Donne e Mediterraneo, protagoniste del cambiamento. Le conclusioni della conferenza

da Il Mediterraneo:

Deborah Bergamini e il DOCUMENTO CONCLUSIVO

L’incontro di due giorni si è poi concluso con un appello della Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa, Deborah Bergamini a non vanificare tutto quanto è emerso durante la conferenza ma ad andare avanti, nella concretezza, con proposte ed accordi.

In un documento conclusivo Deborah Bergamini ha poi chiaramente confermato i punti su cui il Centro Nord-Sud si impegnerà nei prossimi mesi:

1. Promuovere la questione dell’avanzamento dello status delle donne in quanto priorità nel lavoro condotto dal Consiglio d’Europa, nella convinzione che ciò sia necessario per combattere tutte le discriminazioni e a promuovere una piena attuazione del principio di eguaglianza.

2. Costruire un Network femminile per la governance democratica, volto ad investire nella capacity building che favorisca l’accesso delle donne alla politica sia a livello nazionale che locale.

3. Assicurare un follow up della Conferenza, stabilendo una cadenza annuale per l’organizzazione dell’evento, in un paese Europeo e in uno della sponsa sud del Mediterraneo.

4. Auspicare, che un sempre maggior numero di Parlamenti si impegni in una cooperazione con l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

5. Promuovere la firma e la ratifica della Convenzione delle Nazioni-Unite sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne.

 

di seguito l’articolo integrale:

Ministro Carfagna “Nessuna rivoluzione può essere condotta senza le donne”

Tiziana Alterio

ROMA – Si è conclusa ieri con un documento programmatico molto preciso la Conferenza internazionale “Le donne agenti del cambiamento nel sud del Mediterraneo” organizzata da Deborah Bergamini, Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa e con il sostegno del Ministero per le Pari Opportunità.

Una conferenza che ha riunito rappresentanti di organizzazioni internazionali, parlamentari, società civile, giornalisti per discutere e riflettere sul ruolo delle donne come agenti dei cambiamenti politici, economici e sociali ma anche sul ruolo dei media come strumenti per la promozione del ruolo delle donne.

DONNE E MEDITERRANEO: Il Ministro Mara Carfagna

“L’Italia è al centro del bacino del Mediterraneo e non possiamo ignorare questa grande area geografica – ha detto il Ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna – Le donne hanno partecipato attivamente alla primavera araba e continuano ad essere agenti principali di questo cambiamento. Penso alle donne libiche, alle donne tunisine, alle donne algerine come nostre sorelle che rivendicano pari opportunità e noi sappiamo che il progresso di un Paese non può prescindere dall’uguaglianza di generi”. “E’ compito anche nostro vigilare affinchè non accada che i grandi sforzi delle donne del Sud del Mediterraneo vadano sprecati ”

E ancora: “La storia ci insegna che nessuna rivoluzione può essere compiuta se non ci sono anche le donne e nessun cambiamento può effettivamente dirsi realizzato se non conduce anche alla valorizzazione del ruolo delle donne all’interno delle società“. “Sono sicura – continua il Ministro – che i paesi coinvolti dalla primavera araba sapranno restare al passo con le nostre aspettative scrivendo costituzioni che prevedono fin dalla loro carta fondamentale la parità uomo donna e che tutelino i diritti delle donne”. “La democratizzazione dell’area del Mediterraneo e il maggior coinvolgimento della vita delle donne potranno portare ad un miglioramento dei rapporti tra le due sponde del mare nostrum e far avviare un percorso condiviso di fratellanza comune”.

Il Mediterraneo e la responsabilità dell’Europa

Ma dai diversi interventi è anche emersa la responsabilità politica dell’Europa non soltanto per non aver capito in tempo l’ondata delle proteste della primavera araba ma anche per aver accettato, con molta superficialità, la complicità con i governi di dittatori in cambio di politiche per l’immigrazione e per l’approvigionamento energetico. E non è mancato il riferimento al fallimento dell’Unione per il Mediterraneo, fortemente voluta da Sarkozy nel 2008.

