Ue al solito ci bacchetta. Noi pronti a riforme strutturali ma ci vogliono margini di manovra per risollevare sistema Italia. Renzi li ottenga

Deborah Bergamini “Bruxelles, con il sempre tempestivo Rehn, ci bacchetta e ci monitora, tanto per cambiare, per i nostri squilibri macroeconomici. Debito, competitività e aggiustamento strutturale non vanno bene. E questo nonostante le cure da cavallo del governo Monti e le tasse dell’esecutivo Letta.

Sappiamo che servono riforme strutturali, ed è il motivo per cui abbiamo deciso di collaborare con Renzi sui provvedimenti utili per il Paese. Sono necessari un taglio vero della spesa pubblica, un piano di aggressione del debito e una coraggiosa riduzione delle tasse, anche sul lavoro.

Ma per la crescita e l’occupazione, di cui parla Rehn, servono anche quei margini di manovra che consentano al sistema Italia di ripartire. E’ un fattore imprescindibile che Bruxelles non può dimenticare e che Renzi deve riuscire ad ottenere”.

2 commenti to “Ue al solito ci bacchetta. Noi pronti a riforme strutturali ma ci vogliono margini di manovra per risollevare sistema Italia. Renzi li ottenga”

  1. Cara Bergamini, le riforme strutturali ( se portano ad un risparmio) sono sempre ben accette ma per fare ripartire l’economia italiana occorre mettere mano su più fronti. Un primo passo sarebbe quello di sforare subitaneamente ( o quasi) certi vincoli europei che mi sembrano folli. Questo per immettere un po’ di liquidità mancante (si pensi ai milioni di euro bloccati nei Comuni per il patto di stabilità). La moneta in uno Stato è paragonabile al sangue in un essere umano e tenerlo fermo porta all’ischemia, in prima battuta, successivamente alla –> necrosi. Per fare questo pero’ occorrerebbe ,come minimo, un leader forte di una investitura popolare , cosa che Renzi non possiede, quindi non mi faccio illusioni in questo senso. Una volta risolto il “nodo” europeo sarebbe necessario rivolgersi ai rapporti con la concorrenza attuata dai paesi emergenti come Cina, India (ma anche verso gli altri europei) nei confronti (almeno) dei nostri imprenditori emergenti che naturalmente mirano ad avere pochi costi e + guadagni. Se io imprenditore italiano che comincio a essere importante mi rendo conto che in Cina posso produrre con costi del lavoro imparagonabili all’Italia delocalizzo e in questo modo do possibilità lavorative in Cina ma privo le maestranze italiane delle stesse opportunità, è banale. E’ questo il vero male dell’economia globale attuale e cioè la “concorrenza sleale” che certi paesi attuano nei confronti di altri. Le faccio un esempio spicciolo. Personalmente, poco tempo fa, ho acquistato un oggetto tecnologico direttamente in Cina spendendo solo un surplus doganale a un prezzo 4 volte inferiore a quello con cui l’avrei potuto acquistare in Europa (non solo in Italia, intendiamoci…) avente le stesse prestazioni. Questo mi è stato permesso per quello che riportavo più su. Il mio non è stato un comportamento anti-italiano ma semplicemente conveniente per il sottoscritto. Per evitare tutto cio’ occorrerebbe inizialmente limitare la burocrazia Italiana ma anche (e sopratutto) imporre dazi salati che proteggano l’Italia dai prodotti di “rimbalzo”, ossia lavorati in Cina a costi irrisori ma rivenduta qui a costi di mercato con la denominazione “made in Italy” ( per altro falsa). Non penso ci sia altra strada, pena l’essere solo terreno di acquisto ma non di produzione. Il problema è che senza “lavoro” prima o poi il denaro per acquistare verrà a mancare. In questi anni l’Italia è sopravvissuta più per l’intervento delle famiglie di origine.Genitori, parenti ecec hanno tamponato la carenza lavorativa dei giovani ma è palese che quella copertura prima o poi finirà , non è “eterna” e quando finirà la situazione precipiterà drammaticamente.

  2. Cara Bergamini le riforme strutturali (se portano ad un risparmio) sono sempre ben accette ma personalmente credo che non bastino a ridare ossigeno, come affermi anche tu. Prima di tutto occorre subitaneamente , o quasi, non rispettare certi vincoli europei che ritengo folli ( si pensi ai milioni di Euro bloccati per il patto di stabilità), questo per immettere nuovamente un minimo di liquidità in circolazione. La moneta in uno Stato è paragonabile al sangue in un corpo e se questo sangue viene bloccato in prima battuta si ha ischemia ma subito dopo —> necrosi. Per fare questo servirebbe come minimo un leader forte di una investitura popolare ma sai bene che Renzi non possiede questa caratteristica e ha già annunciato a “mezza bocca” che certi parametri non si toccano. Quindi da quel punto di vista è meglio non farsi illusioni. Una volta e finalmente ridiscusso il problema con l’Europa è necessario anche mettere mano alla situazione di “concorrenza sleale” che si è verificata negli ultimi 20 anni da parte delle economie emergenti (Cina , India) ma anche degli altri paesi europei verso l’Italia e le sue eccellenze. Il costo del lavoro in quei Paesi è assolutamente imparagonabile a quello richiesto in Italia e questo porta a seri squilibri (oggi). Se io imprenditore italiano che comincio ad essere importante mi rendo conto che in certi luoghi riesco a produrre alla metà (quando va bene) del costo con cui produco in Italia —> delocalizzo, è naturale. Questo porta alla situazione singolare di merci prodotte a un prezzo x ma vendute in Italia ,ma anche in Europa, ad un prezzo di mercato 2-4 volte superiore. Un esempio spicciolo, tempo fa ho acquistato un oggetto tecnologico in Cina ad un prezzo 4 volte inferiore che in Europa, a fronte di caratteristiche equivalenti. Tutto cio’ ammazza una economia perchè delocalizzando si creano posti di lavoro in certe nazioni ma si toglie la stessa opportunità alle maestranze italiane, detto in modo semplicistico. Per non far diventare l’Italia nel futuro un mero mercato di acquisto ma non di lavoro e crescita occorre mettere dazi pesanti che proteggano un po’ l’economia italiana accompagnandola a una sburocratizzazione del fare impresa. Questo va fatto in tempi brevissimi pero’ perchè fino ad ora l’economia e lo stile di vita italiano hanno resistito ( un minimo) per l’intervento delle famiglie di origine che hanno tamponato la carenza lavorativa ma sappiamo bene che quella base di sicurezza è destinata a terminare e a quel punto la situazione diverrà ingestibile e drammatica.

    Ciao

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: