Sulla Libia aveva ragione Berlusconi, lo ammette anche Hillary Clinton

Sulla vicenda libica Berlusconi aveva ragione da vendere e Hillary Clinton, nel suo libro, lo ammette. Ma, evidentemente, la cosa le costa talmente tanto da dover ‘condire’ questa verità con libere interpretazioni psicologiche, storiografiche e geopolitiche più degne di un romanzo che di un testo storico.
E’ certamente vero che Silvio Berlusconi era ed è un alleato chiave degli USA e che, anche grazie ai suoi rapporti con la Russia di Putin, ha svolto un ruolo fondamentale di pontiere tra le due superpotenze. Ma certo né la sua vicinanza all’America né il suo agire in sede internazionale, né la presa di posizione sulla Libia hanno qualcosa a che fare con ansie di rivalsa personale o con rigurgiti del colonialismo che fu. Al contrario, sono il frutto della capacità di comprendere i movimenti dello scacchiere geopolitico nell’area mediterranea con l’approccio di chi non ha da rivendicare posizioni di primazia ma piuttosto intende trovare soluzioni non muscolari ma realistiche e concrete a problemi che vanno saputi leggere nella loro complessità.
E infatti, che l’intervento in Libia fosse foriero di disordini e di gravi ripercussioni è stato dimostrato ampiamente dagli eventi successivi. L’intervento voluto da Sarkozy ha funzionato da detonatore al caos e adesso la Libia è una polveriera che moltiplica l’instabilità di tutto il Mediterraneo e costituisce un naturale approdo di Al Qaeda, oltre a rappresentare, di nuovo, la prima destinazione dei tanti migranti che dall’Africa cercano un luogo di partenza per venire a cercare riparo e speranze qui da noi.
Insomma, da Hillary Clinton arrivano alcune ammissioni e alcune ardite valutazioni
.

One Comment to “Sulla Libia aveva ragione Berlusconi, lo ammette anche Hillary Clinton”

  1. Posso capire che i migranti vengano a cercare qui da noi riparo in questa particolare fase della loro esistenza..
    Ma si tratta di una fase contingente che non può durare per sempre.
    Quanto alla speranza non credo che ne troveranno molta ne da noi ne in qualsiasi altro paese d’Europa perchè verranno considerati poco più che schiavi adatti solamente per umili lavori.
    Deve crescere in loro la consapevolezza che l’unica possibilità di una vita libera e dignitosa la possono avere lavorando nel loro paese o in qualsiasi altro luogo dell’Africa con ampie possibilità territoriali.
    E’ per questo che l’Europa deve farsi carico con massicci interventi finanziari per fare in modo che la loro speranza venga esaudita.

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