Definizioni e iniziative permanenti

Capo I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1. (Finalità).

1. La presente legge è finalizzata alla realizzazione dell’Agenda digitale nazionale, attraverso:

a) l’azione del Governo e del Parlamento;

b) il sostegno al venture capital dedicato alle startup innovative;

c) misure di semplificazione e incentivi fiscali per le imprese innovative;

d) norme per il superamento del divario culturale;

e) norme per lo sviluppo dell’inclusione digitale;

f) migliori servizi on line per i cittadini.

Art. 2. (Definizioni).

1. Ai fini della presente legge si applicano le seguenti definizioni:

a) «abilitatori startup»: soggetti, residenti o soggetti a tassazione in Italia, che promuovono o supportano le startup innovative, attraverso investimenti, l’incubazione, la fornitura di servizi specifici, la formazione, la consulenza strategica, contabile, legale, commerciale, il marketing, l’advisory, il coaching e altro; comprende persone fisiche o giuridiche quali incubatori, business angel, fondi comuni di investimento, gestori di fondi e e-investment company, scuole d’impresa, consulenti, servizi professionali, advisor, mentori, coacher;

b) «business angel»: persona fisica o giuridica che investe parte del proprio capitale in startup innovative durante la fase di early stage capital;

c) «capitale di espansione»: finanziamento concesso per la crescita e l’espansione di una società che può o no avere un pareggio di bilancio o produrre utili, allo scopo di aumentare la capacità produttiva, favorire lo sviluppo di un mercato o di un prodotto o fornire capitale circolante aggiuntivo;

d) «capitale di rischio»: finanziamento equity e quasi-equity a imprese nelle fasi di early stage capital e di capitale di espansione;

e) «cloud computing»: un insieme di tecnologie che permettono di memorizzare, archiviare o elaborare dati utilizzando risorse hardware e software direttamente distribuite e visualizzate in rete;

f) «early stage capital»: capitale per le fasi iniziali di un’impresa; comprende il micro-seed capital, il seed capital e lo startup capital;

g) «fondo di fondi»: investitore strutturato, la cui attività principale consiste nell’assunzione di quote di altri fondi o investment company nelle fasi di micro-seed capital, seed capital, startup capital e venture capital, affidando ai relativi gestori una dotazione finanziaria per la sottoscrizione di investimenti in startup;

h) «incubatore»: particolare abilitatore di startup dedito a favorire la fase di nascita di nuove startup innovative attraverso la selezione di idee, progetti e team di fondatori; fornisce loro formazione, supporto operativo, sede e attrezzature di lavoro; supporta i neo imprenditori nella fase di nascita della nuova società, affiancando loro mentori o consulenti specializzati. Può supportare lo sviluppo della startup favorendo la costituzione di relazioni industriali strategiche oppure segnalandole a investitori, investment company e fondi a esso collegati o no. Può investire direttamente nelle startup incubate;

i) «investment company»: società che esercitano nei confronti del pubblico l’attività di assunzione di partecipazioni in startup innovative tramite investimenti di micro-seed capital, seed capital, startup capital o venture capital e che operano in linea con standard internazionali, in osservanza della regolamentazione europea in materia o che hanno adottato il codice interno di comportamento promosso dalle associazioni di categoria di riferimento;

l) «micro-seed capital»: attività di investimento in capitale di rischio generalmente erogato nella fase di costituzione della startup innovativa o in cui sono elaborati i primi prototipi di prodotto o di servizio ovvero in fase di prima ideazione dell’iniziativa imprenditoriale, a supporto dell’incubazione, per fornire alla startup una dotazione di capitale minima atta a sostenere le spese iniziali fino alla realizzazione della prima versione del proprio prodotto o servizio. Il capitale può essere erogato da incubatori, da investment company, da business angel o da fondi di venture capital;

m) «open data»: tipologie di dati liberamente accessibili a tutti senza restrizioni;

