Banche: termini fissati da governo per rimborsi sono un rebus 

I requisiti fissati dal Governo, affinché i risparmiatori truffati dalle quattro banche possano ottenere i rimborsi, sono così complessi da costituire un vero e proprio rebus. Poiché i termini di legge per l’emanazione dei decreti per stabilire i rimborsi erano scaduti già da un mese ci saremmo aspettati che il ritardo del Governo fosse dovuto alla volontà di reperire le risorse necessarie per rimborsare tutti e in toto i piccoli obbligazionisti truffati. E invece no. Il Governo intende risarcire solo alcuni e solo in parte. Non è accettabile. Il risparmiatore truffato, per essere rimborsato automaticamente, dovrà avere un reddito lordo ai fini Irpef inferiore ai 35mila euro, oppure un patrimonio mobiliare non superiore ai 100 mila euro, dovrà aver acquistato i bond subordinati, quelli poi azzerati dal salva-banche, prima del 12 giugno del 2014, e comunque il risarcimento sarà solo dell’80 per cento del capitale investito. Condizioni troppo capziose per non considerarsi una beffa che si aggiunge al danno che il Governo, e le quattro banche da esso salvate, hanno provocato a migliaia di ignari risparmiatori.

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