Archive for ‘Camera dei Deputati’

7 aprile 2016

Nel 2015 rimpatriati solo 149 detenuti stranieri su 17.500

Il 32% della popolazione carceraria in Italia si compone di stranieri. Si tratta di 17.500 detenuti che, oltre ad incidere fortemente sul sovraffollamento carcerario, sono anche a rischio radicalizzazione. E’ dimostrato, infatti, che proprio le carceri sono spesso terreno fertile per la diffusione di teorie fondamentaliste e finanche terroristiche.

Per questo ho chiesto al Ministro della Giustizia quanti detenuti stranieri fossero stati rimpatriati grazie alla Convenzione di Strasburgo – che prevede la possibilità che i detenuti scontino la pena nel proprio paese di origine e di cui l’Italia è firmataria – o anche in base ad altri specifici accordi bilaterali stipulati dal nostro Paese. Di fronte alla risposta del sottosegretario Migliore, per cui sono state rimpatriate soltanto 133 persone nel 2014 e 149 nel 2015, per lo più detenuti di origine rumena, ho annunciato la prossima presentazione di una mozione che impegni il governo a firmare accordi bilaterali sul rimpatrio dei carcerati con un maggior numero di paesi, in primis quelli da cui registriamo i più alti flussi di migrazione verso l’Europa. Ho anche chiesto un impegno ad accelerare in Parlamento la ratifica dell’accordo siglato con il Marocco, considerato il fatto che quella marocchina è la comunità straniera più numerosa nelle nostre carceri (16%), seguita da quella rumena (15%), albanese (14%) e tunisina (10%).

sbarre-carcere

5 aprile 2016

Sul caso Regeni informativa del Governo evanescente

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Ci si riempie la bocca della necessità di accertare la verità, di dare e restituire verità in primis ai familiari di Giulio Regeni e a tutti gli italiani, però poi il Governo non dice come. Abbiamo ascoltato una sommaria ricostruzione dell’accaduto, di cui eravamo già a conoscenza, ma il Governo non ha detto con chiarezza cosa intenda fare.

Ancora una volta registriamo un’impostazione complessiva della politica estera del Governo ondivaga e basata soltanto sulla tattica dove le declamazioni vanno da una parte e i fatti vanno dall’altra. Noi pensiamo che se l’Italia non torna ad essere un Paese credibile a livello internazionale, e dubito che questo Governo sia in grado di riportarcela, non soltanto non otterremo mai la verità su Giulio Regeni, ma i nostri cittadini, nel mondo e anche in patria, continueranno a correre crescenti pericoli.

Qui non si tratta di demonizzare un Paese straniero o un Governo straniero; qui si tratta di demonizzare gli accadimenti che hanno portato alla tortura e all’omicidio di Giulio Regeni e di accertare le responsabilità.

Abbiamo il dovere di imporre al Governo egiziano la ricerca della verità, proprio per evitare che i rapporti tra i nostri due Paesi, che sono essenziali nell’equilibrio di tutta l’area mediterranea, possano essere scalfiti o irreversibilmente incrinati. Occorre, infatti, cercare di far fronte comune con tutti i Paesi che combattono sul serio il terrorismo e il jihadismo. Per questo per noi il rapporto con l’Egitto è di vitale importanza, ma lo è anche per l’Egitto nei nostri confronti. L’Egitto costituisce, per l’Italia e per tutto l’Occidente, un Paese che è in prima linea ed è alleato nella lotta contro l’Isis, contro il terrorismo, contro l’integralismo fondamentalista, e quel Governo di quel Paese deve svolgere un’importante azione di equilibrio nel Medioriente e in tutta l’area mediterranea. Per questo l’Egitto sta pagando un prezzo estremamente elevato e i numerosissimi attentati di cui è stato esso stesso vittima ne sono una prova lampante.

 

5 aprile 2016

Salviamo Asia Bibi, condannata a morte per blasfemia

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Il Governo italiano si impegni a promuovere ogni iniziativa affinché il Governo pakistano revochi la condanna a morte nei confronti di Asia Bibi, garantendo il suo rientro in famiglia nel rispetto dei principali trattati internazionali in materia di diritti dell’uomo ratificati dal Pakistan.

Nella mozione presentata oggi con le colleghe Mara Carfagna e Elena Centemero chiediamo al nostro Governo di indurre quello pakistano ad abrogare le disposizioni contenute nel codice penale che prescrivono l’ergastolo obbligatorio o addirittura la pena di morte per presunti atti di blasfemia. Anche per le minoranze religiose il Governo del Pakistan deve garantire l’indipendenza dei tribunali e lo Stato di diritto, in linea con gli standard internazionali in materia di procedimenti giudiziari. Bisogna scongiurare, in Pakistan come in altri Paesi del mondo, ogni tipo di violenza nei confronti delle minoranze religiose, come ad esempio quella cristiana da anni bersaglio di una inaccettabile persecuzione. Occorre rafforzare la capacità dei Paesi a noi alleati e di quelli che sosteniamo attraverso la cooperazione internazionale a fornire adeguata protezione alle minoranze religiose e garantire il diritto di tutti ad esercitare e professare la propria fede in sicurezza e libertà.

1 dicembre 2015

Terrorismo, potenziare cybersicurezza nei trasporti

deborah bergamini tg1E’ dimostrato, da studi scientifici e da azioni di alcuni hacker, che è possibile insinuarsi nei computer di alcune automobili (più sono sofisticate, più alto è il rischio) e prendere il controllo dei veicoli, privando i conducenti della possibilità di scegliere quali azioni compiere. Questa è una prospettiva inquietante, soprattutto alla luce di un contesto caratterizzato dalla presenza di organizzazioni terroristiche che, come dimostrato, sono in grado di organizzarsi molto bene e di maneggiare con efficacia i sistemi informatici. E’ assolutamente necessario che il Governo si attivi per potenziare la cybersicurezza legata al settore dei veicoli e, più in generale, dei trasporti nel nostro Paese. Ho proposto anche che la Commissione Trasporti svolga una indagine conoscitiva in materia poiché i sistemi computerizzati sempre più complessi applicati ai veicoli moderni e ai sistemi di trasporto in generale, se da un lato ne hanno aumentato la sicurezza, dall’altro li hanno contemporaneamente resi vulnerabili ad attacchi informatici. Detti sistemi computerizzati, infatti, non sono solo interconnessi ma anche, sempre più spesso e in misura maggiore, collegati con dispositivi esterni al veicolo che potrebbero essere hackerati da terroristi allo scopo di causare incidenti e quindi stragi.  Alcuni paesi, in particolare gli USA, hanno già iniziato ad affrontare la questione con leggi ad hoc, prima ancora che per tutelare la sicurezza dei cittadini, per tutelarne la privacy. Anche l’Italia e l’Europa devono muoversi su questa strada.

 

Di seguito il testo della mia interrogazione parlamentare

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3 novembre 2015

Turismo: tassa soggiorno vada a favore anche di esercizi commerciali penalizzati dai cantieri stradali

tassa di soggiornoIl gettito dell’imposta di soggiorno, pagata dai turisti, dovrebbe poter essere destinato anche ad agevolazioni fiscali in favore di quegli esercizi commerciali che vengono penalizzati dai cantieri stradali posti in essere per la manutenzione dei beni culturali locali e per la costruzione di infrastrutture di trasporto pubblico locale.

I numerosi cantieri che ci sono nelle nostre città, che spesso durano anche anni penalizzano fortemente gli esercizi commerciali ivi adiacenti, che diventano meno visibili e talvolta quasi irraggiungibili da parte della clientela. Ritengo perciò doveroso che anche a loro vada in parte il gettito dell’imposta di soggiorno, dato che è indubbio che anche i turisti beneficiano di un migliore trasporto pubblico locale. Per questo ho presentato, ma per ora senza esito positivo, un mio emendamento al ddl in materia economico-sociale in discussione alla Camera. Lo ripresenterò alla legge di stabilità, confidando che anche la maggioranza vorrà sostenere questa proposta dettata dal buonsenso.

15 settembre 2015

Governo sta colpevolmente sottovalutando ingentissimi danni economici per l’Italia provocati dalle sanzioni alla Russia

Il Governo sta colpevolmente sottovalutando gli ingentissimi danni economici per l’Italia provocati dalle sanzioni imposte alla Federazione russa, e dalle conseguenti contro-sanzioni russe. Con tutto il rispetto per il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, ci sembra un segnale di scarsa attenzione al problema che alla nostra interpellanza per tutelare il settore agroalimentare, il più danneggiato da queste sanzioni, sia venuto a rispondere in Aula il sottosegretario ai Trasporti.
Chiediamo al Governo di adoperarsi concretamente in sede europea ed internazionale affinché le sanzioni contro la Federazione russa vengano ridiscusse e, al più presto, abolite prima che i loro effetti negativi sul mercato e sull’export italiano diventino permanenti e irreparabili. Le ricadute sono drammatiche per tutti i settori merceologici, a causa delle sanzioni europee anche al settore finanziario russo, che impediscono di fatto alle banche russe di poter operare e garantire i pagamenti dei compratori russi nei confronti dei fornitori italiani. Inoltre, le restrizioni economiche e commerciali imposte alla Russia stanno causando effetti negativi sui consumi in Italia da parte dei turisti provenienti dalla Federazione. Insomma, è tempo per il Governo di agire con immediatezza anche perché, fra i danni collaterali delle sanzioni, lo stop alle importazioni di prodotti agroalimentari italiani ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti ‘Italian Sounding’, ovvero di falso made in Italy che non solo danneggia la nostra economia ma anche la nostra immagine.

