Sicurezza stradale e multe, la risposta del governo alla mia interrogazione

Cari amici, sicurezza-stradale

condivido con voi il testo della mia interrogazione relativa all’impiego dei proventi delle multe, e la relativa risposta del governo.

Per legge, infatti, gli enti dovrebbero impiegare i fondi raccolti con le contravvenzioni per migliorare la segnaletica e, in generale, la sicurezza stradale, ma spesso ciò non accade e i meccanismi di controllo in essere, tra l’altro, non permettono di distinguere tra enti virtuosi e non.

Il Ministero delle infrastrutture dei trasporti mi ha risposto che si è impegnato, nell’ambito della revisione in atto del Codice della strada, a prevedere controlli più stringenti nei confronti degli Enti locali affinché si adeguino alle disposizioni di legge.

Di seguito i dettagli:

Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

l’articolo 208 del codice della strada, di cui al decreto legislativo n. 285 del 1992, come modificato dalla legge n. 120 del 2010, prevede che i proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni previste dal codice siano devoluti allo Stato, quando le violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti dello Stato, nonché da funzionari ed agenti dell’ente Ferrovie dello Stato o delle ferrovie e tramvie in concessione ovvero alle regioni, province e comuni quando le violazioni siano accertate da funzionari, ufficiali ed agenti, rispettivamente, delle regioni, delle province e dei comuni;

i proventi delle contravvenzioni, secondo quanto sancito dal citato 208, dovrebbero essere reimpiegati secondo percentuali prestabilite, in attività legate alla sicurezza stradale;

in particolare la legge n. 120 ha previsto che, dei proventi spettanti agli enti locali, una quota pari al 12,5 per cento sia destinata a interventi sulla segnaletica delle strade di proprietà dell’ente, una quota pari al 12,5 per cento sia destinata al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni e una restante quota pari al 25 per cento ad altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale, quali manutenzione delle strade, interventi sulle barriere, sistemazione del manto stradale, tutela degli utenti deboli, formazione in materia di educazione stradale, interventi a favore della mobilità ciclistica;

l’articolo 25 della legge n. 120 del 2010 è intervenuto anche sulla ripartizione dei proventi derivanti da violazioni dei limiti di velocità, di cui all’articolo 142 del codice della strada, prevedendo che siano attribuiti, in misura pari al 50 per cento ciascuno, all’ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l’accertamento, con esclusione delle strade in concessione e all’ente da cui dipende l’organo accertatore;

la legge ha stabilito altresì che gli enti interessati, diversi dallo Stato, debbano utilizzare la quota dei proventi ad essi spettanti nella regione nella quale sono stati effettuati gli accertamenti;

si prevede che le somme derivanti dalle quote dei suddetti proventi siano destinate: alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali, ivi comprese la segnaletica e le barriere, e dei relativi impianti; al potenziamento delle attività di controllo in materia di circolazione stradale, ivi comprese le spese relative al personale;

la disposizione prevede che ciascun ente trasmetta in via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ed al Ministero dell’interno una relazione in cui sono indicati, con riferimento all’anno precedente, l’ammontare complessivo dei proventi di propria spettanza, sia riferiti all’articolo 208 che all’articolo 142, nonché gli interventi realizzati con dette risorse, specificando gli oneri sostenuti per ciascun intervento;

la percentuale dei proventi spettanti ai sensi dell’articolo 142 è ridotta del 90 per cento annuo nei confronti dell’ente che non trasmetta la suddetta relazione, o che utilizzi i proventi in modo difforme da quanto previsto dall’articolo 208 e dell’articolo 142, per ciascun anno per il quale sia riscontrata una delle predette inadempienze;

la citata legge n. 120 del 2010, all’articolo 25, comma 2, prevede l’emanazione di un decreto attuativo del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, per approvare il modello di relazione e definire le modalità di trasmissione in via informatica della stessa, nonché le modalità di versamento dei proventi agli enti ai quali sono attribuiti;

il successivo decreto-legge n. 16 del 2012, che ha recato disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento, ha differito l’emanazione del decreto attuativo citato a 90 giorni successivi alla data di entrata in vigore del medesimo decreto-legge, disponendo, in caso di mancata emanazione del decreto entro il predetto termine, che trovino in ogni caso applicazione le disposizioni di cui all’articolo 142 del codice della strada;

malgrado lo stringente apparato normativo, l’utilizzo dei proventi delle sanzioni derivanti da violazioni del codice della strada appare del tutto difforme dal dettato della legge;

