Terrorismo, incominciamo a controllare le frontiere UE

deborah bergamini coffee breakC’è un primo passo da compiere immediatamente, senza altri ulteriori indugi, ed è quello di rafforzare con mezzi e risorse adeguate il controllo delle frontiere esterne della Ue per intercettare i movimenti dei foreign fighters. Questi cittadini europei, infatti, come abbiamo visto, non solo vanno a combattere per l’Isis ma, una volta formatisi alle tecniche militari, rientrano nelle nostre città ed applicano quanto appreso ad azioni terroristiche, oltre a diffondere queste loro competenze tra gli altri sostenitori dello stato islamico. In mancanza di una politica estera comune europea, che ancora stenta a decollare, e di una politica di difesa comune, che non c’è mai stata, occorre almeno e necessariamente implementare il coordinamento delle polizie dei Paesi membri e dei servizi di intelligence per arrivare ad una migliore condivisione delle informazioni, strumento imprescindibile per contrastare una guerra così atipica e imprevedibile come questa scatenata dai terroristi.

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