Balneari, la nostra proposta di legge per la sdemanializzazione

cabineLe imprese balneari sono una realtà importante del nostro Paese, addirittura vitale per molte aree della Penisola. Per questo, Forza Italia ha voluto raccogliere le richieste di un settore messo in seria difficoltà dalle disposizioni della cosiddetta ‘direttiva Bolkestein’, ridisegnando, con una proposta di legge presentata dal capogruppo Brunetta, dall’on. Abrignani e da me, il quadro generale dell’istituto delle concessioni demaniali marittime.

Il nostro provvedimento ridefinisce il perimetro delle aree comprese nel demanio marittimo, sdemanializzando ed escludendo dal regime di concessione quelle già destinate allo svolgimento di attività turistico-ricreative e sportive. Queste aree verranno cedute, con la previsione di un diritto di opzione per gli attuali concessionari o di un diritto di prelazione, nel caso di vendita ad un prezzo inferiore a quello di esercizio dell’opzione. L’auspicio è che su questo testo possano convergere altre forze politiche, per assicurare un iter rapido che consenta di dare risposte concrete ai problemi del comparto.

Di seguito il testo della legge:

 

Roma, 5 giugno 2014

PROPOSTA DI LEGGE
D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI
ABRIGNANI, BRUNETTA BERGAMINI

Disposizioni per la ridefinizione delle aree del demanio marittimo a scopo turistico-ricreativo e misure per favorire la stabilità delle imprese balneari, gli investimenti, la valorizzazione delle coste.

