Russia, Governo ponga veto contro sanzioni


Un’azione concreta del Governo sarebbe potuta essere quella di esercitare il sacrosanto diritto di veto del nostro Paese in sede di Consiglio europeo, non accontentandosi quindi di chiedere un generico dibattito sul tema ma imponendo una decisione che salvaguarda gli interessi nazionali economici e strategici del nostro Paese, cosa che non è stata fatta. Magari lo farà la prossima volta, ponendo il veto contro le sanzioni della Ue alla Federazione russa.

Quello che ci chiediamo è qual sia la posizione di Renzi, che non è chiara da quello che abbiamo ascoltato: è a favore o contro le sanzioni? Secondo il premier le sanzioni ci fanno un danno oppure no? Le sanzioni alla Russia costano al nostro Paese 411 mila euro all’ora, dunque mi chiedo se sia normale che il Governo italiano debba prendere decisioni sovraordinate in materia di argomenti strategici legati allo sviluppo della propria economia. Renzi sposta la soluzione del problema a dopo l’implementazione degli accordi di ‘Minsk 1’, ma siamo arrivati a ‘Minsk 2’ e arriveremo probabilmente a ‘Minsk 3’. Intanto il danno economico permane e l’assenza di dialogo con la Russia, nonostante i tavoli negoziali, permane ugualmente, tanto è vero che la delegazione russa non è più presente all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ed è una grave assenza. Altro che migliorare con la politica delle sanzioni le possibilità di risoluzione del conflitto con l’Ucraina: non c’è nessun miglioramento.

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