E-call, la mia interrogazione e la risposta del governo

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Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-01499

presentato da

BERGAMINI Deborah

testo di

Martedì 19 novembre 2013, seduta n. 121

  BERGAMINI e BIASOTTI. — Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. — Per sapere – premesso che:

per mitigare le conseguenze di gravi incidenti stradali nella Unione europea la Commissione europea ha adottato il 13 giugno 2013 due proposte volte a garantire che, entro ottobre 2015, le auto siano in grado di chiamare automaticamente i servizi di emergenza in caso di incidente grave;

al fine di istituire e realizzare tale sistema, la Commissione propone due strumenti normativi: un regolamento sulle specifiche di omologazione per la diffusione del sistema eCall (che modifica la connessa direttiva 2007/46/CE), rendendo il veicolo idoneo per il sistema, ed una decisione sull’introduzione della chiamata di emergenza (eCall) interoperabile per rendere le infrastrutture pubbliche idonee ad interagire col sistema eCall;

una volta che Consiglio e Parlamento europeo avranno approvato le proposte formulate il 13 giugno, la Commissione intende fare in modo che il servizio eCall sia pienamente operativo in tutta l’unione europea (nonché Islanda, Norvegia e Svizzera) entro il 2015;

i sistemi eCall raccolgono dati sull’incidente (detti «MDS», minimum data set) e creano un collegamento telefonico con centrali operative pubbliche o private cui inviano anche il MDS. Esistono due diverse modalità per l’implementazione del servizio di eCall a bordo dei veicoli; il cosiddetto «eCall 112», grazie al quale, in caso di incidente, il MDS e la chiamata vengono indirizzate alle autorità di pubblica sicurezza (detti «PSAP», Public safety answering point) ed il cosiddetto «TPS eCall» che, in caso di incidente, invia MDS e chiamata a centrali operative private che valutano l’entità e la tipologia di incidente e smistano la chiamata all’autorità (polizia, ambulanza, e altro) o al servizio più opportuno (Carro attrezzi, e altro);

nelle proposte finora adottate dalla Commissione europea non è previsto il TPS eCall come alternativa all’eCall 112;

il sistema eCall 112 ha il vantaggio di creare un collegamento diretto tra il veicolo incidentato e le autorità di pubblica sicurezza, ma alla prova dei fatti ha dimostrato di comportare svantaggi quali: circa 70 per cento di chiamate «false» (dati dichiarati da Bosch e Autorità francesi); sovraccarico dei centralini delle autorità di pubblica sicurezza per incidenti che non avrebbero necessitato dell’intervento di dette autorità; necessità di dotare tutti i centralini delle autorità di pubblica sicurezza della strumentazione necessaria a leggere il MDS inviato dai veicoli e necessità della presenza di personale multilingua presso i centralini dell’autorità di pubblica sicurezza;

in Italia emergerebbe poi l’ulteriore difficoltà legata al fatto che l’eCall 112 invia la chiamata alla numerazione 112 che nel nostro Paese corrisponde al numero d’emergenza dei Carabinieri, che non hanno competenza specifica sulla sicurezza stradale e non possono intervenire su incidenti avvenuti lungo la rete autostradale che è di competenza dell’apposito corpo della Polizia di Stato;

il sistema TPS eCall è invece già sperimentato ed operativo da circa dieci anni ed è oggi quello adottato dalla quasi totalità delle case automobilistiche europee così come da compagnie assicurative e di servizi –:

se non ritenga di dover avviare un tavolo di confronto con le autorità ed i principali operatori del settore in Italia, quali la polizia di Stato, le case automobilistiche, l’Automobile club d’Italia, produttori di tecnologia e fornitori di servizi eCall per verificare quanto sia realistica la possibilità che nel nostro Paese possa trovare implementazione la tecnologia eCall 112, stimare i costi che essa comporterebbe e assumere le opportune iniziative per rappresentare in sede di Unione europea la posizione italiana rispetto alle tematiche sopra esposte.

(5-01499)

RISPOSTA:

La Commissione Europea, con il programma “eCall Paneuropeo”, intende introdurre nel territorio dell’Unione un servizio universale analogo a quello del numero di emergenza unico europea (E112), ovvero un servizio “pubblico” ed “interoperabile” su tutto il territorio europeo.

Il modello di funzionamento del suddetto programma prevede che il sistema eCall, installato sul veicolo, generi automaticamente una chiamata verso il servizio E112, che è il Numero Unico Europeo (NUE) del servizio pubblico per le chiamate di emergenza previsto dalla direttiva 2002/22/CE del 7 marzo 2002.

