Noi più coraggio su spending review ma Ue faccia maggiore sforzo di armonizzazione tra istanze diverse

Deborah Bergamini L’ammonimento del Commissario europeo Olli Rehn affinchè l’Italia attui una seria spending review si offre a due chiavi di lettura opposte. La prima, positiva, è quella dell’incitamento a mostrare più coraggio nella revisione della spesa, presupposto per maggiore garanzia di servizi e meno imposizione fiscale. In questo senso, l’esortazione di Rehn va accolta senza esitazioni e noi vigileremo affinchè il lavoro del governo e del commissario Cottarelli siano davvero efficaci. La seconda interpretazione, un po’ meno positiva, deriva dalla constatazione che all’azione di pungolo dell’Europa nei nostri confronti, via via più pressante, continua a non corrispondere un analogo sforzo di comprensione e di armonizzazione delle diverse istanze in sede comunitaria. È questa contraddizione ad aumentare la distanza tra i cittadini e l’Unione e a creare quel terreno di coltura in cui stanno proliferando iniziative politiche demagogiche basate sull’intransigenza antieuropea

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