n) «startup»: impresa ad alto potenziale di crescita, con meno di cinque anni di vita, caratterizzata da una forte propensione alla ricerca, allo sviluppo e alla disintermediazione di settori economici tradizionali, all’introduzione di nuovi modelli industriali, di business e commerciali o i cui piani di sviluppo vertano sull’introduzione di innovazioni di processo, di prodotto o di servizio, operanti in settori ad alti tassi di crescita, spesso caratterizzati nella fase iniziale da investimenti in conto capitale, come la tecnologia, i servizi digitali, le telecomunicazioni, il medicale, i nuovi materiali, l’automazione, l’energia e le fonti rinnovabili, la logistica avanzata e i servizi finanziari;

o) «venture capital»: attività di investimento in capitale di rischio realizzata da operatori professionali e finalizzata al finanziamento dell’avvio di progetti imprenditoriali ad elevato potenziale di crescita; comprende l’early stage capital e il capitale di espansione.

Capo II

INIZIATIVE PER RENDERE PERMANENTE L’AZIONE DI SUPPORTO DEL GOVERNO E DEL PARLAMENTO ALLA REALIZZAZIONE DELL’AGENDA DIGITALE NAZIONALE

Art. 3. (Piano annuale per l’Agenda digitale nazionale).

1. Entro il 30 giugno di ogni anno il Presidente del Consiglio dei ministri o un Ministro da lui delegato presenta al Parlamento il Piano annuale per l’Agenda digitale nazionale, di seguito denominato «Piano», recante le iniziative realizzate e programmate in materia. In particolare le iniziative devono riguardare i seguenti temi:

a) regole, incentivi e piani per la realizzazione di reti di comunicazioni fisse e mobili a banda larga;

b) digitalizzazione della pubblica amministrazione;

c) digitalizzazione dei rapporti dell’amministrazione regionale con le altre amministrazioni, con i cittadini e con le attività produttive;

d) riduzione del divario digitale;

e) sviluppo del commercio elettronico;

f) realizzazione delle politiche di inclusione digitale;

g) alfabetizzazione informatica.

2. Il Piano deve riportare anche le analoghe iniziative programmate o effettuate dalle amministrazioni regionali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e con la Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni.

3. Il Piano è redatto con la collaborazione dell’Agenzia per la diffusione delle teconologie per l’innovazione, che avrà mandato di attivare una consultazione on line sia nella fase di preparazione che di condivisione dei contenuti, impegnando la Presidenza del Consiglio dei ministri a darvi adeguata pubblicità nel proprio sito internet e nei media tradizionali.

Art. 4. (Consulta permanente per l’innovazione).

1. È istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri la Consulta permanente per l’innovazione, di seguito denominato «Consulta», organismo consultivo permanente per favorire la realizzazione dell’Agenda digitale nazionale.

2. La Consulta è composta da professionisti competenti in materia di innovazione tecnologia e da esponenti delle imprese private e delle università.

3. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti i criteri di partecipazione alla Consulta. La partecipazione è gratuita e senza oneri per lo Stato.

Art. 5. (Istituzione della Commissione parlamentare per innovazione digitale).

1. È istituita la Commissione parlamentare per l’innovazione digitale, di seguito denominata «Commissione». La Commissione ha il compito di:

a) approfondire informazioni, dati e documenti sui risultati delle attività svolte dalle pubbliche amministrazioni e dagli organismi coinvolti nell’attuazione dell’Agenda digitale nazionale;

b) promuovere iniziative per lo sviluppo dell’economia digitale, della cultura dell’innovazione, del mercato digitale delle opere dell’ingegno e del contrasto della pirateria e della contraffazione;

c) formulare osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull’eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente.

2. La Commissione è composta da quindici senatori e da quindici deputati nominati, rispettivamente, dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati su designazione dei gruppi parlamentari e in proporzione al numero dei componenti dei gruppi medesimi.

3. La Commissione elegge al suo interno il presidente, due vicepresidenti e due segretari, che costituiscono l’ufficio di presidenza.

4. La Commissione riferisce alle Camere, con cadenza annuale, sullo svolgimento e sui risultati della propria attività.

5. Gli oneri per il funzionamento della Commissione sono posti per metà a carico del bilancio interno del Senato della Repubblica e per metà a carico del bilancio interno della Camera dei deputati, senza oneri aggiuntivi per i bilanci medesimi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: