Agroalimentare, tutelare produzione riso italiano

deborah bergamini a Bologna

E’ importante che il Governo abbia approvato la mia mozione sulla tutela del settore risicolo italiano, impegnandosi così a perseguire lo sforzo di vederci riconosciuta dalla Commissione europea l’adozione di clausole di salvaguardia nei confronti dell’importazione a dazio zero di riso cambogiano nei Paesi dell’UE prevista dagli accordi siglati tra la stessa Commissione e il paese asiatico nel 2009. Mi lascia piuttosto perplessa, però, il fatto che mentre gli effetti nefasti dell’accordo tra UE e Cambogia si manifestavano, in termini di serie difficoltà per il nostro settore risicolo che si è trovato a fronteggiare la concorrenza di riso a bassissimo costo – oltre che ad alto contenuto di principi attivi non autorizzati – e praticamente nulle ricadute positive per gli agricoltori cambogiani, la Commissione annunciava di aver siglato un accordo analogo con il Vietnam senza che il nostro esecutivo battesse ciglio. Per questo con la mozione ho chiesto anche che fin da subito si richieda l’attivazione di clausole di salvaguardia anche per quanto riguarda le importazioni di riso dal Vietnam. Prima, magari, che ci troviamo tra 5 anni con danni ormai irreversibili alla nostra agricoltura. In Italia la risicoltura ha sempre rivestito grande importanza economica. Le aziende agricole che coltivano riso in Italia sono circa 4.100 e l’industria risiera è rappresentata da più di 100 imprese strutturate per trasformare il riso greggio in riso lavorato. Il settore risicolo rappresenta un’eccellenza del nostro Made in Italy agro-alimentare e va tutelato. Per questo ho impegnato l’esecutivo anche a promuovere e attuare, a livello nazionale, misure che prevedano puntuali obblighi di pubblicità e trasparenza nell’etichettatura del riso commercializzato in Italia, in particolar modo specificando il nome dell’azienda che utilizza riso proveniente da Paesi terzi rispetto all’Unione europea, per informare i consumatori in maniera corretta se stanno acquistando riso italiano, cambogiano, vietnamita o chissà di quale altro Paese. Infine ho invitato il governo a promuovere, a livello europeo, l’adozione di clausole di condizionalità democratica più stringenti all’interno degli accordi siglati tra l’Unione europea e Paesi terzi, per far sì che tali accordi siano davvero efficaci e non possano essere snaturati nelle loro finalità. L’esecutivo ha detto di sì a tutto, speriamo che siano impegni seri.

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