Joele Leotta, la mia interrogazione e la risposta del governo

Interrogazione a risposta in commissione 5-01302

presentato da

BERGAMINI Deborah

testo di

Lunedì 28 ottobre 2013, seduta n. 106

BERGAMINI. — Al Ministro degli affari esteri. — Per sapere – premesso che:

un giovane italiano di 19 anni, Joele Leotta, è stato ucciso domenica 20 ottobre 2013 nell’appartamento in cui viveva a Maidstone, in Inghilterra;

il giovane, originario del Lecchese, si trovava in Gran Bretagna da un paio di settimane e lavorava come cameriere in un ristorante italiano a poca distanza dal luogo in cui è stato ucciso;

il movente del delitto non è ancora chiaro, anche se è stato ipotizzato l’odio razziale, in quanto il giovane sarebbe stato accusato dai suoi aggressori di aver «rubato il lavoro» a cittadini britannici;

anche il coinquilino di Leotta, Alex Galbiati, è rimasto ferito in seguito all’aggressione ma, ricoverato in ospedale, è fuori pericolo di vita –:

se il Governo possa fornire maggiori dettagli sull’accaduto anche per quanto concerne le iniziative assunte a tutela del connazionale assassinato e della sua famiglia, nonché sugli eventuali passi già compiuti presso le autorità britanniche, valutando altresì l’eventualità di sensibilizzare i competenti organismi dell’Unione europea, in particolare ove sia a conoscenza di fatti analoghi che coinvolgano la – sempre più numerosa e sempre più giovane – comunità italiana all’estero e quali iniziative abbia intrapreso o intenda intraprendere per evitare che episodi simili abbiano a ripetersi. (5-01302)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Martedì 5 novembre 2013

nell’allegato al bollettino in Commissione III (Affari esteri)

5-01302

La dolorosa vicenda che ha visto coinvolto Joele Leotta e la sua famiglia è un fatto che non ha mancato di segnare l’opinione pubblica italiana e allertare le nostre sedi diplomatiche e consolari in Inghilterra, che si sono da subito spese per richiedere collaborazione e chiarimenti alle Autorità locali. In occasione della sua ultima missione in Gran Bretagna, anche la Ministro Bonino ha auspicato una rapida soluzione del caso.

È mia intenzione ora ripercorrere con voi i fatti della vicenda, fornendovi aggiornati dettagli sull’accaduto e segnalandovi le tempestive iniziative assunte a tutela della connazionale e della sua famiglia.

Il 21 ottobre 2013 il padre di Joele ha contattato il nostro Consolato Generale a Londra per avvisare che il figlio era stato vittima di un’aggressione a Maidstone, nel Kent, la sera del 20 ottobre. Il Signor Leotta ha dichiarato di aver appreso dell’accaduto dal padre dell’altro ragazzo coinvolto, Alex Galbiati, amico di Joele (ora fortunatamente ripresosi dall’aggressione). Su insistenti richieste del nostro Consolato Generale, è stata ottenuta nella tarda serata del 21 ottobre conferma scritta dalla polizia del Kent dell’avvenuto decesso di Joele, a seguito delle gravi lesioni riportate. Immediatamente dopo, i Carabinieri hanno comunicato la notizia alla famiglia e l’Assistente Sociale del Consolato Generale ha preso contatto con il padre del connazionale.

I genitori di Joele sono giunti il 22 ottobre in Inghilterra per il riconoscimento della salma e per incontrare le autorità investigative. Il 22 ed il 23 ottobre sono stati costantemente affiancati dall’Assistente Sociale del Consolato Generale, appositamente distaccata nel Kent per facilitare ogni possibile sostegno morale e logistico alla famiglia.

Per quanto riguarda le iniziative intraprese presso le Autorità britanniche, il Consolato Generale ha da subito investito della questione la polizia del Kent, chiedendo di essere costantemente aggiornato sull’andamento delle indagini, tuttora in corso, delle autorità inquirenti. In merito ai ritardi di comunicazione da parte delle Autorità locali, il nostro Consolato Generale ha lamentato la mancata tempestiva informazione dell’accaduto alla polizia del Kent. A ciò è seguita l’azione diplomatica dell’Ambasciata, che ha compiuto due formali passi di protesta presso il Foreign Office.

Relativamente ai tempi di rilascio della salma, vi informo che, avendo Joele subito un colpo alla testa, sono stati richiesti degli esami specialistici per accertare la causa del decesso. Tali esami richiedono dalle quattro alle sei settimane. Inoltre, in accordo con la legislazione inglese, poiché è in corso un procedimento penale, la salma deve rimanere a disposizione del Coroner (ovvero, del medico legale) per eventuali esami autoptici che vengano richiesti dagli imputati. I tempi di rilascio della salma dipendono pertanto da quest’ultimo fattore, rispetto al quale non si possono formulare al momento previsioni. La famiglia Leotta, con cui il Consolato Generale mantiene costanti contatti, è al corrente della situazione.

Posso assicurare che il Ministero degli affari esteri, tramite le sedi a Londra, continuerà a sensibilizzare le Autorità locali affinché facciano piena chiarezza sulla tragica morte di Joele. Allo stato attuale non sono emerse novità nelle indagini e restano agli arresti con l’imputazione di omicidio e lesioni aggravate i quattro cittadini lituani.

Vorrei chiudere informandovi che già dagli inizi di settembre, su iniziativa dell’Ambasciatore d’Italia a Londra, è in cantiere un progetto informativo rivolto ai giovani connazionali, denominato «Primo Approdo». Si tratta di un progetto che intende fornire un primo orientamento ai giovani italiani che si recano, in cerca di nuove esperienze accademico-professionali, in Inghilterra attraverso seminari e incontri tematici settimanali, ospitati nella sede del Consolato Generale. A seguito del tragico fatto occorso a Joele, il progetto verrà intitolato alla sua memoria.

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