Caso di infibulazione a Perugia: anche in Italia dobbiamo tenere alta l’attenzione sui diritti umani delle donne

Campagna-END-FGML’incredibile e drammatica vicenda accaduta a Perugia, dove una coppia di nigeriani è stata arrestata per aver sottoposto le figlie a infibulazione, deve essere per tutti un monito a tenere alta l’attenzione sul rispetto dei diritti umani, che non sono mai conquistati una volta per sempre ma vanno tutelati e salvaguardati ogni giorno, anche nelle democrazie più avanzate.

Pochi giorni fa abbiamo celebrato l’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul, che annovera tra le pratiche da perseguire e contrastare anche le mutilazioni genitali femminili. Non sono mancate, in quell’occasione, le solite voci discordanti che ci accusavano di occuparci di tematiche non urgenti. Purtroppo, ancora una volta, la realtà ci ha dato ragione: anche in Italia, nel 2014, l’integrità del corpo femminile non è un diritto acquisito. L’infibulazione è una pratica orribile e barbarica che mette a repentaglio la salute e spesso anche la vita di chi è costretto a subirla. Contrastarla significa non solo far fronte ai nostri obblighi internazionali e applicare con severità la legge, ma anche promuovere un’efficace iniziativa culturale a difesa della dignità e dei diritti umani delle donne.

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