Carceri: rimpatriare detenuti stranieri anche per evitare rischi radicalizzazione

europa
Nei mesi scorsi presentavo una mozione, accolta dal governo a Febbraio, sul rimpatrio dei detenuti stranieri affinché scontino le loro pene nei paesi d’origine. Esistono i mezzi e le leggi internazionali che lo consentono, oltre ad accordi bilaterali siglati dal nostro Paese. Manca evidentemente la volontà politica da parte della sinistra di farlo, in modo da alleggerire l’affollamento e il rischio radicalizzazione nelle nostre strutture penitenziarie. Per questo sono molto significative le parole pronunciate oggi dal capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) Santi Consolo, che ha ribadito l’importanza del rimpatrio dei detenuti nei paesi di provenienza. È necessario fare un passo in questa direzione, visto che la pressione migratoria incontrollata verso l’Italia non fa che aggravare la situazione già drammatica delle nostre carceri.

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