Audizione del sottosegretario Massimo Vari

 

Seduta del 28 marzo 2012

Disposizioni per lo sviluppo dei servizi elettronici e digitali.

C. 4891 Gentiloni Silveri.

(Seguito dell’esame e rinvio).

La Commissione prosegue l’esame del provvedimento, rinviato nella seduta del 7 marzo 2012.

Il sottosegretario Massimo VARI rileva preliminarmente che la proposta di legge in oggetto, per l’importanza e l’attualità dei temi trattati, è condivisa nelle sue linee generali dal Governo, senza, però, trascurare talune valutazioni critiche che essa merita, dovute, in buona misura, ma non solo, alle esigenze di raccordo e di coordinamento con altre discipline che sono o già in vigore oppure in via di approvazione da parte del Parlamento.

Venendo all’esame dei singoli articoli osserva che uno degli aspetti più rilevanti della proposta di legge in oggetto riguarda sicuramente l’introduzione, prevista nell’articolo 1, recante legge annuale per l’incentivo e lo sviluppo dei servizi digitali, dell’obbligo per il Governo di presentare annualmente alle Camere, entro il 30 aprile di ogni anno, un disegno di legge per l’incentivo e lo sviluppo dei servizi digitali. Si configura, pertanto, a suo avviso, l’ipotesi di una nuova «legge a ciclo annuale», relativa allo sviluppo dei servizi digitali, accanto ad esempio alla legge di stabilità e di bilancio, alla legge comunitaria o alla legge annuale per il mercato e la concorrenza.

Quanto alla materia trattata ritiene evidente la sua rilevanza per favorire lo sviluppo economico e sociale del Paese, attraverso un percorso le cui ricadute investono pressoché tutti i settori della vita produttiva e della collettività. A suo avviso, il testo è dunque condivisibile. Tuttavia, esso affronta temi che sono trattati in buona misura all’interno della Cabina di regia per l’Agenda digitale italiana di cui all’articolo 47 del decreto-legge n. 5 del 2012, in materia di semplificazioni, da cui l’esigenza di una riflessione in vista del coordinamento tra una disciplina in dirittura d’arrivo e un’altra che parte ora.

Ricorda che l’articolo 2, in materia di servizi digitali al cittadino, interviene su tematiche già trattate sia nel Codice per l’Amministrazione digitale del 2005, rivisitato da ultimo nel 2010 sia nell’articolo 6 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e sviluppo, attualmente in corso di esame presso il Senato (A. S. 3194). Ricorda altresì che interviene sulla medesima materia anche il decreto del Presidente della Repubblica 2 marzo 2004, n. 117, che contiene il regolamento concernente la diffusione della carta nazionale dei servizi, e cioè il documento rilasciato su supporto informatico per consentire l’accesso per via telematica ai servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni. Ritiene pertanto necessario un esame attento delle disposizioni previste nella proposta, per ragioni di coordinamento con la citata legislazione vigente che va certamente aggiornata e portata a completa realizzazione, senza trascurare la più recente normativa sulla Cabina di regia per l’Agenda digitale.

In merito articolo 3, in materia di Sanità digitale, osserva che esso appare certamente condivisibile nelle sue finalità. Tuttavia, ritiene che esso dovrebbe essere aggiornato con riferimento alla normativa in vigore, dal momento che esistono disposizioni che già disciplinano il funzionamento del servizio telematico in ambito sanitario. La medesima tematica sarà inoltre affrontata anche nei temi compresi nell’agenda della Cabina di regia.

In merito all’articolo 4, recante un contributo in favore delle famiglie prive di connessione alla rete Internet, sottolinea che il contributo una tantum per le famiglie può non essere sufficientemente motivante per attivare una connessione ad Internet, sia sotto il profilo della congruità, sia perché non risolve il problema del costo mensile della connessione. Se di incentivi economici si deve parlare, a suo avviso, meglio sarebbe forse puntare su contributi da distribuire su di un arco temporale più esteso, oppure sempre di natura saltuaria, ma su prodotti e/o servizi acquisibili in una volta sola (ad esempio chiavette Internet), con lo scopo più di sensibilizzare che di accrescere direttamente la domanda di connettività.

Con riferimento all’articolo 5, recante misure di riduzione dell’imposta sul valore aggiunto, in sintonia con quanto rilevato dal Servizio Studi della Camera, ritiene che occorra valutare la compatibilità della proposta – come del resto sta facendo la Cabina di regia – con il quadro comunitario e, in particolare, con la Direttiva 2006/112/CE. Quest’ultima, infatti, esclude, salvo casi specifici, l’applicazione di aliquote ridotte ai servizi forniti per via elettronica, prevedendo deroghe al sistema comune dell’IVA solo con finalità antielusive, antievasione o di semplificazione, ma non per introdurre agevolazioni fiscali.