8 settembre 2015

Lotta all’Isis: governo prenda una posizione chiara

Deborah BergaminiDavanti alle iniziative annunciate dai governi di Francia e Gran Bretagna nella lotta contro l’Isis, il Governo italiano non può esimersi dal prendere una posizione chiara e netta e venirla a spiegare in Parlamento. Al momento l’atteggiamento del Governo è incomprensibile.

Il premier Renzi ha affermato che non è d’accordo con i raid aerei che Francia e Gran Bretagna stanno predisponendo contro l’Isis e che l’Italia quindi non vi parteciperà. Al contempo, però, il Governo italiano non farà nulla per dissuadere Francia e Gran Bretagna e impedire che questi raid avvengano. E’ come dire che siamo d’accordo a fare la guerra all’Isis, purchè siano gli altri Paesi, e non il nostro, a farla. Credo che ciò costituisca un ulteriore declassamento del nostro Paese e delle nostre Forze Armate sullo scacchiere politico internazionale. 

4 settembre 2015

Migranti, lettera Hollande-Merkel: sono altri decidere per noi, governo assente

deborah bergamini hotel ergife forza italiaConstatiamo con amarezza che quando in Europa si prendono decisioni importanti, che per di più riguardano direttamente il nostro Paese, il governo italiano è assente.
La lettera del presidente francese e della cancelliera tedesca è una iniziativa che doveva vederci coinvolti, invece sono altri a decidere per noi sollecitando la creazione di hotspot in Italia. Siamo molto lontani dall’essere la “maglia rosa” in Europa e non possiamo non rilevare con dispiacere che l’Italia sta diventando sempre più irrilevante sullo scacchiere internazionale.
2 settembre 2015

Finalmente governo si è accorto che è errore isolare Russia. Ora cambi passo

Deborah BergaminiIeri il Ministro Pinotti ha definito “incomprensibile” l’escalation con la Russia. Meglio tardi che mai. Il governo pare essersi reso finalmente conto che isolare la Russia è strategicamente miope non solo per gli effetti – gravissimi – che ha sul nostro export, ma anche da un punto di vista geopolitico globale. Da sempre ripetiamo che Mosca deve essere un alleato, non un nemico dell’Occidente, un alleato ineludibile se vogliamo – come dobbiamo – fronteggiare l’avanzata del terrorismo islamico e dell’Isis, stabilizzare il medio oriente e gestire i flussi migratori impazziti.La scelta del governo Renzi di adeguarsi alla linea politica – e alle esigenze – di altri paesi ha portato solo frutti negativi per noi e, come riconosce la stessa Pinotti, nessuna “solidarietà” di ritorno sul tema dell’immigrazione. Speriamo che dopo la presa d’atto – seppur tardiva – arrivi un netto cambio di passo e strategia.

28 luglio 2015

Spose bambine: contro fenomeno drammatico bene impegno comune Parlamento

Su temi come il drammatico fenomeno dei matrimoni precoci e forzati, vera e propria emergenza nei Paesi in via di sviluppo, è giusto e doveroso che le istituzioni si esprimano con una sola voce. La tutela dei diritti umani, la tutela delle donne e delle bambine al fine di garantire un’eguaglianza di genere che non sia solo formale ma anche sostanziale, non hanno colore politico. Per questo, esprimo il voto convintamente favorevole di Forza Italia alla mozione in discussione”. Lo ha detto, intervenendo in Aula alla Camera, la deputata e responsabile comunicazione di Forza Italia, Deborah Bergamini.“I matrimoni forzati sono una violazione dei diritti umani dei minori e i numeri sono impressionanti: secondo il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, tra il 2011 e il 2020 più di 140 milioni di ragazze diventeranno spose bambine. E non dobbiamo pensare che questo dramma riguardi soltanto Paesi molto lontani da noi, per forza economica e per cultura. I fenomeni migratori fanno registrare anche sul nostro territorio casi di ragazze, nate nel nostro Paese, costrette a sposarsi nello Stato di origine prima di aver raggiunto la maggiore età o comunque costrette a sposarsi con un partner scelto e imposto dalla famiglia o dalla comunità, non certo scelto liberamente“, ha concluso. 

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