FASCISMO: FAMIGLIA BERLUSCONI LO COMBATTE’, INUTILE CACCIA A FANTASMI DELLA BOLDRINI

IMG-20180216-WA0067Sorprende la superficialità delle dichiarazioni della Presidente Laura Boldrini nei confronti del Presidente Berlusconi, della Resistenza e dell’antifascismo. Ricordo alla Presidente Boldrini un episodio di coraggio che probabilmente non conosce. Durante il periodo fascista, su un treno, un soldato nazista intimò ad una donna ebrea di scendere dal treno e di seguirlo. Un’altra donna coraggiosa, una pendolare di quella tratta, visibilmente incinta, si alzò in piedi e disse a quel soldato di lasciar perdere la giovane ragazza ebrea. Il nazista rispose alla donna che si era interposta tra lui e la giovane ebrea che se non si fosse tolta di mezzo l’avrebbe ammazzata. La donna incinta, una segretaria della Pirelli che a causa dell’esilio del marito in Svizzera aveva l’onere di prendersi cura da sola di un’intera famiglia, ebbe il coraggio di rispondere al nazista: “Tu puoi anche uccidermi ma stai pure certo che se lo facessi, le persone che viaggiano con me ogni giorno su questo treno non ti farebbero scendere vivo”. Il nazista urlando scese dal treno e la ragazza ebrea si salvò. La donna coraggiosa, la madre incinta che salvò la giovane ragazza ebrea rischiando di lasciare da soli i suoi figli, si chiamava Rosa Berlusconi ed era la madre di un figlio di nome Silvio.
La Presidente Boldrini, prima di sedersi in cattedra e dare lezioni di storia a chi non ne ha certo bisogno, farebbe bene a conoscere la storia delle persone che attacca. Non deve e non può essere un tabù sottolineare preoccupazione per la violenza espressa da gruppi e da centri sociali che nascondendosi dietro la bandiera dell’antifascismo aggrediscono brutalmente le nostre forze dell’ordine. Ad ogni modo la Presidente Boldrini invece di andare a caccia di fantasmi del passato o di bendarsi gli occhi di fronte ai gruppi violenti del nostro presente, farebbe bene ad allontanarsi un po’ di più dai centri sociali ed avvicinarsi un po’ di più ai veri invisibili del nostro presente: i poveri.

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