Manovra, Renzi compiace i gruppi di interesse

manovraRenzi si presentò per la prima volta da premier in Parlamento, e questa fu una novità, rivolgendosi direttamente ai cittadini, e non ai partiti o ai rappresentanti delle categorie sociali che anzi avrebbe con piacere rottamato. Ora, invece, avendo perso il suo appeal nei confronti degli italiani per le tante promesse mancate, è costretto a scendere a patti con i vari gruppi di interesse, che seppur legittimi sono portatori di istanze particolari, per poter contare sul loro aiuto elettorale. E questa manovra economica, che infatti non ha una visione generale e d’insieme per l’Italia, ne è la dimostrazione. In questa manovra o Stato non arretra, non dimagrisce, non riduce la spesa pubblica ma spende soldi che non ha e che al momento neppure si conosce da dove saranno presi. Quello che è certo è che sono soldi che lo Stato chiederà indietro a cittadini, famiglie e imprese già a partire dal 2017, cioè dopo il referendum, con una manovra correttiva. Non si capisce neppure perché il premier, dopo il consiglio dei ministri, si sia presentato alla conferenza stampa con al suo fianco il ministro dell’economia, e non il grafico pubblicitario, dal momento che abbiamo visto solo slide e slogan e non tabelle e numeri. Infine Renzi ha perso la scommessa sul futuro perché per i giovani non vi è nulla, se non la certezza che domani si troveranno a pagare i debiti che questo Governo lascerà loro in eredità.

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