Archive for ‘Camera dei Deputati’

23 giugno 2016

Terrorismo, emendamento di Forza Italia fa traballare la maggioranza

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012Che le elezioni amministrative avessero un significato politico lo si è visto chiaramente oggi al Senato quando il Governo è stato messo in minoranza su un emendamento di Forza Italia. Renzi appare sempre più traballante: non solo non può più contare pienamente sui suoi alleati della ultima ora ma neppure su quelli della prima ora, come si evince dalle lotte interne al Pd dopo la sconfitta di Roma e Torino.

25 maggio 2016

Firenze, la città non merita simili disastri

Schermata 2016-05-25 alle 18.58.16La rottura notturna di una tubazione non può certo provocare una voragine di 200 metri nel centro di Firenze: un tale disastro non può essere altro che il frutto di anni di malagestione della condotta idrica, a partire quindi già dall’amministrazione Renzi.

Sto predisponendo un’interrogazione parlamentare per conoscere le cause esatte del danno, così come emergeranno dai rilievi dei tecnici, al fine di individuare al meglio le responsabilità di quanto accaduto. Intanto mi auguro che l’amministrazione comunale ripristini al più presto la condotta idrica e fognaria e predisponga un piano efficace e solerte per la ricostruzione del muro di sponda. I fiorentini non meritano questi disagi e Firenze non merita simili scenari di fronte agli occhi del mondo.

20 maggio 2016

Pd, Renzi e Governo la fanno da padroni nei TG

A guardare i dati del monitoraggio dell’Agcom sui tempi di parola nei Tg, ossia del tempo in cui il soggetto politico/istituzionale parla direttamente in voce, emerge chiaramente come il Pd, il presidente del Consiglio e il Governo facciano la parte del leone o, se si preferisce, del padrone.
Alcuni esempi: al TG2, mentre agli esponenti di Forza Italia è concesso un tempo di parola pari al 7,47 per cento, il Pd, Renzi e il Governo messi insieme ne hanno il 45,76 per cento. Altro esempio: nei Tg di Rainews lo spazio di parola di Forza Italia è del 3,59 per cento, mentre quello di Pd, Renzi e Governo del 39,12. Anche sulle Reti Mediaset, a smentire sonoramente coloro che sostengono che il presidente Berlusconi ne faccia un uso “pro domo sua”, Forza Italia ha uno spazio di circa un quarto rispetto a quello riservato al Pd, a Renzi e al Governo: 11,41 per cento contro il 39,92. Nei Tg de la7 la sproporzione è ancora più evidente: Forza Italia ha uno spazio di parola del 2,41 per cento mentre il Pd del 47,21 per cento a cui bisogna sommare lo spazio riservato al premier Renzi (7,99) e quello al Governo (7,11) per un totale del 62.31 per cento. Infine Skytg24, il cui Tg concede, è proprio il caso di dire “concede”, a Forza Italia uno spazio per parlare dello 0,68 per cento, mentre al Pd, al presidente del Consiglio e al Governo del 50,01 per cento.
I cittadini possono giudicare da soli se in Italia, alla luce di questi dati pubblicati sul sito dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ci sia libertà di informazione o se l’informazione sia monopolizzata da alcuni a discapito di altri.

11 maggio 2016

Unioni civili, porre fiducia è precedente preoccupante

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A Costituzione vigente Renzi si comporta già come se il Parlamento non esistesse ponendo la fiducia su materie, in passato la legge elettorale e oggi le unioni civili, dove invece non si dovrebbe mai porre. Sono precedenti preoccupanti che ci fanno ritenere come sia ancora più necessario votare no al referendum per impedire che vengano ridotti ancora di più gli spazi di libertà e di democrazia.

 

4 maggio 2016

Russia, Governo ponga veto contro sanzioni


Un’azione concreta del Governo sarebbe potuta essere quella di esercitare il sacrosanto diritto di veto del nostro Paese in sede di Consiglio europeo, non accontentandosi quindi di chiedere un generico dibattito sul tema ma imponendo una decisione che salvaguarda gli interessi nazionali economici e strategici del nostro Paese, cosa che non è stata fatta. Magari lo farà la prossima volta, ponendo il veto contro le sanzioni della Ue alla Federazione russa.

Quello che ci chiediamo è qual sia la posizione di Renzi, che non è chiara da quello che abbiamo ascoltato: è a favore o contro le sanzioni? Secondo il premier le sanzioni ci fanno un danno oppure no? Le sanzioni alla Russia costano al nostro Paese 411 mila euro all’ora, dunque mi chiedo se sia normale che il Governo italiano debba prendere decisioni sovraordinate in materia di argomenti strategici legati allo sviluppo della propria economia. Renzi sposta la soluzione del problema a dopo l’implementazione degli accordi di ‘Minsk 1’, ma siamo arrivati a ‘Minsk 2’ e arriveremo probabilmente a ‘Minsk 3’. Intanto il danno economico permane e l’assenza di dialogo con la Russia, nonostante i tavoli negoziali, permane ugualmente, tanto è vero che la delegazione russa non è più presente all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ed è una grave assenza. Altro che migliorare con la politica delle sanzioni le possibilità di risoluzione del conflitto con l’Ucraina: non c’è nessun miglioramento.

29 aprile 2016

Su meningite in Toscana Ministero Salute faccia campagna informativa contro allarmismo

Il Ministero della Salute predisponga e realizzi “una campagna informativa autorevole e chiarificatrice sulla vicenda della meningite in Toscana, attraverso i tradizionali media e sui social network, per rimediare al clima di allarme sanitario diffuso che rischia di ripercuotersi irrimediabilmente su tutte le economie territoriali coinvolte”. E’ ho quanto chiesto in un’interpellanza urgente oggi alla Camera.

