Referendum: il Governo spende per propaganda ma taglia rimborsi ai comuni

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Il Governo, premier, ministri, fino ad arrivare all’ultimo sottosegretario, sta spendendo ingenti risorse pubbliche per fare propaganda per il Sì, ma intanto taglia del 60 per cento i rimborsi destinati ai comuni che stanno sostenendo le spese organizzative per lo svolgimento del referendum.

I comuni, come sempre, devono affrontare le spese per allestire i seggi e per tutte le procedure necessarie all’espletamento del referendum, eppure il ministero dell’Interno il 29 novembre scorso, tramite le Prefetture, ha inspiegabilmente comunicato ai sindaci che rispetto all’ultimo referendum, quello sulle trivelle del 17 aprile, le risorse assegnate sono state decurtate del 60% mettendo in grave difficoltà i comuni, specie quelli piccoli, che hanno già impegnato quelle risorse e che ora non sanno come e dove recuperarle. Questo atteggiamento del Governo è davvero ingiustificabile e finirà con l’avere conseguenze negative anche per i cittadini.

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