Obbligo Pos comporta una serie di oneri, Ministro Guidi non pensi di risolvere ritardo su pagamenti elettronici con imposizione nuovi costi a commercianti e erogatori di servizi

Deborah BergaminiIl ministro Guidi sottolinea il ritardo dell’Italia nel ricorso ai pagamenti con moneta elettronica. E’ vero, un ritardo c’è. Ma certo la questione non può risolversi solo con l’imposizione di nuovi costi a carico di commercianti ed erogatori di servizi, professionisti inclusi.

L’obbligo di accettare pagamenti con carte di debito per le transazioni superiori a trenta euro, che scatterà a fine mese, e la conseguente necessità di dotarsi di Pos, comportano infatti una serie di oneri, tra cui i costi di attivazione e il canone annuale per i Pos stessi e le commissioni bancarie sui pagamenti.

Si tratta di spese che vanno ad aggravare situazioni già compromesse dalla contrazione dei consumi e dal pesantissimo carico fiscale. Senza contare che per alcune categorie, come le partite Iva che svolgono attività di consulenza, le spese per adeguarsi al nuovo obbligo sono pressoché inutili: difficilmente chi si avvale di questi servizi pretende che il consulente giri con il Pos in borsa per consentire il pagamento della prestazione effettuata. Più semplice un bonifico, no? Ci auguriamo perciò che il tavolo proposto dal ministro Guidi parta davvero, e non sia solo un espediente per aggirare il problema.

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