Riguardo all’articolo 6, recante agevolazioni in favore dei giovani imprenditori, osserva che in base a tale disposizione, le pubbliche amministrazioni devono riservare alle imprese di giovani imprenditori una quota non inferiore al 5 per cento della propria spesa in prodotti e servizi digitali. Al tempo stesso, si incentivano progetti presentati dalle piccole e medie imprese costituite da giovani imprenditori, finalizzati alla creazione e allo sviluppo di attività nel settore delle nuove tecnologie, tramite un credito d’imposta commisurato agli investimenti effettuati. Ritiene tale proposta interessante, ma, come sottolineato anche dal Servizio Studi della Camera, andrebbero valutati i riflessi della riserva di destinazione della spesa, per l’acquisto di prodotti e servizi digitali, disposta dal comma 5 dell’articolo in esame, sulla disciplina vigente relativa all’obbligo o alla facoltà di approvvigionamento della PA, tramite convenzioni quadro e accordi quadro CONSIP. Osserva, inoltre, che con riferimento allo sviluppo della Ricerca e dell’innovazione, sono previsti, nell’ambito della Cabina di regia, interventi a più ampio raggio, volti a promuovere la ricerca pubblica e privata in genere, e non solo quella con finalità più immediatamente applicative, come nell’articolo in esame. Quest’ultimo, infatti, appare più rivolto ad agevolare l’imprenditorialità giovanile, tramite l’innovazione, che non la ricerca vera e propria. Si tratta, comunque, di una disciplina che ritiene tutto sommato condivisibile, fermi restando i rilievi sopra effettuati circa i vincoli di acquisto della PA. Al riguardo, suggerisce, in alternativa, di estendere alle imprese private agevolazioni fiscali legate al fatto che esse si approvvigionino presso giovani imprenditori.

In merito all’articolo 7, recante incentivi volti alla diffusione di dispositivi POS per pagamenti con modalità informatiche, fa presente che all’interno del gruppo di lavoro e-Commerce della Cabina di regia sono allo studio proposte per incoraggiare l’utilizzo della moneta elettronica, che rappresenta l’obiettivo principale del presente articolo. Ricorda che quest’ultimo prevede agevolazioni fiscali per i titolari degli esercizi commerciali, assieme all’obbligo, per le PA, di assicurare dal 1o gennaio 2013 l’effettuazione dei pagamenti «ad esse a qualsiasi titolo dovuti nel territorio nazionale anche tramite dispositivi di POS abilitati a ricevere e ad autenticare pagamenti con modalità informatiche». Al riguardo, rileva che, come osserva anche il Servizio Studi della Camera, con riferimento ai pagamenti da e verso la PA, disposizioni di tenore analogo a quelle contenute nell’articolo in esame sono state recentemente previste dal decreto-legge n. 201 del 2011 e dal decreto-legge n. 5 del 2012.

Riguardo all’articolo 8, in materia di rottamazione e rinnovo delle dotazioni tecnologiche familiari, ricorda che in questo caso si prevede un contributo una tantum di 100 euro, per la rottamazione di un vecchio apparato con il contestuale acquisto di uno nuovo. La misura dovrebbe intervenire dove già esiste una predisposizione all’uso di tali apparecchiature – favorita anche dalla presenza di un minorenne nella famiglia – e, a suo avviso, appare dunque sproporzionata rispetto alla disposizione dell’articolo 4, che prevede un contributo di minore entità – pari a 50 euro – per una connessione a Internet, dove questa invece non è mai esistita. Inoltre, osserva che, come segnala il Servizio Studi della Camera, la formulazione della norma include nell’agevolazione i tablet di nuova generazione – senza peraltro precisare meglio cosa si intenda per nuova generazione – e sembra quindi escludere l’acquisto di computer portatili.

Con riferimento all’articolo 9, in materia di sviluppo delle infrastrutture, condivide la proposta contenuta al comma 1 che intende esonerare, dall’applicazione di alcune contribuzioni comunali e provinciali, l’occupazione del suolo e del sottosuolo con reti e con impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica e che trova già parziale riscontro nell’articolo 2 della legge n. 133 del 2008. Riguardo invece al comma 2 del medesimo articolo, che prevede che i comuni istituiscano il catasto delle infrastrutture civili esistenti, segnala che il nuovo Codice delle comunicazioni elettroniche, in fase di approvazione, prevede che sia il Ministero dello Sviluppo Economico a poter richiedere alle imprese di fornire le informazioni necessarie per elaborare un inventario dettagliato della natura, disponibilità e ubicazione geografica delle infrastrutture necessarie per la realizzazione di nuove reti di comunicazione elettronica, mettendolo a disposizione delle parti interessate.

