Processo Ruby: quanto successo non capiti più a nessuno, nemmeno al peggior nemico

deborah bergamini fatti e misfatti tgcom 24Il cosiddetto processo Ruby è stato montato dai media come forse nessun altro nella storia repubblicana: abbiamo letto e ascoltato quintalate di moralismo d’accatto, con racconti che hanno fatto il giro del mondo, infangando non solo Silvio Berlusconi, come persona e come premier, ma anche l’intero Paese e la sua credibilità internazionale.

Si è frugato in lungo e in largo nella vita privata delle persone coinvolte a vario titolo, in violazione della privacy e del buon senso. Ora, dopo l’assoluzione di Berlusconi, dovremmo metterci tutto questo alle spalle, facendolo cadere nel dimenticatoio senza parlarne più? Non è possibile. È necessario riflettere e analizzare bene ciò che è accaduto affinché non capiti più a nessuno, nemmeno al peggior nemico, quello che e’ successo a Berlusconi.

2 commenti to “Processo Ruby: quanto successo non capiti più a nessuno, nemmeno al peggior nemico”

  1. Non è forse un eccesso di garantismo che ha indotto certe persone a fare del moralismo d’accatto?

  2. Sembra che la privacy in Italia sia stata valida per 60 milioni di abitanti meno uno: Berlusconi.

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