27 luglio 2016

L’Europa grazia Spagna e Portogallo ma punisce l’Italia

Commissione europeaSiamo stati i primi a dire che le regole ferree di bilancio e di cieca austerità imposte dall’Europa avrebbero peggiorato le condizioni dei cittadini e fatto aumentare il loro euroscetticismo. Ma adottare due pesi e due misure, salvando alcuni Stati membri che non rispettano i patti, e punendone invece altri, è un approccio sbagliato e pericoloso che non farà che alimentare la diffidenza verso le Istituzioni europee.

La Commissione Ue  ha proposto di cancellare la multa contro Spagna e Portogallo per il loro deficit eccessivo concedendo loro una dilazione sul rispetto del patto di stabilità. Eppure, appena qualche giorno fa, la Corte di giustizia Ue ha stabilito la non validità della proroga automatica delle concessioni balneari in Italia fino al 2020, quando poi proprio la Spagna e il Portogallo avevano chiesto e ottenuto dalla Ue una deroga alla Bolkestein. La Ue deve assumere decisioni che non facciano pensare che ci siano Paesi favoriti o sfavoriti, perché altrimenti davvero verrebbe meno il concetto stesso di Unione.
26 luglio 2016

Governo, addio holding Agnelli è sconfitta per l’Italia

Renzi elkann marchionne

In una e-news di inizio gennaio Renzi aveva scritto che ‘la rinnovata solidità del Paese sta richiamando molti investitori. Il meglio deve ancora venire’. Mai profezia fu più infausta: Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli, lascia l’Italia e si trasferisce in Olanda e così tutte le società del gruppo del Lingotto non avranno più sede, né legale, né fiscale, nel nostro Paese. Un altro insuccesso delle politiche economiche e fiscali del Governo che, più che attirare capitali stranieri, attira i clandestini.

21 luglio 2016

Brutto segnale governo che non accoglie mio odg per imprese balneari

BalneariQuando dalle promesse si passa ai fatti appare chiaro chi vuole tutelare le imprese balneari italiane e chi invece no. Ritengo che il Governo abbia compiuto un gravissimo errore non accogliendo il mio ordine del giorno in cui chiedevo che si rinegoziasse l’applicazione della direttiva Bolkestein o che quanto meno si prevedesse un periodo transitorio congruo per permettere ai concessionari l’ammortamento degli investimenti realizzati, così come è avvenuto anche in altri paesi europei con situazioni costiere e turistiche simili alle nostre come Spagna e Portogallo.

Sulla tutela in questa direzione delle imprese balneari il Governo non ha ritenuto di doversi impegnare ma semplicemente di ‘valutare l’opportunità’, non comprendendo che ha già perso troppo tempo e che è il momento di adottare misure urgenti e concrete a tutela del comparto. Ma soprattutto è inaccettabile che il Governo, nell’ambito del riordino della materia, non abbia voluto accogliere la mia richiesta di escludere che alle concessioni balneari sia applicato in maniera generalizzata ed automatica il sistema di affidamento tramite asta, disattendendo tra l’altro la pronuncia della Corte di giustizia europea che ha chiarito che le aste non sono obbligatorie. Il mio ordine del giorno, peraltro, non le avrebbe escluse, ma chiedeva solo che non fossero generalizzate ed automatiche. Davvero un brutto segnale di indifferenza del Governo verso migliaia di piccole imprese italiane del settore turistico. Infine ringrazio i colleghi Alberto Giorgetti e Francesco Paolo Sisto per il loro impegno in Aula e in Commissione nel sostenere insieme a me le istanze dei balneari.

 

Qui il testo dell’Ordine del Giorno non accolto dal governo.

Ordine del giorno

 

La Camera,

premesso che

i commi 3-septies e 3-octies dell’articolo 24 del provvedimento in esame intervengono in materia di concessioni demaniali marittime, sia sotto il profilo della proroga delle concessioni, che relativamente ai procedimenti pendenti per il pagamento dei canoni demaniali ed al termine per il riordino complessivo della materia;

in particolare il comma 3-septies dell’articolo 24 interviene sulla questione della proroga delle concessioni disponendo la validità ex lege dei rapporti concessori già instaurati e pendenti in base all’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009. Si tratta della norma che ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 la durata delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative in essere alla data di entrata in vigore del decreto (30 dicembre 2009) e in scadenza entro il 31 dicembre 2015;