come emerge da uno studio effettuato dalla Fondazione Luigi Guccione, i metodi di rendicontazione degli enti locali risultano molto diversi tra loro, non sempre è chiaro l’utilizzo di tali risorse e in alcuni casi le spese non vengono rendicontate analiticamente, ma indicate solo con una cifra totale;

l’analisi relativa all’utilizzo delle somme evidenzia impieghi assai lontani percentualmente da quanto previsto dalle disposizioni legislative, mettendo in evidenzia l’inefficacia degli strumenti di controllo previsti –:

quali siano i motivi della mancata emanazione del decreto attuativo di cui all’articolo 25, comma 2, della legge n. 120 del 2010 e quali iniziative il Governo ritenga di dover adottare al fine di pervenire ad un modello unico di rendicontazione delle risorse provenienti dalle sanzioni per violazioni del codice che consenta di premiare gli enti virtuosi e sanzionare quelli che risultano inadempienti rispetto agli obblighi previsti dalla legge.

(5-00603)

TESTO DELLA RISPOSTA

  Gli Onorevoli interroganti pongono all’attenzione del Governo le problematiche connesse con la disciplina del riparto dei proventi delle sanzioni amministrative pecuniarie per violazioni al Codice della Strada a seguito degli interventi normativi recati dall’articolo 25 della legge n. 120 del 2010 e dall’articolo 4-ter del decreto legge n. 16 del 2012 e relativa legge di conversione.

Come è noto, il citato articolo 25 della legge n. 120 del 2010, ha modificato l’articolo 142 del Codice della strada che disciplina i limiti di velocità e le relative sanzioni in caso di superamento di tali limiti prevedendo che i proventi delle sanzioni derivanti dall’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità stabiliti nel medesimo articolo siano attribuiti in misura pari al 50 per cento ciascuno all’ente proprietario della strada su cui è effettuato l’accertamento o agli enti che esercitano le relative funzioni e all’ente da cui dipende l’organo accertatore.

In particolare, il comma 2 del medesimo articolo 25 ha previsto l’emanazione di apposito decreto attuativo del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro dell’interno al fine di stabilire le modalità applicative delle nuove disposizioni.

Le norme introdotte infatti dispongono che gli enti locali trasmettano per via informatica al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e al Ministero dell’interno, entro e non oltre il 31 maggio di ogni anno, una relazione relativa all’anno precedente, in cui sono indicati i dati relativi ai proventi contravvenzionali di propria spettanza di cui agli articoli 208, comma 1, e 142, comma 12-bis, del codice stesso; la mancata trasmissione della predetta relazione comportava la riduzione del 30 per cento della percentuale dei proventi spettanti.

Tale relazione, il cui modello deve essere stabilito con il citato decreto interministeriale e alla cui trasmissione sono tenuti soltanto gli enti locali, dovrà evidenziare l’ammontare complessivo dei proventi, distinto tra i proventi per violazioni al Codice della Strada in generale e quelli derivanti da accertamenti delle violazioni dei limiti massimi di velocità. Questi ultimi, a loro volta, dovranno essere suddivisi in:

proventi di intera spettanza dell’ente locale, in quanto le violazioni sono state accertate da suoi funzionari su strade di proprietà dell’ente stesso;

proventi derivanti da attività di accertamento eseguito su strade non di proprietà dell’ente locale da cui dipende l’organo accertatore, che devono essere ripartiti in misura pari al cinquanta per cento ciascuno tra ente proprietario delle strade e ente da cui dipende l’organo accertatore;

proventi derivanti da attività di accertamento eseguito su strade proprie da parte di organi accertatori dipendenti da altri enti locali.

Occorre evidenziare, al riguardo, che, come ricordato dallo stesso Onorevole interrogante,il decreto-legge n. 16 del 2012, articolo 4-ter, è ulteriormente intervenuto elevando da trenta a novanta la percentuale di riduzione dei proventi spettanti all’ente e prevedendo che le disposizioni in esame trovino applicazione anche a prescindere dall’emanazione del relativo decreto interministeriale, rendendo così cogente tale previsione e stabilendo che le eventuali inadempienze rilevano ai fini della responsabilità disciplinare e per danno erariale e devono essere segnalate tempestivamente al Procuratore regionale della Corte dei conti.

In ogni caso, tenuto conto della necessità di fornire un modello unico di rendicontazione delle risorse provenienti dalle sanzioni per violazioni del codice, che consenta di premiare gli enti virtuosi e sanzionare quelli che risultano inadempienti, come lo stesso interrogante auspica, il MIT ha predisposto il relativo schema di decreto interministeriale che ha trasmesso, di recente, al Ministero concertante per l’acquisizione del definitivo parere.

