16 agosto 2017

Istat: rispetto al 2011 top solo povertà, non PIL

IMG-20170816-WA0006.jpgOggi il Partito democratico per voce del suo capogruppo alla Camera, Ettore Rosato, ha provato a far credere agli italiani che il Prodotto interno lordo è “al top” rispetto al 2011. Confrontando i dati Istat pubblicati oggi con quelli del 2011 emerge che non è così. Rispetto ad allora gli unici valori ad essere al top, purtroppo, sono:

-la povertà assoluta (+1.619.000 poveri)
-la disoccupazione (+1.043.000 disoccupati)
-l’immigrazione verso l’Italia (+ 660.000 sbarchi)
-il debito pubblico (+376 miliardi di euro)

Colpevole di aver fatto notare a Rosato (con il grafico che vedete in foto) il suo errore, vengo accusata dall’onorevole Morani di non aver ricordato che nel 2011 l’Italia era nel baratro. Dove per baratro non si intende il fatto che con Berlusconi al governo ci fossero meno poveri, meno tasse, meno disoccupati e meno immigrati clandestini, ma che lo spread era più alto.
È vero lo spread era più alto. Ha ragione Morani. A causa di una speculazione che aveva l’unico scopo di sovvertire l’ordine democratico così odiato da certi salotti buoni della finanza e del potere, si fece di tutto per far cadere Berlusconi. Lo stesso Berlusconi che – anche questo Morani lo dimentica – non essendo attaccato alla poltrona come una certa sinistra, lasciò Palazzo Chigi ma che un anno prima di farlo indicò Mario Draghi alla guida della Banca Centrale Europea. Quella stessa Banca Centrale che con un’operazione senza precedenti mise fine a qualsiasi speculazione contro l’Italia e contro l’Europa. Tuttavia nonostante l’intervento provvidenziale di Draghi, i governi che si sono succeduti dopo Berlusconi non sono stati in grado di far tornare il benessere in Italia ai livelli del 2011.
Io capisco che certa sinistra guardi con maggiore attenzione agli spread e agli indici finanziari invece che alla condizione economica delle persone, alla povertà, al livello di tasse, alla disoccupazione. Ma noi di Forza Italia e di centrodestra, che al governo ci siamo andati sempre per espressione della volontà popolare, diamo più importanza ai portafogli delle persone che a quelli dei grandi gruppi finanziari…

9 agosto 2017

Migranti, Ius Soli contropartita per Codice ONG?

cardbergaminiLe crisi interne alla sinistra hanno sempre due tratti in comune: tendono a monopolizzare il dibattito pubblico; si risolvono con una contropartita che accontenta diverse correnti della sinistra ma che divide il Paese. Non vorremmo che il confronto interno alla maggioranza registrato negli ultimi giorni sul tema delle ONG, abbia come contropartita l’approvazione dello ius soli in autunno. Approvare una legge come quella sullo ius soli al volgere della legislatura rischia di essere una forzatura delle capacità di sopportazione degli italiani. Se il Partito democratico e la sinistra ritengono davvero che questa sia una battaglia da portare avanti a testa alta, abbiano il coraggio di subordinare l’approvazione dello ius soli ad un’eventuale vittoria elettorale. Non si illudano viceversa di vincere le elezioni allargando il bacino elettorale ad oltre 800.000 stranieri recando un intollerabile affronto alla maggioranza assoluta degli italiani.

4 agosto 2017

Migranti: dopo 600.000 sbarchi Renzi dice numero chiuso?

Card Bergamini Estate solo fotoLe parole del Presidente Berlusconi a La Stampa sono la pura verità: in questi anni il peso specifico del nostro Paese a livello internazionale è sensibilmente diminuito. Ne è dimostrazione tra le altre cose la dilettantistica e sciagurata gestione dell’emergenza immigrazione da parte della sinistra. Naturalmente speriamo che le cose cambino e siamo impegnati affinché ciò avvenga, ma sul finire della legislatura il bilancio della sinistra al governo è sotto gli occhi di tutti: oltre 600.000 sbarchi in pochi anni. Facile parlare adesso, come fa Renzi, di numero chiuso.

27 luglio 2017

Cinema, attenzione a non farci scippare dalla Francia il Festival di Venezia

erarioLeggiamo dalle agenzie che il ministro Franceschini ha firmato con il ministro della Cultura francese un accordo comune sul cinema. Poiché sappiamo che per il governo francese ciò che è francese è francese e non si può toccare (vedi ad esempio la nazionalizzare di Stx per fermare Fincantieri), mentre ciò che è italiano può essere arraffato, non vorremmo che i nostri “cugini” d’Oltralpe stessero pensando di mettere le mani pure sul Festival del cinema di Venezia.