la disposizione si è resa necessaria a seguito della sentenza della Corte di giustizia europea, che ha dichiarato illegittima la proroga disposta dal legislatore in merito alle concessioni demaniali marittime a finalità turistico ricreative; l’articolo 1, comma 18, del decreto-legge n. 194 del 2009, come modificato dall’articolo 34-duodecies del decreto-legge 179/2012, aveva infatti disposto, in attesa della revisione complessiva della legislazione nazionale in materia, la proroga sino al 31 dicembre 2020 delle concessioni in essere alla data del 30 dicembre 2009 ed in scadenza entro il 31 dicembre 2015;

la Corte ha quindi dichiarato illegittima la proroga automatica ma, al contempo, ha riconosciuto la necessità di tutelare il legittimo affidamento se, al momento del rilascio della concessione, sia stata osservata una pubblica evidenza. Inoltre, la Corte ha rinviato al Giudice nazionale il compito di valutare se la proroga di una concessione sia legittima o meno in virtù dell’abbondanza del bene concesso;

ad ogni modo, il Governo ha ora il dovere di attivarsi, data l’inerzia nel procedere ad un riordino della materia, per evitare eventuali contrasti con la normativa comunitaria e, nello specifico, con la direttiva Bolkestein, per offrire soluzioni ai problemi di un settore – quello delle imprese turistiche titolari di concessioni demaniali -strategico e fondamentale per il nostro Paese;

se è vero che la Corte di giustizia Ue ha sancito la non validità della proroga automatica di tali concessioni per tutti fino al 2020, come deciso dallo Stato italiano, è altrettanto vero che si possono e si devono salvaguardare gli imprenditori che hanno fatto investimenti, ponendo a carico dello Stato l’onere di provare eventualmente il contrario e, quindi revocare la, o anticipare la revoca della, concessione;

in ogni caso, è necessario avviare un percorso nelle opportune sedi comunitarie per rinegoziare i termini della Direttiva Bolkestein e fare in modo che le concessioni demaniali relative agli stabilimenti balneari, nonché il settore del commercio ambulante, siano escluse dall’applicazione automatica e generalizzata del sistema di affidamento tramite asta; –

 impegna il Governo

ad attivarsi presso le istituzioni comunitarie per rivedere la decisione di applicare la direttiva Bolkestein  alle concessioni demaniali relative agli stabilimenti balneari, nonché al commercio ambulante, o, quantomeno, per prevedere l’estensione della durata del regime transitorio per un tempo abbastanza ampio da permettere ai concessionari l’ammortamento degli investimenti realizzati, secondo quanto disposto anche in altri Paesi dell’UE, nonché in ogni caso, per escludere tali concessioni dall’applicazione automatica e generalizzata del sistema di affidamento tramite asta.

 

Bergamini

 

 

18 luglio 2016

Spiagge, prorogare le concessioni per salvaguardare gli investimenti

balneariNon possono certamente essere le imprese turistiche titolari di concessioni demaniali a pagare il conto dell’inerzia del Governo che non è stato in grado di difendere in Europa le ragioni e gli interessi di un settore economico fondamentale per il nostro Paese. Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea occorre rimediare agli errori e noi offriamo la soluzione per farlo.

Ho presentato subemendamenti al decreto Enti locali del Governo per prorogare per un periodo di trenta anni le concessioni demaniali, salvo che le autorità competenti non dimostrino la mancanza di investimenti realizzati per la costruzione di manufatti legittimamente esistenti e, in generale, per il miglioramento dell’area concessa. Se è vero che la Corte di giustizia Ue ha sancito la non validità della proroga automatica di tali concessioni per tutti fino al 2020, come deciso dallo Stato italiano, è altrettanto vero che si possono e si devono salvaguardare gli imprenditori che hanno fatto investimenti, ponendo a carico dello Stato l’onere di provare eventualmente il contrario. Vedremo se la maggioranza di Governo approverà i nostri subemendamenti o se ancora una volta si mostrerà disinteressata alla sorte di migliaia di imprenditori balneari. Infine vigileremo affinché nel non più procrastinabile riordino dell’intera materia il Governo non disattenda le promesse fatte al comparto.

