USA, fra gli sconfitti c’è anche Renzi

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Ci era parso inopportuno che il premier italiano si schierasse così apertamente a favore di uno dei candidati alla Casa Bianca, visto che i presidenti passano ma le relazioni fa gli Stati restano e devono essere salvaguardate. La vittoria di Trump è quindi inesorabilmente anche una sconfitta per Renzi.

Ma quello che più ci preoccupa  è che il giudizio negativo che Renzi ha dato del neopresidente statunitense prima delle elezioni potrebbe incrinare i rapporti fra Italia e Stati Uniti, due Paesi da sempre amici. Anche nei rapporti con la Ue, Renzi, innescando una battaglia personale e per suo tornaconto politico contro Juncker, sta minando la credibilità dell’Italia, circostanza che è vieppiù insopportabile visto che siamo fra i Paesi fondatori dell’Europa. Anche noi talvolta non abbiamo gradito toni e modi di agire del presidente della Commissione Ue ma il nostro confronto è rimasto istituzionale perché non ne va delle nostre carriere ma dell’interesse dell’Italia e degli Italiani. Infine, consigliamo a Renzi di non usare il termine euroburocrate per cercare di delegittimare Juncker dal momento che, piaccia o non piaccia, Juncker è stato eletto mentre Renzi no.

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