26 luglio 2017

Bambini dimenticati in auto: bene approvazione mio emendamento

cardbergamini

Sono molto soddisfatta che la Commissione Trasporti oggi abbia approvato il mio emendamento alla legge delega per le modifiche al Codice della Strada, in cui si stabilisce che i veicoli debbano essere dotati di rilevatori sonori della presenza di bambini. In questo modo, una volta che le auto vengono chiuse, l’eventuale presenza di piccoli passeggeri sarà segnalata, evitando nuovi casi drammatici di bambini che perdono la vita per una fatale dimenticanza.

26 luglio 2017

Francia ci batte su Libia, migranti e forse Fincantieri. Governo che fa?

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Le cronache di questi ultimi giorni ci raccontano di Macron che ha rifiutato l’approdo in Francia perfino alle navi francesi che trasportano migranti, mentre Haftar e Sarraj si incontrano a Parigi per concordare un piano d’azione sulla Libia. L’Italia, che più di tutti subisce gli effetti della crisi libica, è fuori dal tavolo in cui la crisi si compone. Intanto pare che l’Eliseo voglia rivedere pure gli accordi con Fincantieri relativi all’acquisizione della maggioranza dei cantieri di Saint Nazaire. Ovviamente a favore della Francia. E il nostro governo che fa per tutelare gli interessi dell’Italia rispetto alla politica muscolare del Presidente transalpino?
25 luglio 2017

Balneari: governo continua con aste, noi difendiamo nostri imprenditori

europa
Il governo continua a non ascoltarci e a portare avanti il provvedimento di legge delega per il riordino delle concessioni demaniali marittime. Anche gli emendamenti che hanno presentato i relatori continuano a sottendere il principio delle aste, a cui noi ci opponiamo ed a cui altri paesi europei, come Spagna e Portogallo, si sono sottratti. Certo, la materia ha bisogno di un riordino ma non a colpi di decreto. Davvero non riusciamo a capire perché si voglia mettere in ginocchio un comparto di eccellenza, che conta 30mila aziende per lo più a conduzione familiare, ma di una cosa siamo certi: che noi continueremo a difendere i nostri imprenditori balneari dalle aste che favorirebbero solo i grandi interessi. 
24 luglio 2017

Libia: al Governo dei bonus solo i malus

cardbergamini

Dopo i danni prodotti dalla Francia con l’attacco che costò poi la vita a Gheddafi nel 2011, Macron apre un tavolo a Parigi con il presidente del Governo di accordo nazionale (Gna), Fayez Al-Sarraj e il generale Khalifa Haftar. Un’iniziativa politica senz’altro opportuna, che sarebbe dovuta partire dall’Italia, visti i rapporti speciali e vista l’incommensurabile tragedia dell’immigrazione che il nostro Paese sta vivendo in conseguenza di quell’attacco. Ma niente, al governo Pd di Renzi e Gentiloni non è venuto in mente. Nella gestione del dossier libico il governo dei bonus riesce a prendersi solo i malus. Che abisso fra un governo eletto dal popolo ed uno nato dalle alchimie di una segreteria di partito.

20 luglio 2017

Balneari: dopo dimissioni Costa Governo ritiri decreto.

erario

Da sempre sostengo, insieme ai colleghi di Forza Italia, che il riordino della disciplina delle concessioni demaniali marittime non debba essere fatto per decreto. Le nostre imprese balneari, 30mila aziende italiane per lo più a conduzione familiare, meritano davvero più rispetto e tutta l’attenzione del Parlamento. A maggior ragione dopo che il Ministro proponente il disegno di legge delega, Costa, si è dimesso, peraltro dichiarandosi in dissenso con molte iniziative del governo. Per questo oggi, ancora una volta, ho chiesto in commissione che il provvedimento – che prevede tra l’altro che si mandino all’asta, col pretesto di volerle riordinare, le concessioni balneari per conformarsi alla nota direttiva Bolkestein – fosse ritirato. Anche perché, ricordo, altri Paesi europei hanno scelto soluzioni che prevedono lunghe proroghe delle concessioni senza incorrere nella censura della Commissione Europea. Spiace che, ancora una volta, il governo si sia dimostrato sordo di fronte a una richiesta sensata.

 

 

 

 

 

 

 


19 luglio 2017

Legge elettorale: bene spiragli per dialogo ampio

cardbergamini
Fa piacere apprendere che nel Pd si stiano raffreddando gli animi e riaprendo gli spiragli per un dialogo ampio sulla legge elettorale. Una legge elettorale che per quanto ci riguarda dovrà consentire l’effettiva corrispondenza tra il voto degli italiani e la rappresentanza in Parlamento.
Auspichiamo che chi ha già fatto saltare l’approvazione della legge elettorale si sieda a settembre al tavolo delle trattative con il necessario sangue freddo e la consapevolezza che questa legge merita ogni sforzo da parte di tutte le forze politiche perché deve essere nell’esclusivo interesse di tutti i cittadini che aspettano di poter esprimere il loro diritto/dovere di voto.
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