Legge di stabilità: ci vuole più coraggio e meno titoli

deborah bergamini coffee breakDi fronte ad una serie lunghissima di indicatori economici con il segno meno, dopo essere arrivati a toccare livelli di disoccupazione che non si vedevano da decenni, davanti a una spesa pubblica mastodontica e ancora in molte parti improduttiva, le ricette contenute nella legge di stabilità, o almeno nelle anticipazioni che è dato conoscere, appaiono efficaci quasi quanto un’aspirina per un malato con le ossa rotte. Da un governo nato per fronteggiare le emergenze, ci saremmo aspettati più coraggio e meno titoli.

Ad esempio, per tagliare la spesa pubblica dello 0,5% nel 2014 serviva davvero un commissario ad hoc? E che fine ha fatto l’aliquota Iva al 21%?

Cosa dobbiamo aspettarci da questa misteriosa Trise? Il PdL non ha mai concepito il ‘fare’ come ‘minimo indispensabile’ e di certo non è più sufficiente che l’esecutivo si limiti ad indicare la direzione giusta, bisogna avere la forza, anche politica, di percorrerla“.

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One Comment to “Legge di stabilità: ci vuole più coraggio e meno titoli”

  1. Quando si ha la maggioranza in parlamento,occorre avere unicamente il coraggio di usarla

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