Infine gli interroganti sottolineano giustamente che i proventi delle contravvenzioni, secondo quanto sancito dalle norme, dovrebbero essere reimpiegati secondo percentuali prestabilite, in attività legate alla sicurezza stradale e che questo non sempre accade. Il MIT è impegnato, nell’ambito della revisione in atto del Codice della strada, a riconfermare questo obbligo in maniera più chiara e con controlli più stringenti nei confronti degli Enti locali.

7 commenti to “Sicurezza stradale e multe, la risposta del governo alla mia interrogazione”

  1. Aumentate le giocate di :
    slot
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    lotto e superenalotto

    e poi:
    alcol
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    autostrade
    parcheggi
    multe per divieti di sosta
    multe per ritardi di pagamenti
    eccetera………………voi siete bravi a trovare altre cose………………………
    Il debito Pubblico, creato da Voi e da quelli prima di Voi, sarà………risanato!
    E se vi faceste uno stipendio……TUTTI…..come quello di un OPERAIO????????????????
    Cosa ne pensate??????????????????
    V E R G O G N A T E V I !
    Se qualche vostro caro, figlio o simile, venisse investito ed ucciso da un ubriaco alla guida di un mezzo?
    Può succedere!
    Non si sa mai, la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede….bene! In pochi secondi, quando meno te lo aspetti……………..!

  2. Perchè parla solo di proventi e non di PREVENZIONE VERA e non di quella sull’informazione?
    L’ informazione può andare bene nelle Scuole Elementari, Medie e BASTA!
    Chi beve e ” tira “, non gliene frega niente delle sanzioni….non c’è con la testa!
    Uno non beve e riporta a casa gli amici ” fatti “…………BALLE!
    E lo sappiamo tutti!
    I morti fanno…….cassa?
    Certo!
    Ma se ho visto nelle discoteche, della Versilia, dove io vivo, 14enni, ragazzi e soprattutto ragazzine………FATTI da alcol e coca………?!?!
    Lo sballo, per chi guida c’è , purtroppo, e ci sarà sempre!
    In Versilia, e parlo solo della Versilia, tutti i fine settimana, per guida in stato di ebrezza, ritirano decine e decine di patenti!
    Ultimamente, ne sono state ritirate circa 100, figuriamoci in tutta Italia!
    Quanti potenziali…..ASSASSINI al volate, e quanti incidenti mortali, i giornali, non scrivono…..chissà perchè……..!

  3. Non serve aumentare le multe, sequestrare auto, interdire……….l’ubriaco non ci sente…………….
    bisogna prevenire con dispositivi sulle auto e mezzi………il dispositivo esiste : SYL ETILOMETRO di Azzarini Antonio.
    Vedi SYL ETILOMETRO su Google.
    mail : syl.elettronica@libero.it
    cell : 3285547397

  4. Spett. ON.,
    capisco le ” sanzioni ” aumentate che vanno a fare cassa a ….TUTTI, ma evitare incidenti Stradali Mortali causati da guidatori ubriachi, che stanno continuando a mietere vittime ogni…..ORA….bambini innocenti compresi……..?
    Eppure l’Etilometro Digitale Aereo Blocca Motore esiste, sin da Marzo 2007…………………..perchè non adottarLo?
    Quali equilibri Politici…………sconvolge?
    Meglio assistere a queste morti……..VOLUTE?
    Rimango in attesa, sempre che leggiate il mio commento e non lo cestiniate!
    Grazie,
    Antonio Azzarini.
    Anche se sono stato io l’Inventore di questo dispositivo, non lo faccio per pubblicità…………………!
    D’altronde qualcuno prima o poi lo………inventava!
    syl.elettronica@libero.it

  5. Scusami Bergamini, questo poi te lo chiederò in Tribunale, aumentando le…sanzioni e sapendo che esiste un dispositivo deterrente, il mio, le morti causate dall’abuso di alcol sulle strade…..servono solo a fare CASSA………….le morti cosa sono.pubblicità………………….?!?!
    Ma cosa ci stai a fare al Ministero della Salute…………….? A parlare solo di Berlusconi?
    Sono mesi che parli di Berlusconi e non fai niente per la…………..SALUTE!
    V E R G O G N A T I !
    Te lo ha imposto Silvio, a parlare di Lui, se no perdi il posto…………….?
    Io ti perseguirò sempre………….e poi mi e CI dirai la verità, credimi!
    Sei una schiava e succube di Silvio………..ammettilo………….serva!

  6. Mi scusi.
    Antonio Azzarini

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