Reati online: la mia interrogazione al Ministro dell’interno su chiusura presidi polizia postale

Deborah Bergamini tg1Giustissima la spending review, per la quale Forza Italia si impegna con successo da anni, ma attenzione ai possibili effetti negativi in termini di sicurezza laddove si andranno a ridurre risorse e presidi della Polizia di Stato sul nostro territorio. Soprattutto in ambiti così delicati come le indagini condotte sul web, che richiedono un’altissima specializzazione, è importante che i tagli non significhino un rischio di rallentamento o addirittura di paralisi nell’attività di prevenzione e contrasto a fenomeni quali stalking e pedofilia online, incitamento all’odio e pirateria digitale. Ho presentato, perciò, un’interrogazione al Ministro dell’Interno: non si disperdano le professionalità che operano nel comparto sicurezza sul web”.

Lo dichiara, in una nota, l’on. Deborah Bergamini, Vicepresidente dalla Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

Di seguito il testo della mia interrogazione:

Al Ministro dell’Interno.

Premesso che:

il Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno ha elaborato un Progetto di razionalizzazione delle risorse e dei presidi dalla Polizia di Stato sul territorio nazionale;

il Progetto è stato sviluppato attraverso due direttrici fondamentali: una diretta alla razionalizzazione dei presidi delle quattro specialità Stradale, Ferroviaria, Postale e Frontiera e l’altra finalizzata ad una rivisitazione sul territorio della dislocazione dei Commissariati di Pubblica Sicurezza, delle Compagnie dei Carabinieri e dei reparti speciali, a carattere sussidiario, concentrate in alcune sedi e non razionalmente distribuite;

la razionalizzazione riguarda quasi tutte le Province italiane (101 su 110) con un importante taglio di almeno un presidio di sicurezza;

il Progetto di razionalizzazione dei presidi in oggetto non favorisce l’incremento e il potenziamento del livello di sicurezza su tutto il territorio nazionale, soprattutto in quelle province caratterizzate da una forte presenza di criminalità organizzata e diffusa dal momento che non si fa alcun riferimento a come poter garantire il territorio e la sicurezza dei cittadini in quei luoghi nei quali verranno soppressi i presidi di Polizia;

il Segretario nazionale della Consap (Confederazione sindacale autonoma di polizia), Giorgio Innocenzi, ha dichiarato che “lo smantellamento della Polizia postale è un regalo ai pedofili, agli stalker e a tutti quei truffatori che con internet hanno fatto e faranno una fortuna”, condannando la chiusura su tutto il territorio di 73 sedi di polizia postale, derivante dalla riorganizzazione delle sedi delle forze dell’ordine presentata dal Dipartimento della Funzione pubblica;

il suddetto smantellamento comporterebbe l’interruzione di tutte le indagini in corso lasciando impuniti pedofili e stalker, comportando il trasferimento del 90% del personale alle questure già ingolfate di loro, che potranno occuparsi delle indagini in corso non prima dei due anni successivi;

la Polizia postale e delle Comunicazioni è una branca specializzata della Polizia di Stato che tra i suoi compiti istituzionali principali ha quello di rispondere alle sempre nuove frontiere tecnologiche della delinquenza ed è attualmente costituita da 20 compartimenti dai quali dipendono 76 sezioni . Di queste, 73 verrebbero soppresse dal piano di riordino, eliminando così la quasi totalità di vere e proprie avanguardie sul territorio che contrastano sia quei reati consumati mediante chat line, news group, social network, (ingiurie, diffamazioni, minacce, eccetera), sia tutti quei reati in materia di hacking (intrusione, illeciti postali, diritti di autore e copyright, vigilanza sulle frequenze radiotelevisive, truffe on line, frodi con carte di credito, oscuramento di siti);

oggi più che mai profonda è l’attenzione che i cittadini e le istituzioni rivolgono al tema della sicurezza, settore su cui è necessario intervenire con rigorosa attenzione e prudenza anche nelle ipotesi di riorganizzazione, al fine di non privare i territori di servizi essenziali e per non disperdere le eccellenti professionalità che da sempre operano con perizia e dedizione nell’ambito del comparto sicurezza:

la legge assegna alla Polizia postale l’esclusività in materia di reati concernenti la prostituzione minorile, la detenzione di materiale pornografico, la pornografia virtuale, le iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile;

la necessità di razionalizzazione che oggi interessa l’apparato pubblico e che coinvolge anche le forze dell’ordine non può andare a discapito della sicurezza dei cittadini, a maggior ragione in un ambito strategico per la sburocratizzazione e l’innovazione del Paese come il web;

ridurre le strutture periferiche che realizzano risultati importanti e sono d’aiuto ai cittadini con maggiore efficienza rispetto alle strutture centrali, è un errore dal momento che oltretutto il personale specializzato della polizia postale dispone di strumentazioni e locali a costo zero che vengono forniti gratuitamente dalle Poste italiane –: 

il sottoscritto interrogante chiede di sapere:

se il Ministro interrogato non ritenga opportuno rivedere il Progetto di razionalizzazione che comporta un drastico taglio ai presidi e alle sezioni della Polizia di Stato, proprio in un momento in cui in Italia andrebbero incrementate le misure di controllo e di prevenzione per fronteggiare l’emergenza immigrazione e l’alto tasso di criminalità.

One Comment to “Reati online: la mia interrogazione al Ministro dell’interno su chiusura presidi polizia postale”

  1. Concordo pienamente. La polizia postale avrà una importanza sempre crescente per il contrasto alla criminalità e andrebbe rafforzata , non smantellata.

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