La lettera circolare del Ministero, infatti, ha generato uno stato d’allarme sanitario infondato, sia per i cittadini toscani, sia per cittadini o turisti che avevano preventivato di recarsi in Toscana; le ripercussioni sulle economie territoriali sono però evidenti e già verificabili: numerose disdette per gite e vacanze in Toscana sono giunte agli operatori del settore, anche per il periodo di Pasqua, innescando un pericoloso effetto domino che rischia di avere pesanti ripercussioni sul turismo toscano.

Quindi ho invitato il Ministero, per il futuro, ad “assolvere ai suoi compiti informativi e di attenzione alla prevenzione senza creare allarme, evitando di ingigantire le reali dimensioni di un fenomeno che desta certo preoccupazione, ma che non è a livelli tali da definirsi emergenziale”. E, infine, ho domandato “quali iniziative di competenza intenda, infine, adottare il Ministro per dare ulteriore supporto all’azione della Regione Toscana al fine di ridurre il rischio di contagi da meningite da meningococco di tipo C“.

26 aprile 2016

Russia-Ucraina, l’Europa non può restare a guardare

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012C’è un conflitto ormai congelato, quello fra Ucraina e Russia, che chiede una urgente soluzione sia per non far aumentare il numero già molto consistente di vittime, 9 mila, sia per dare una patria a chi in questo momento non ce l’ha. La questione ucraina non può sparire dai radar delle priorità dell’Occidente e in particolare l’Europa non può relegarla ai confini del dibattito, solo perché non riesce a risolverla. Deve invece sforzarsi di giocare un ruolo importante, dimostrando di avere unità e leadership, che al momento purtroppo non si vedono, altrimenti c’è il rischio che quello che accade oggi in Ucraina possa accadere altrove domani. Inoltre, bisogna valorizzare quei luoghi importantissimi di dialogo e sintesi, come l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in assenza dei quali lo scontro inevitabilmente si polarizza. L’Europa deve lavorare affinché l’Ucraina ritrovi la pace e da quella pace sono convinta che possa uscire un’Europa migliore.

14 aprile 2016

Austria, Governo riferisca in Parlamento

Alla luce delle chiare affermazioni della ministra austriaca dell’Interno Johanna Mikl-Leitner, secondo la quale Renzi e Alfano ‘sanno benissimo qual e’ la situazione’, è sempre più urgente che il Governo venga in Parlamento a riferire su cosa intenda fare dinanzi alla ventilata chiusura delle frontiere da parte dell’Austria.

L’Italia è chiusa in una morsa: dalla Libia sono pronti a partire un milione di migranti verso le nostre coste mentre le nostre frontiere settentrionali sono sempre più presidiate dalla polizia degli Stati a noi confinanti che non vogliono far transitare i profughi che dall’Italia vorrebbero spostarsi verso il Nord Europa. Stiamo diventando prigionieri in casa nostra, costretti alla coabitazione forzata con migliaia e migliaia di immigrati senza lavoro, senza casa e senza nulla da perdere: è un pericolo immane per la tenuta sociale ed economica del nostro Paese. L’Italia non può diventare l’area di sosta a tempo indeterminato per chi fugge dalla disperazione della fame e della guerra.

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13 aprile 2016

Libia, situazione estremamente preoccupante

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La situazione illustrata dal generale Paolo Serra, consigliere militare dell’inviato speciale Onu in Libia, Martin Kobler, è estremamente preoccupante. In Libia, infatti, ci sono un milione di potenziali migranti e fra questi potrebbero esserci cellule dormienti di terroristi pronte ad agire.

Se riuscissero a partire  l’Italia non sarebbe assolutamente in grado di sostenere l’urto di un flusso così massiccio di immigrati, ancora una volta da sola, dato che la solidarietà europea è ben lungi dal manifestarsi e, anzi, l’Austria sta addirittura chiudendo i propri confini. L’incapacità del nostro governo sta chiudendo il paese in una morsa in cui non si riesce a difendere i confini a Sud né a far transitare gli immigrati che arrivano in Italia verso altri stati europei. L’arrivo di un flusso migratorio di queste dimensioni farebbe collassare in tempi brevissimi il nostro tessuto sociale perché i migranti, non avendo mezzi di sostentamento,  andrebbero per la maggior parte ad ingrossare le fila della criminalità. Questo scenario va scongiurato assolutamente e in fretta dato che l’approssimarsi dell’estate, e dunque di favorevoli condizioni meteo, farà aumentare di gran lunga gli sbarchi. Chiediamo al Governo cosa intenda fare per fronteggiare un fenomeno che non si può più definire emergenziale perché ormai l’immigrazione clandestina nel nostro Paese è diventata purtroppo strutturale e a pagarne le conseguenze sono i cittadini.

 

12 aprile 2016

Riforme, Costituzione piegata a interessi di parte

La Costituzione è stata piegata ad interessi di una sola parte mentre avrebbe necessitato di una condivisione fra tutte le forze politiche. Una riforma siffatta, che guarda più al Governo di oggi che non all’Italia di domani, che divide più che unire, è destinata a vita breve.

La maggioranza ha sprecato una occasione importante perché da parte delle opposizioni c’era la più ampia disponibilità al confronto per migliorare il testo, eppure, il dibattito è stato solo e tutto interno ai democratici, come se la Costituzione fosse lo statuto del Pd e non la Carta fondamentale di tutti i cittadini. Il premier, infine, ha voluto caricare la riforma di un ulteriore motivo di attrito, dipingendo il referendum confermativo come un giudizio, prendere o lasciare, sulla sua persona. Ebbene siamo certi che i cittadini con il voto referendario si libereranno simultaneamente sia del Governo della sinistra che della sua mal riuscita riforma costituzionale.

 

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