18 luglio 2016

Turchia, pena di morte inconciliabile con Ue

europa turchiaSe si dovesse concretizzare l’ipotesi di reintroduzione della pena di morte in Turchia, ciò allontanerebbe Ankara da Bruxelles perché sarebbe inconciliabile con i Paesi Ue. Se non si vogliono vanificare i progressi compiuti in questi anni nei rapporti bilaterali con l’Europa, occorre che la Turchia non precipiti in ingiustificabili violazioni dei diritti umani.

15 luglio 2016

Nizza, classi dirigenti europee inadatte a sfida terrorismo

foto nizzaPurtroppo ancora una volta dovremo ascoltare i proclami truculenti dei populisti, gli appelli al dialogo della sinistra illuminata, commemorazioni retoriche delle istituzioni, e tutto continuerà come prima. A riprova dell’incapacità e dell’insufficienza delle classi dirigenti europee e occidentali ad affrontare la sfida. Esattamente come il presidente Berlusconi va affermando, invano, da anni.

I terroristi lo sanno e sfruttano cinicamente la nostra miopia e la nostra debolezza. Inoltre con la strage di Nizza abbiamo avuto la dimostrazione visibile, persino simbolica, che il terrorismo che colpisce Israele è lo stesso, nei metodi e nelle motivazioni, che colpisce le nostre città. La causa della libertà è una ed indivisibile. Esprimo al popolo francese la massima solidarietà e vicinanza per questo ennesimo e sanguinoso attentato terroristico.

14 luglio 2016

Balneari, Governo tutela banche e dimentica imprese

spiaggeQuando a febbraio di quest’anno l’avvocato generale della Corte di Giustizia europea si era dichiarato contrario alla proroga delle concessioni balneari in essere in Italia, avevamo chiesto a gran voce al premier Renzi di attivarsi in prima persona per scongiurare questo pericolo. Oggi invece è arrivata la sentenza che rappresenta una minaccia per la sopravvivenza di decine di migliaia di imprese italiane.

Il Governo è molto attivo in Europa per chiedere favori e deroghe per salvare banche e banchieri ma si è completamente disinteressato di un settore economico fondamentale per l’occupazione e la crescita del nostro Paese, penalizzando le imprese turistiche titolari di concessioni demaniali, e proprio nel pieno della stagione estiva. Altri Paesi, con minor peso economico rispetto all’Italia, come Spagna e Portogallo, hanno chiesto e ottenuto dalla Ue una deroga dalla Bolkestein, l’Italia no, appalesando una evidente ininfluenza politica. Le ripercussioni saranno enormi anche dal punto di vista occupazionale e questo stride con l’atteggiamento di un Governo che continua a vantarsi degli inesistenti effetti salvifici del Jobs Act. Con questa sentenza si perderanno posti di lavoro, si perderanno gli investimenti dei nostri piccoli imprenditori balneari e si perderà anche la certezza del futuro.

12 luglio 2016

Viareggio, Tar ripristina legalità, centrodestra pronto a elezioni

Elezioni ViareggioIl pronunciamento del Tar sulle elezioni comunali di Viareggio pone fine a una situazione di anomalia e ripristina la legalità democratica dopo le irregolarità, ormai acclarate, nel conteggio dei voti dello scorso anno. Ora la parola torna ai cittadini. Il centrodestra unito è pronto a tornare al governo della città versiliese, sulla scia dei successi che la coalizione ha ottenuto alle amministrative in Toscana nel 2015 e quest’anno.

12 luglio 2016

Puglia, scontro treni tragedia sconvolgente

Schermata 2016-07-12 alle 14.14.06Lo scontro frontale fra due treni è una tragedia sconvolgente e pone seri interrogativi sulla sicurezza del traffico ferroviario nel nostro Paese. Devono essere accertate con il massimo rigore negligenze e responsabilità, che andranno punite nel modo più severo. Ci stringiamo al dolore delle famiglie delle vittime esprimendo loro tutta la nostra solidarietà.

2 luglio 2016

Dacca: affranti per morte connazionali. Stati civili e liberi cooperino contro barbarie 

Siamo affranti per la morte di nostri connazionali durante l’attentato terroristico a Dacca. Più L’Isis perde terreno sul campo di battaglia, più si fa spietato e imprevedibile nel colpire persone inermi. E’ sempre più necessario che gli Stati civili e liberi, che vogliono restare tali, incrementino la cooperazione fra loro per sconfiggere una volta per tutte questa barbarie. 

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