Gennaro Malgieri, membro dell’assemblea parlamentare dell’Unione per il Mediterraneo in merito ha avuto parole dure “Registriamo un impasse dell’UPM poiché Sarkozy sta cercando di affossare ciò che ha creato nel 2008”

Alessandra Paradisi (COPEAM): “Europa concentrata sulla sicurezza e non sullo sviluppo dell’area mediterranea”

Incisivo anche l’intervento del Segretario Generale della Copeam, la Conferenza Permanente dell’Audiovisivo nel Mediterraneo Alessandra Paradisi: “L’Europa in passato si è concentrata più sulla sicurezza che sullo sviluppo o sul co-sviluppo. Quando nel 2000 noi della Copeam andavamo a Bruxelles a parlare di Mediterraneo ci rispondevano che l’Europa si stava allargando verso i paesi dell’ Est e non verso la sponda sud del Mediterraneo. Ma la storia non può aspettare!”

“La Copeam, che è attiva nel Mediterraneo dal 1994, ha contribuito negli anni – continua ancora Alessandra Paradisi – a portare un mattoncino a questa rivolta nel mondo arabo. Abbiamo lavorato con molte televisioni dei Paesi della sponda sud con scambio di news, co-produzioni, con corsi di formazione per giornalisti. Siamo stati i primi ad andare in Croazia quando ancora i fucili fumavano”.

Ma ora è necessario investire, essere concreti – sostiene il Segretario Copeam – avendo la capacità di stare al fianco dei Paesi della sponda Sud senza commettere l’errore di considerare quest’area geografica come un unicum.

Le Donne in Tunisia: Sondès Ben Khalifa “Ho partecipato ad elezioni libere e trasparenti”

Ben Khalifa, giornalista e blogger tunisina ha ben descritto la realtà che sta vivendo il suo Paese in questi giorni “E’ questo un momento storico per la Tunisia: ho partecipato ad elezioni libere e trasparenti. Esprimo tutta la mia emozione per questo”. “Per quanto riguarda le donne in Tunisia- ha aggiunto la giornalista- nel nostro paese le donne godono da molti anni di una situazione migliore rispetto alle altre donne del mondo arabo: diritto di voto, di aborto, di divorzio, divieto di poligamia e parità costituzionale tra i sessi. Conquiste, però, instaurate dal padre dell’indipendenza Burguiba mentre successivamente tutti i cambiamenti sociali sono stati voluti da uomini e calati dall’alto. Le donne, negli ultimi 20 anni, sono state grosso modo emarginate a livello politico”.

Così secondo la blogger tunisina: “non bisogna ripetere gli errori di un femminismo al maschile ma unirsi in lobbies e lottare insieme per la conquista dei diritti fondamentali”.

Per quanto riguarda le elezioni tunisine per Ben Khalifa esiste ancora un’evidente emarginazione femminile: “solo il 7% dei partiti presentano donne come capilista pur rappresentando il 50% dei candidati all’Assemblea Costituente. La donna è spesso partner e/o soggetto, di uomini e fa da seconda ai capilista maschi: “se non ci fosse stato un obbligo del 50% di candidature al femminile la nuova Tunisia sarebbe nata senza donne che pure – ha spiegato la giornalista- sono al centro di una battaglia contro il fanatismo, contro l’estremismo e sono protagoniste per la conquista della libertà, della parità, della salvaguardia e della conquista della modernità”. “Esistono ancora- ha concluso khalifa- istanze anche politiche che vogliono relegare la donna in casa, mentre la donna tunisina è incostestabilmente la chiave di volta del divenire della contestazione del Mediterraneo.

Deborah Bergamini e il DOCUMENTO CONCLUSIVO

L’incontro di due giorni si è poi concluso con un appello della Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa, Deborah Bergamini a non vanificare tutto quanto è emerso durante la conferenza ma ad andare avanti, nella concretezza, con proposte ed accordi.

In un documento conclusivo Deborah Bergamini ha poi chiaramente confermato i punti su cui il Centro Nord-Sud si impegnerà nei prossimi mesi:

1. Promuovere la questione dell’avanzamento dello status delle donne in quanto priorità nel lavoro condotto dal Consiglio d’Europa, nella convinzione che ciò sia necessario per combattere tutte le discriminazioni e a promuovere una piena attuazione del principio di eguaglianza.

2. Costruire un Network femminile per la governance democratica, volto ad investire nella capacity building che favorisca l’accesso delle donne alla politica sia a livello nazionale che locale.

3. Assicurare un follow up della Conferenza, stabilendo una cadenza annuale per l’organizzazione dell’evento, in un paese Europeo e in uno della sponsa sud del Mediterraneo.

4. Auspicare, che un sempre maggior numero di Parlamenti si impegni in una cooperazione con l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.

5. Promuovere la firma e la ratifica della Convenzione delle Nazioni-Unite sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne.

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