Berlusconi, Renzi e il prossimo Presidente della Repubblica. La mia intervista di oggi sul Corriere della Sera

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La mia intervista con Paola Di Caro, oggi sul Corriere della Sera: 

Roma – Mai come in questo momento “serve essere grandiosi”. E’ più che un auspicio: è una richiesta ferma e chiara quella di Deborah Bergamini, portavoce di Forza Italia.

1) Grandioso deve essere il presidente o lo spirito di chi lo elegge?

Direi che l’uno è consequenziale all’altro. Se verrà anteposto il bene del Paese all’interesse di parte, se la politica si riapproprierà del suo ruolo, pensando al bene dell’Italia e non ai propri interessi, allora il Presidente della Repubblica che emergerà dalla prossima elezione sarà adeguato al ruolo che deve ricoprire. Perché risulterà una sintesi di diverse aspettative ed interpreterà  il suo mandato con spirito “super partes”. Cosa che, negli ultimi anni, purtroppo non è avvenuta.

2) Avete concesso molto a Renzi, vi aspettate altrettanta generosità?

Parlare di generosità vorrebbe dire appellarsi al “buon cuore” di qualcuno, ma il rispetto dei patti e il riconoscimento dei reciproci ruoli non sono variabili emotive. L’accordo del Nazareno ha introdotto un elemento di assoluta novità, cioè il dialogo tra forze politiche schierate su fronti diversi per modernizzare e rendere governabile il Paese. Alla base, quindi, c’è la cultura del confronto, che è qualcosa di molto diverso dalla generosità.

3) Ma c’è un veto su alcuni nomi, come gli ex segretari Pd?

Il veto, se di questo vogliamo parlare, c’è nel metodo: è necessaria la condivisione nella scelta. C’è una lunga tradizione di Presidenti della Repubblica riferibili al centrosinistra, senza dimenticare che tutte le altre più alte cariche dello Stato provengono dalla stessa area. Per questo, stavolta si dovrebbe individuare una personalità che sia, se non di centrodestra, almeno manifestamente terza. In ogni caso, le nostre valutazioni verteranno più sulle persone che sulla loro storia, perché ognuno può interpretare lo stesso ruolo politico in modi diversi. 

4) Tecnici come Padoan possono essere una mediazione?

Non mi indurrà a pronunciarmi sui singoli nomi. Ma una cosa voglio dirla: non dobbiamo accontentarci di cercare una mediazione, ma arrivare ad un punto di incontro che sia ambizioso, che ci sfidi, tutti, a quel cambiamento di approccio che stiamo adottando per le riforme.

5) La minoranza di FI vi imputa capriole autolesionistiche. Siete prigionieri della necessità di Berlusconi di essere riabilitato politicamente?

Berlusconi non ha bisogno di alcuna riabilitazione politica: è il leader dei moderati italiani e il protagonista delle riforme. D’altra parte, è incontestabile che senza Forza Italia questo percorso non arriverebbe a compimento. Questa centralità è merito di Berlusconi, e non ci vedo nulla di autolesionistico. Quando eravamo al governo, abbiamo lamentato la mancanza di un’opposizione capace di confrontarsi sul merito dei provvedimenti, a cominciare proprio dalle riforme per il Paese. Oggi restiamo coerenti e da movimento liberale e riformista stiamo collaborando per cambiare l’Italia. Nessun prigioniero dunque, solo la libera determinazione di voler rimanere fedeli ai valori e ai programmi che abbiamo sempre enunciato e all’impegno per cui siamo in campo.

6) Cosa chiedete a Fitto, e cosa gli offrite?

Non c’è nulla da chiedere e nulla da offrire. Non c’è alcun baratto, sarebbe offensivo per tutti far credere questo. Raffaele rappresenta un punto di vista legittimo ma minoritario nel partito e nei gruppi: il mio augurio è che si possa continuare a lavorare insieme con lealtà e spirito di squadra, nel rispetto della nostra comune appartenenza.

7) Ncd al governo, voi opposizione:  è credibile alleanza?

Noi siamo all’opposizione in termini e su temi tutt’altro che formali. Contestiamo radicalmente la politica economica del governo Renzi. I voti che abbiamo espresso ed esprimiamo ogni giorno in Parlamento non lasciano adito a dubbi. Un dato è innegabile, tuttavia, e cioè che non esiste più una maggioranza stabile intorno al governo. Quanto a Ncd, abbiamo ripreso a dialogare e l’elezione del nuovo Presidente sarà  un banco di prova importante.  L’obiettivo è la ricomposizione dell’alleanza tra le forze del centrodestra, vedremo se avremo tutti la maturità per realizzarla.

8) Volete il “perdono” per Berlusconi dal nuovo presidente? O da Renzi una soluzione politica per l’agibilità politica?

Berlusconi non ha bisogno di alcun perdono. A lui e a milioni di italiani che si riconoscono in lui, serve soltanto giustizia. Su questo non si fanno accordi né compromessi. L’agibilità politica di Berlusconi non è merce di scambio, e comunque non dipende né da Renzi né da nessun altro. Deriva dalla sua assoluta innocenza, dal consenso che raccoglie e dalla sua capacità di essere protagonista del cambiamento. Per questo la sentenza di Strasburgo è importante: da là emergerà con chiarezza il danno che l’uso politico della giustizia ha arrecato al Paese.

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