Istat: rispetto al 2011 top solo povertà, non PIL

IMG-20170816-WA0006.jpgOggi il Partito democratico per voce del suo capogruppo alla Camera, Ettore Rosato, ha provato a far credere agli italiani che il Prodotto interno lordo è “al top” rispetto al 2011. Confrontando i dati Istat pubblicati oggi con quelli del 2011 emerge che non è così. Rispetto ad allora gli unici valori ad essere al top, purtroppo, sono:

-la povertà assoluta (+1.619.000 poveri)
-la disoccupazione (+1.043.000 disoccupati)
-l’immigrazione verso l’Italia (+ 660.000 sbarchi)
-il debito pubblico (+376 miliardi di euro)

Colpevole di aver fatto notare a Rosato (con il grafico che vedete in foto) il suo errore, vengo accusata dall’onorevole Morani di non aver ricordato che nel 2011 l’Italia era nel baratro. Dove per baratro non si intende il fatto che con Berlusconi al governo ci fossero meno poveri, meno tasse, meno disoccupati e meno immigrati clandestini, ma che lo spread era più alto.
È vero lo spread era più alto. Ha ragione Morani. A causa di una speculazione che aveva l’unico scopo di sovvertire l’ordine democratico così odiato da certi salotti buoni della finanza e del potere, si fece di tutto per far cadere Berlusconi. Lo stesso Berlusconi che – anche questo Morani lo dimentica – non essendo attaccato alla poltrona come una certa sinistra, lasciò Palazzo Chigi ma che un anno prima di farlo indicò Mario Draghi alla guida della Banca Centrale Europea. Quella stessa Banca Centrale che con un’operazione senza precedenti mise fine a qualsiasi speculazione contro l’Italia e contro l’Europa. Tuttavia nonostante l’intervento provvidenziale di Draghi, i governi che si sono succeduti dopo Berlusconi non sono stati in grado di far tornare il benessere in Italia ai livelli del 2011.
Io capisco che certa sinistra guardi con maggiore attenzione agli spread e agli indici finanziari invece che alla condizione economica delle persone, alla povertà, al livello di tasse, alla disoccupazione. Ma noi di Forza Italia e di centrodestra, che al governo ci siamo andati sempre per espressione della volontà popolare, diamo più importanza ai portafogli delle persone che a quelli dei grandi gruppi finanziari…

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