Rc auto, noi a fianco degli assicurati. I motivi della nostra opposizione all’art. 8 del Destinazione Italia

La decisione del Governo di stralciare la materia della RC auto dal decreto legge “Destinazione Italia” va certamente salutata con soddisfazione. rc auto

In concreto, se convertito in legge, il testo dell’art.8 avrebbe consentito alle compagnie, in cambio di ipotetici sconti non verificabili e di dubbia compatibilità in sede di normativa europea, di non risarcire integralmente i danni a cose, di gestire direttamente il settore delle riparazioni, di imporre ai danneggiati strutture mediche e di cura.

Il danneggiato: avrebbe perso il diritto di riparare l’auto dove ritiene opportuno; infatti qualora intenda farlo rimane a suo carico la differenza tra il costo di un lavoro eseguito a regola d’arte, e a prezzi di mercato, e la minor somma che l’assicuratore liquiderà parametrandola all’indeterminato importo che asseritamente verrebbe corrisposto ad un riparatore convenzionato. Avrebbe perso il diritto al risarcimento del danno al mezzo nel caso di mancata riparazione, avrebbe perso il diritto al rimborso delle spese mediche e di cura, che dovrà effettuare presso centri medici convenzionati con le assicurazionie, infine, tutti i danneggiati da circolazione stradale avrebbero perso il diritto al risarcimento se non avessero formulato una richiesta danni entro 90 giorni dal fatto.

Le criticità del sistema della RC auto si affrontano con politiche liberali e non stataliste.

Le norme, senza il nostro intervento che le ha fatte decadere, avrebbero inciso drammaticamente sul futuro di sedicimila imprese artigiane di carrozzeria, drogando il mercato a vantaggio degli oligopoli assicurativi e minando la sopravvivenza di un comparto che, senza sussidi, assicura oltre sessantamila posti di lavoro.

Il percorso delle liberalizzazioni non può certo passare attraverso tavoli consociativi e dirigisti ai quali fare decidere inesistenti “costi standard” delle auto riparazioni: in questo modo in RC auto si passerebbe dall’abrogato regime delle tariffe amministrate ad un inedito sistema di risarcimenti amministrati.

L’Rc auto ha bisogno di concorrenza semmai. Non è più possibile assistere, nel silenzio delle autorità di controllo, a concentrazioni oligopolistiche come quella italiana dove tre imprese controllano quasi il 70% del mercato della RC auto.

Proveremo a pretendere che tutte le compagnie si impegnino, misurandosi con il rischio d’impresa e non scaricando sull’ignaro automobilista i costi delle inefficienze e delle truffe, anzi premiando la capacità di fare economie, a migliorare la performance dei processi organizzativi e soprattutto a contrastare le truffe.

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