bisogno di un esecutivo capace di difendere gli interessi degli italiani soprattutto su immigrazione e economia. Al Paese non fa bene un governo che ha un atteggiamento altalenante a seconda degli appuntamenti elettorali interni.
Le critiche che oggi il premier Renzi muove all’Unione europea e ad alcuni Stati membri appaiono in parte corrette, ma poco credibili. Corrette perché erano già vere il giorno in cui Renzi si insediò a Palazzo Chigi. Poco credibili perché dopo quasi 3 anni passati ad ascoltare il premier vantarsi di vittorie di Pirro a margine dei vertici europei, non si può credere che quello stesso governo non sia corresponsabile dei fallimenti denunciati oggi.

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