Con riferimento all’articolo 10, in materia di adozione del software libero, ritiene che la problematica sia complessa e meriti approfondimenti, in particolare in relazione alla opportunità di adottare prioritariamente software libero per la PA, garantendo altresì i necessari livelli di sicurezza ed interoperabilità nelle applicazioni e nei servizi agli utenti, nonché di valutare i costi effettivi, compresa la manutenzione. A suo avviso, occorrerebbe una valutazione della norma alla stregua delle previsioni del Codice dell’amministrazione digitale, in merito al «riuso» del software. Quanto al riutilizzo dei dati (open data), invece, a suo avviso, meriterebbe di essere trattato l’aspetto del valore dei dati messi a disposizione dei privati per uso commerciale: laddove si preveda l’uso gratuito o di sola copertura di eventuali spese, si potrebbe valutare l’opportunità di considerare un possibile ritorno economico anche per la PA e lo Stato, derivante dall’uso commerciale di risorse – i dati raggruppati e catalogati – appartenenti alla collettività.

Riguardo all’articolo 11, in materia di programmi di alfabetizzazione informatica e di educazione ai nuovi media audiovisivi e radiofonici, ritiene che le finalità della norma siano sicuramente importanti. Ricorda, tuttavia, come il Servizio Studi della Camera faccia notare che, tra i risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi di istruzione, è già inserita la capacità di utilizzare le reti e gli strumenti informatici nelle attività di studio, ricerca e approfondimento disciplinare, prevedendo l’insegnamento dell’informatica o come materia autonoma ovvero nell’ambito dell’insegnamento della matematica, nel caso dei licei. Similmente, ricorda che alcune specifiche attinenti alle finalità della proposta sono già previste in capo alla RAI e ad AGCOM. Ritiene comunque di interesse la previsione di iniziative volte a favorire l’alfabetizzazione informatica dei cittadini a rischio di esclusione sociale, nonché dei pubblici dipendenti addetti ad attività e servizi che richiedono specifiche competenze informatiche, tra cui i dipendenti delle amministrazioni del Servizio sanitario nazionale e degli enti locali. Ricorda per l’occasione che, in ogni caso, l’obiettivo dell’alfabetizzazione informatica è anche tra gli scopi specifici della Cabina di regia.

Con riferimento all’articolo 12, recante la copertura finanziaria, ricorda che il Servizio Studi della Camera fa notare che, nella proposta di legge in esame, non vengono quantificati gli oneri finanziari derivanti dagli articoli 3, 5, 6, 7, 8, 9 e 11 per i quali, peraltro, non è prevista una specifica autorizzazione di spesa.

In conclusione, ritiene che la proposta di legge in oggetto abbia il pregio di porre l’attenzione su tematiche attuali, ma finora non sempre adeguatamente considerate. A tale scopo, ritiene altresì apprezzabile l’obiettivo che essa pone, prioritariamente, di un impegno legislativo a scadenza fissa, da parte dell’Esecutivo. Inoltre sottolinea come la citata proposta di legge contenga misure innovative, ma in generale sembra necessitare di una maggiore articolazione e al tempo stesso di un più stretto coordinamento e raccordo con la normativa già vigente o di prossima approvazione parlamentare.

Paolo GENTILONI SILVERI (PD) rileva come il sottosegretario Vari, nel corso del suo dettagliato intervento, abbia fatto numerosi riferimenti alla Cabina di regia. A questo riguardo, sottolinea che l’attività che sta svolgendo la Commissione in merito alla proposta di legge in oggetto possa fungere da prezioso supporto all’attività che la Cabina di regia dovrebbe svolgere proprio in queste settimane e che dovrebbe tradursi nell’adozione di iniziative normative entro la fine del mese di giugno.

Deborah BERGAMINI (PdL), relatore, nel ricordare preliminarmente che il Popolo delle Libertà presenterà a breve una proposta di legge analoga a quella in oggetto a prima firma del deputato Palmieri, sottolinea come sia da condividere pienamente la finalità della proposta di legge Gentiloni che è quella di considerare come una priorità nazionale l’attuazione della Agenda digitale. In questa prospettiva, esprime quindi il proprio apprezzamento per l’intervento del sottosegretario Vari che ha più volte richiamato la Cabina di regia e la necessità di un adeguato coordinamento normativo tra la proposta di legge in esame e le diverse iniziative legislative in corso di realizzazione. Ritiene quindi che l’attività della Commissione possa servire da utile stimolo anche per l’attività della Cabina di regia i cui componenti potrebbero essere auditi dalla Commissione stessa subito dopo l’abbinamento della citata proposta di legge a prima firma Palmieri.

Mario VALDUCCI, presidente, nessun altro chiedendo di intervenire, rinvia il seguito dell’esame ad altra seduta.

 

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