Onorevoli Colleghi! Il decreto ministeriale del 5 agosto 1998, n.342, recante norme per la determinazione dei canoni relativi a concessioni demaniali marittime per finalità ricreative, ha indicato una serie di disposizioni per l’uniformità dei criteri per l’individuazione dei requisiti per la classificazione delle aree aventi valenza turistica, assegnando alle Autorità marittime un ruolo di primaria importanza, per la gestione del demanio a scopi turistico-ricreativi. Tale provvedimento in combinato disposto con il D.P.R. del 2 dicembre 1997 n. 509 che disciplina il procedimento di concessione dei beni del demanio marittimo per la nautica da diporto, ha coinvolto i medesimi organismi statali, come destinatari delle domande di concessione, attribuendo ad essi, il potere di avvio della procedura istruttoria, individuando i medesimi, come centro propulsore delle attività in precedenza indicate. Occorre tuttavia rilevare, che la normativa fondamentale in materia di concessioni demaniali marittime, è dettata all’interno del Codice per la Navigazione, risalente alla prima metà del secolo scorso, integrata in seguito, dal regolamento del Codice medesimo, oggetto nel recente passato di richieste d’intervento provenienti dalle imprese balneari, volte a sollecitare il legislatore ad aggiornare un quadro normativo ormai superato ed inopportuno.
All’interno delle suesposte osservazioni, è necessario evidenziare che la materia delle concessioni demaniali marittime, dalle articolate e complesse segmentazioni, è interessata direttamente dalla Direttiva 2006/123/CE, meglio nota come “direttiva Bolkestein”, relativa ai servizi nel mercato interno, recepita nel nostro ordinamento interno, con il decreto legislativo n. 59 del 2010, che coinvolge in modo diretto il suindicato settore del imprese balneari che, rappresenta per il nostro Paese, un’importante, se non addirittura vitale per alcuni territori, realtà socio-economica e di sviluppo. Queste aziende, tradizionalmente quasi sempre a gestione familiare, rappresentano per un numero rilevante di soggetti, una fonte unica e primaria di reddito e svolgono altresì una vera e propria missione al servizio delle comunità nelle quali operano. In tale ambito le disposizioni contenute all’interno della presente proposta di legge, composta da un solo articolo, intervengono al fine di ridisegnare il quadro generale dell’istituto delle concessioni demaniali marittime, attraverso la proposizione di misure in grado di tutelare l’attività delle imprese interessate, la tutela del diritto di proprietà della stessa azienda, nonché del principio dell’affidamento, le cui caratteristiche sono tra l’altro alla base dei moderni ordinamenti giuridici. Il provvedimento legislativo pertanto, intende ridefinire il perimetro delle aree ricomprese nell’ambito del demanio marittimo, oggetto di concessione per lo svolgimento di attività con finalità turistico ricreative già valorizzate, escludendole con decreto interministeriale dal demanio marittimo, in quanto non più destinate agli usi pubblici del mare. Si precisa inoltre che essendo venuta meno la non commerciabilità delle medesime aree demaniali, in considerazione dalla differente destinazione d’uso, al fine di contribuire in modo efficace ad un rapido risanamento dei conti pubblici, le stesse aree sono cedute con riconoscimento a favore del concessionario attuale, mediante diritto di opzione, da esercitarsi entro 180 giorni, nonché attraverso il diritto di prelazione nel caso di vendita ad un prezzo inferiore a quello di esercizio dell’opzione medesima. La cessione dovrà avvenire attraverso una tariffa stabilita da apposito decreto di concerto, che stabilità la fissazione delle percentuali di abbattimento relativamente ai manufatti acquisti al pubblico demanio in corso di svolgimento della concessione con licenza demaniale. La proposta di legge contiene inoltre, misure rivolte alle restanti aree destinate ai pubblici usi del mare, che rientrano all’interno della concessione per lo svolgimento di attività con finalità turistico ricreative, in precedenza indicate, che prevedono allo scadere della proroga indicata dal decreto-legge 18 ottobre 2012, n.79 convertito con modificazioni dalla legge 17 dicembre 2012, n.221, ovvero: il 31 dicembre 2020, una nuova assegnazione secondo i principi della concorrenza con riconoscimento del diritto di prelazione legale in favore del concessionario optante, sulla base di un piano dei servizi senza contenuto economico, al fine di preservare l’unicità dell’offerta balneare, la tutela ambientale e la specificità territoriale e culturale dei servizi prestati. Nelle more del procedimento di revisione di assegnazione del quadro normativo in materia di rilascio delle concessioni di beni demaniali lacuali e fluviali, con finalità turistico, ricreative e sportive, si stabilisce inoltre, che i concessionari potranno mantenere installati i manufatti leggeri amovibili, anche prefabbricati, nonché strutture di qualsiasi genere, quali ad esempio roulottes, campers, così come indicato dall’articolo DPR 6 giugno 2001, n.380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia). Al concessionario che invece sceglie di non optare per la nuova assegnazione delle restanti aree destinate ai pubblici usi del mare, ovvero quelle aventi attività turistico ricreative, allo scadere della proroga del 31 dicembre 2020, è riconosciuto a carico del subentrante un indennizzo riguardante gli investimenti realizzati per la realizzazione dei manufatti legittimamente esistenti e di tutti i valori materiali e immateriali commerciali conseguiti, nelle modalità che saranno stabilite da apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, finalizzate a garantire che il concessionario uscente, al momento del rilascio sia nel possesso della somma dei valori sopra descritti. Infine si precisa che, l’occupazione e l’uso delle aree e dei manufatti erariali, a seguito dell’emanazione del suddetto decreto, prosegue nella fase transitoria, in favore del titolare della concessione demaniale attuale, sino alla piena nuova attribuzione delle aree delle concessioni in oggetto, al fine di non pregiudicare la continuità dell’attività d’impresa. In definitiva l’applicazione dei contenuti e degli interventi indicati all’interno della proposta di legge, sono rivolti a tutelare un ampio spettro di imprese turistico-balneari nazionali, attraverso la ridefinizione delle aree del demanio marittimo a scopo turistico ricreativo, come in precedenza indicato, per sostenere il processo di ammodernamento e di rilancio del sistema turistico italiano il cui comparto contribuisce in maniera rilevante per la crescita dell’economia interna. A ciò si aggiunge un aspetto ineludibile rappresentato dal riconoscimento del valore commerciale dell’azienda e quindi di un indennizzo ancorato a valori di mercato, da corrispondersi in favore del concessionario uscente ad opera del subentrante, quale condizione necessaria per l’effettivo subentro, che trova la sua ragione stessa nei principi giuridici dell’Unione europea, le cui peculiarità sono contenute all’interno del presente provvedimento legislativo.

