Una telefonata allunga la vita. Ma non sempre

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Un noto spot pubblicitario sosteneva che ‘una telefonata allunga la vita’. Ma non sempre è così.

Parlare al telefono, scrivere un sms, scattare una foto con lo smartphone, inviare messaggi sui social network sono gesti che rientrano nella nostra quotidianità. Se però lo si fa mentre si è alla guida, quello che normalmente è un modo immediato di comunicare e di interagire per lavoro o per diletto può trasformarsi in un fattore di rischio potenzialmente mortale. Gli ultimi dati Aci -Istat sugli incidenti stradali, confermano infatti che la distrazione, quasi sempre dovuta all’uso del telefono cellulare, è al primo posto tra le cause di incidenti stradali con feriti.

Dopo l’inasprimento delle norme che vietano l’uso del cellulare in macchina, consentendone l’utilizzo solo in modalità vivavoce o con apposite cuffie, in Parlamento è stato più volte riproposto questo tema per individuare possibili nuovi interventi. Io stessa ho presentato una risoluzione in materia, per chiedere al governo di promuovere una campagna di sensibilizzazione, nella convinzione che non si possano affrontare i problemi solo quando diventano un’emergenza fuori controllo.

Oggi, alla luce dei nuovi dati, emerge ancora una volta la necessità di sensibilizzare i cittadini sui rischi di una guida distratta. Un’adeguata campagna di informazione e il rafforzamento dei controlli sulle strade per sanzionare l’uso scorretto dei cellulari alla guida sono i primi interventi che dovrebbe fare il governo. Può bastare poco per proteggere la vita propria e degli altri, ma quel poco va fatto. 

Di seguito la mia risoluzione in IX Commissione:

Atto Camera

Risoluzione in commissione 7-00020

presentato da BERGAMINI Deborah

testo di Mercoledì 5 giugno 2013, seduta n. 29

La IX Commissione, premesso che:

in Italia il livello di incidentalità stradale è ancora assai elevato, malgrado l’obiettivo, sancito in sede europea con il libro bianco della Commissione europea sui trasporti del 2011, di dimezzare le vittime degli incidenti stradali entro il 2020 e di avvicinarsi ad azzerare il numero delle vittime nel 2050;

una larga percentuale di incidenti stradali ha come causa i comportamenti scorretti del conducente e tra questi la guida distratta;

è indubitabile che l’uso dei dispositivi mobili di comunicazione alla guida costituisca un importante fattore di distrazione per il conducente tale da determinare comportamenti pericolosi e passibili di generare incidentalità stradale, come dimostrano recenti indagini che hanno paragonato l’utilizzo del cellulare alla guida in stato di ebbrezza;

è ormai assodato infatti che l’utilizzo, da parte del conducente, di dispositivi mobili mentre si trova alla guida di un autoveicolo ha l’effetto di allungare notevolmente i suoi tempi di reazione distraendo la sua attenzione dalla strada, dagli eventuali ostacoli, dal rallentare all’occorrenza fino a fermarsi e di accrescere, conseguentemente, in modo esponenziale, la probabilità di causare incidenti stradali;

l’articolo 173 del «Nuovo codice della strada» di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n.285, reca il divieto, per il conducente, di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore, e consente l’uso di apparecchi a viva voce, o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive ad entrambe le orecchie e che non richiedano per il loro funzionamento l’uso delle mani;

la sanzione prevista per il mancato rispetto di tale disposizione è stabilita in una somma da 160 a 641 euro, decurtazione di 5 punti sulla patente di guida e sospensione della patente di guida da uno a tre mesi in caso di recidiva nei corso di un biennio;

la disposizione prevede una deroga per i soli conducenti dei veicoli delle forze armate, delle forze dell’ordine e di polizia, essendo stata eliminata con un recente intervento normativo (legge n.11 del 2012) la deroga precedentemente prevista per i conducenti dei veicoli adibiti ai servizi delle strade, delle autostrade e al trasporto di persone in conto terzi, ritenuta ingiustificata e contraria all’obiettivo generale della sicurezza stradale;

malgrado le stringenti disposizioni normative, l’uso di dispositivi mobili di comunicazione sia per conversare sia anche per inviare messaggi, interagire sui social network e, in generale, navigare sulla rete internet sta diventando un fenomeno generalizzato, con grave pregiudizio per i conducenti e per gli altri utenti della strada;

è del dicembre 2011 una delibera del National Transportation Safety Board (Ntsb), agenzia governativa statunitense che si occupa delle indagini sugli incidenti nel settore dei trasporti, che ha proposto di mettere al bando qualsiasi uso dei telefoni cellulari durante la guida in relazione all’altissima frequenza di incidenti correlati all’uso di apparecchi radiofonici durante la marcia dei veicoli;

nella stessa direzione si è espressa più volte l’ACI che, tra le azioni da compiere al livello nazionale per il rafforzamento della sicurezza stradale, ha più volte proposto il divieto dell’utilizzo del telefono cellulare alla guida;

l’evoluzione tecnologica permette ad oggi l’utilizzo di telefoni cellulari con il solo ausilio della voce, senza l’utilizzo delle mani, con un’evidente diminuzione dei tempi di reazione del conducente alle situazioni critiche che spesso si verificano sulle strade;

impegna il Governo:

a promuovere una campagna di informazione e di comunicazione volta a sensibilizzare l’utenza stradale e l’opinione pubblica in generale sui rischi derivanti dallo scorretto utilizzo dei dispositivi mobili di comunicazione alla guida, con particolare attenzione ai conducenti più giovani;

a rafforzare i controlli sulle strade da parte degli organi preposti, al fine di sanzionare l’uso scorretto dei dispositivi mobili di comunicazione alla guida e di far adottare ai conducenti comportamenti non lesivi della sicurezza propria e degli altri.

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