Apicoltura in gravissima crisi e Enrico Rossi non risponde alla mia lettera

Sono costretta a registrare con rammarico la mancata risposta del Presidente della Toscana Rossi alla mia sollecitazione per un intervento dell’amministrazione regionale in favore di un settore importante come quello dell’apicoltura, che oggi versa in gravi difficoltà. miele ape fiore

L’apicoltura sta infatti attraversando, in Toscana come nel resto del Paese, una fase particolarmente negativa: a causa dell’utilizzo di pesticidi, della presenza di parassiti e delle avverse condizioni meteorologiche della primavera scorsa, la produzione di tutti i tipi di miele, da quello di Acacia fino a quelli tipici toscani, è stata gravemente compromessa. Gli operatori del settore hanno necessità di un sostegno da parte delle istituzioni; sostegno che il Presidente Rossi, per quanto di competenza regionale, ha evidentemente deciso di non offrire.

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Di seguito la lettera inviata che ho inviato al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, lo scorso 26 luglio:
Egregio Presidente,

come Lei sa, nel2014 in Italia è stato prodotto il 90% in meno di miele, e la Toscana è stata una delle regioni più colpite da questa crisi, registrando la produzione più bassa degli ultimi 30 anni.

I problemi del settore, tuttavia, non nascono oggi. Conosco gli apicoltori da ormai qualche anno e so bene quante difficoltà debbano affrontare ogni giorno per difendere le api e il loro lavoro da un uso sconsiderato di pesticidi nocivi, da una burocrazia che spesso non conosce le esigenze specifiche del settore e, ultimamente, addirittura da furti e avvelenamenti di intere arnie.

Ora, l’importanza delle api per il benessere del territorio è ben superiore al miele che queste riescono a produrre. Le api, infatti, attraverso il loro instancabile lavoro di impollinazione, permettono la riproduzione di molte specie di piante. Sono dunque fondamentali per il mantenimento della catena alimentare e della biodiversità, così come sono importantissime per l’agricoltura e, dunque, per l’economia delle aree agricole.

Con gli apicoltori ho cercato di sensibilizzare il Governo nazionale sulle problematiche del settore. Dopo aver partecipato alla loro assemblea nazionale, ed averne raccolto le istanze, ho presentato una mozione alla Camera dei Deputati che intendeva impegnare l’esecutivo su alcuni punti specifici riguardanti la salute delle api e la loro salvaguardia, la sburocratizzazione del settore e la tutela dei consumatori e dei prodotti Made in Italy in sede europea.

Il Governo,però, si è presentato in Aula impreparato e durante la discussione ed il successivo voto ha preferito seguire logiche di partito ed assumere posizioni ideologiche invece di mettersi davvero in ascolto, al servizio di un settore che chiedeva il suo aiuto.

Spero che lo stesso non accada a livello regionale. Per questo Le scrivo.

In Toscana quest’anno la produzione di Miele di Acacia è stata quasi nulla. Scarso anche il raccolto degli altri tipi di Miele, compresi quelli tipici toscani come quello di Sulla, di Trifoglio, di Tiglio, di Girasole e, in generale, tutti i mieli Millefiori. Il Miele di Castagno, in particolare, soffre del fatto che i castagneti toscani continuano ad essere colpiti da un parassita, il Dryocosmus kuriphilus (cinipide galligeno del Castagno), che fa deperire le piante e che ne limita enormemente la fioritura.

Una tale crisiproduttiva fa ritenere fortemente probabile una significativa importazione di mieli di dubbia provenienza, che potrebbero essere proposti sul mercato in modo non corretto, a danno dei consumatori. Per questo ho già impegnato il governo nazionale con una mozione – che questa volta è stata accolta – per rendere più stringente e trasparente la normativa europea sull’etichettatura dei prodotti.

Molto, però, per quanto riguarda la tutela dell’apicoltura e del suo ruolo fondamentale – da un punto di vista economico ed ambientale – ed il sostegno agli apicoltori in chiara difficoltà, dipende dal Governo regionale che, spero, non resterà sordo di fronte alle loro richieste di aiuto.

Presidente, sostenere l’apicoltura in Toscana, e in Italia, significa tutelare ed aiutare un settore economico vivo e vivace e, al contempo, operare per il mantenimento e la salvaguardia del territorio. Non faccia mancare la Sua attenzione, e quella della Regione Toscana, a dei cittadini che oggi hanno bisogno di aiuto e conceda agli apicoltori, a fronte della gravissima crisi che ha colpito il settore, lo stato di grave calamità naturale. E’ infatti giusto riconoscere che sono state le frequenti e intense piogge primaverili e le basse temperature ad impedire alle api la raccolta di nettare durante le fioriture e, dunque, la produzione di miele.

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