#NotOnMyBody – Per le donne, contro la violenza

02F02E41-5BB0-400C-B247-F0DB11F75003Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Un giorno dalla valenza simbolica che però ci ricorda quanto concretamente ogni forma di abuso, in modo particolare quella sulle donne, è e deve essere in cima agli impegni e alle priorità di tutti noi. Le notizie di cronaca riportano, in modo sistematico, episodi di violenza nei confronti di donne che vengono molestate, minacciate, violentate e uccise e che si trovano a vivere nella paura e nel disagio per le strade e nelle proprie case. Il 71% delle vittime di omicidi in famiglia è una donna. Delle 2.333 violenze sessuali commesse nei primi sette mesi del 2017, solo il 7%, purtroppo, è stato denunciato. Sono dati drammatici che ci consegnano la fotografia di un Paese ancora lontano dagli obiettivi che ogni Stato attento, vigile e autenticamente riformatore dovrebbe prefissarsi. Molto è stato fatto in passato dai governi di centrodestra, ma molto ancora bisogna fare. Negli anni abbiamo messo in campo una serie di misure in grado di fornire alle vittime di violenza un approdo sicuro e immediato nel momento di maggiore fragilità e vulnerabilità, sostenendo le campagne di prevenzione e le politiche di assistenza. Abbiamo introdotto il reato di stalking consentendo ad oltre 50.000 donne di denunciare i loro persecutori. Abbiamo finanziato con decine di milioni di euro i centri antiviolenza, presidio di tutela fondamentale per le donne in fuga dai loro aguzzini. Ma possiamo e dobbiamo fare di più. L’obiettivo dev’essere quello di dare forma a una vera e propria “cultura della sicurezza”, da contrapporre al “virus culturale e sociale” che ha colpito l’intero tessuto del Paese. Il centrodestra tornerà presto al governo e nella lotta alla violenza sulle donne, e nella promozione di una sana e robusta politica per le pari opportunità, ha il suo saldo baricentro. Lo dobbiamo alle tante donne, troppe, che ancora oggi si sentono abbandonate da una politica lontana dalle loro necessità. E lo dobbiamo fare tutti insieme: rappresentanti delle istituzioni, amministratori, personale di categoria. Riappropriandoci del ruolo di garanti della legalità e dei princìpi di rispetto e convivenza civile, che sono alla base di ogni società sana e avanzata.

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