ART.1
1. Tutte le aree ricomprese nell’ambito del demanio marittimo oggetto di concessione per l’esercizio di attività con finalità turistiche ricreative di cui all’articolo 01 legge 4 dicembre 1993 n. 494, già valorizzate, in forza di legittimi titoli autorizzatori, con insistenti manufatti di qualsiasi genere connessi al suolo, ivi comprese le aree in pertinenza occupate da strutture e attrezzature alle medesime attività asservite, sono individuate con atto ricognitivo dirigenziale dall’Agenzia del Demanio ed escluse dal demanio marittimo, con decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti di concerto con il Ministro dell’Economia e delle finanze, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, in quanto non più destinate agli pubblici usi del mare. L’inclusione nel decreto produce il passaggio dei beni al patrimonio disponibile, con la sospensione di tutti i procedimenti pendenti di acquisizione nel pubblico demanio delle strutture presenti nelle predette aree e destinate alla presente patrimonializzazione.
2. Essendo venuta meno la non commerciabilità dei suddetti beni, stante la loro diversa destinazione d’uso in forza dei legittimi titoli autorizza tori e la modifica morfologica delle aree demaniali a causa delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria, che hanno determinato la perdita delle caratteristiche originarie, al fine di contribuire efficacemente ad un rapido risanamento dei conti economici, le aree individuate ai sensi del comma 1, sono cedute con riconoscimento, a favore del concessionario attuale, del diritto di opzione al loro acquisto, da esercitarsi entro 120 giorni dall’emanazione del decreto interministeriale di cui al successivo comma 3, nonché il diritto di prelazione per il caso di vendita ad un presso inferiore a quello di esercizio dell’opzione medesima. In ogni caso è fatto salvo l’obbligo in capo a quest’ultimo di garantire a chiunque l’accesso al mare e di mantenere la destinazione turistico-ricreativa esistente delle predette aree e strutture. E’ posto divieto assoluto di esercitare il diritto di opzione per le superfici coperte realizzate in assenza dei titoli autorizza ori validi o in presenza di abusi edilizi.
3. La cessione di cui al comma 2 dovrà avvenire al prezzo che verrà stabilito da apposito decreto emanato dal Ministro dell’Economia e delle finanze di concerto con il Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti entro i termini indicati dal precedente, sentito la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e le organizzazioni di settore maggiormente rappresentative sul piano nazionale, con fissazione delle percentuali di abbattimento dei manufatti acquisiti al pubblico demanio in corso di svolgimento della concessione con licenza demaniale.
4. Le restanti aree destinate ai pubblici usi del mare facenti parte della medesima concessione di cui al comma 1, allo scadere della proroga di cui al decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, sono oggetto di nuova assegnazione secondo i principi della concorrenza con riconoscimento del diritto di prelazione legale in favore del concessionario optante, sulla base di un piano dei servizi senza contenuto economico, al fine di preservare l’unicità dell’offerta balneare, la tutela ambientale e la specificità territoriale e culturale dei servizi prestati. Nelle more del procedimento di revisione di assegnazione del quadro normativo in materia di rilascio delle concessioni di beni demaniali lacuali e fluviali, con finalità turistico, ricreative e sportive, i concessionari possono mantenere installati i manufatti amovibili di cui alla lettera e.5) dell’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n.380, del testo unico in materia di edilizia, realizzati legittimamente e in conformità della concessione, fino alla scadenza della concessione stessa, senza necessità di nuova istanza. I manufatti potranno comunque essere rimossi alla data di scadenza della concessione.
5. Al concessionario non optante, di cui al precedente comma 4 allo scadere della proroga legale, è riconosciuto un indennizzo riguardante tutti per gli investimenti realizzati per la costruzione dei manufatti legittimamente esistenti e tutti i valori materiali e immateriali commerciali conseguiti, nelle modalità che saranno stabilite con apposito decreto del Ministro dell’Economia e finanze, finalizzate a garantire che il concessionario uscente al momento del rilascio sia nel possesso della somma dei valori sopra descritti.
6. L’occupazione e l’uso delle aree e dei manufatti erariali, a seguito dell’emanazione del decreto di cui al precedente comma, prosegue, nella fase transitoria, in favore del titolare della concessione demaniale attuale, sino alla piena nuova attribuzione delle aree delle concessioni in oggetto, al fine di non pregiudicare la continuità dell’attività d’impresa.

Abrignani
Brunetta
Bergamini

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