A tale riguardo, a partire dal 2010, la Commissione Europea ha adottato una serie di iniziative legislative diversificate rispetto ai vari ambiti di riferimento:

– una proposta di regolamento sulla omologazione degli autoveicoli che prevede la presenza del sistema e-Call a bordo dei nuovi tipi di veicolo a decorrere dal 1° ottobre 2015 (COM (2013) 316);

– per il settore delle telecomunicazioni, una raccomandazione dell’8 settembre 2011 con la quale demanda agli Stati Membri l’applicazione di tutte quelle misure necessarie a garantire che gli operatori di telefonia mobile operanti nel paese adottino gli opportuni provvedimenti tecnici ed organizzativi per abilitare tale sistema sulle loro reti mobili;

– per il settore degli operatori dell’emergenza, identificati come Public Safety Answering Point (PSAP), la Direttiva 2010/40/UE del 7 luglio 2010, sui sistemi di trasporto intelligenti – ITS – ha individuato nell’azione prioritaria d) la predisposizione armonizzata in tutto il territorio della UE del servizio “eCall Paneuropeo”. Da questa indicazione è scaturito il Regolamento delegato n. 305/2013 che detta le regole e i requisiti che ogni Stato Membro deve adottare per aggiornare i propri PSAP per renderli disponibili al sistema “ eCall”.

L’Italia partecipa al progetto pilota “HeERO”, cofinanziato dalla Commissione europea, che ha lo scopo di facilitare l’introduzione di tale sistema negli Stati Membri. Il progetto pilota italiano ha un prototipo del sistema individuando come centro di gestione delle chiamate un centro operativo del E112 reale, ovvero la centrale operativa del 112 NUE di Varese che rappresenta, in Italia, il primo esempio di centrale unificata di primo livello completamente adeguata agli standard richiesti dal servizio pubblico E112.

Non risulta che il sistema e-Call Paneuropeo sia ancora stato attivato in alcuno Stato membro della UE, per cui non sono disponibili dati di tipo statistico relativi all’impatto dello stesso sui PSAP; d’altra parte l’introduzione di nuovi veicoli dotati del sistema eCall, prevista a partire dal 1° ottobre del 2015, sarà graduale e riguarderà solo i nuovi modelli omologati dopo tale data.

I servizi TPS eCall in Italia, come in Europa, sono molteplici, ma la loro diffusione nel corso degli anni non si è mostrata soddisfacente; la Commissione, infatti, ha rilevato più volte come questi sistemi non siano affatto universali, ma circoscritti, economicamente onerosi per l’utente finale, disponibili solo su particolari segmenti di auto, creando una disparità di trattamento verso i cittadini dell’Unione: il servizio universale eCall Paneuropeo si prefigge proprio di eliminare questa discriminazione.

Sulla base della esperienza maturata con il progetto HeERo, potranno essere acquisiti gli elementi per poter valutare gli investimenti necessari e le soluzioni tecniche ed organizzative da adottare per poter introdurre in Italia il sistema entro le scadenze proposte dal legislatore comunitario.

Al fine di realizzare una strategia coordinata per il dispiegamento dei servizi E112 ed eCall, risulta che la Presidenza del Consiglio dei Ministri, in ragione della complessità della materia e della numerosità di funzioni e responsabilità coinvolte (Ministeri della difesa, della salute, dell’interno, dello sviluppo economico, dell’economia e delle finanze, delle infrastrutture e dei trasporti), stia operando per il coordinamento e il raccordo di tutte le attività attraverso la Struttura di missione per l’attuazione dell’Agenda Digitale e che siano stati attivati o sono in corso di attivazione diversi tavoli di coordinamento e confronto.

Le risultanze del progetto pilota HeERO in Italia consentiranno nei prossimi due anni di stabilire gli opportuni modelli organizzativi e tecnici tali da permettere la migliore integrazione e sinergia tra il sistema E112 e il sistema ecall Paneuropeo.

Preciso infine che, per quanto attiene alla proposta di regolamento comunitario concernente le prescrizioni di omologazione dei veicoli muniti di sistema e-call, il MIT sta partecipando attivamente ai negoziati in sede comunitaria. Da un primo esame delle posizioni espresse dagli Stati membri a Bruxelles nel corso della prima riunione tenutasi lo scorso 4 novembre, la possibilità di ricorrere a servizi e-call offerti da operatori privati (TPS) costituisce uno dei temi principali di discussione sia in sede di Consiglio che della competente Commissione trasporti del Parlamento europeo. Al momento, è prematuro prevedere quale possa essere il risultato del negoziato su tale specifico tema anche se sembrerebbe che il principio di garantire a tutti gli utenti un minimo servizio e-call pubblico, eventualmente integrato da altre funzioni offerte da operatori privati (TPS), possa essere accolto favorevolmente dalla maggioranza degli Stati membri e dal Parlamento europeo.

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