Archive for ‘Centro Nord-Sud’

21 maggio 2013

Nessuna società è civile se le donne non godono di pieni diritti

Nessuna società può dirsi ‘civile’, per quanto – magari – ricca e prospera, se le donne che ne fanno parte non godono di pieni diritti. Il riconoscimento e la realizzazione di una vera eguaglianza di genere è essenziale per garantire la democrazia e l’inclusione sociale, per questo è necessario impegnarsi nella difesa e nella promozione dei diritti delle donne. Si tratta di una battaglia quotidiana che non possiamo mai considerare conclusa perché, come dimostrano anche le nostre società occidentali in piena crisi economica e spirituale, ci possono sempre essere arretramenti e peggioramenti delle condizioni di vita delle donne, dei diritti di cui godono e della loro reale fruibilità.

Deborah Bergamini premio nord sud lisbona

Lo ha dichiarato Deborah Bergamini, deputato Pdl e Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa durante la cerimonia di consegna del Premio Nord-Sud alla pakistana Asma Jahangir, avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, e all’italiana Monika Hauser, ginecologa, fondatrice di ‘Medica mondiale’, una Ong che assiste le donne e le bambine vittime di violenza sessuale.

La cerimonia ha avuto luogo nel Parlamento portoghese, a Lisbona, dove Bergamini ha anche ricordato che il Parlamento italiano ha incardinato l’iter legislativo che porterà “in breve tempo l’Italia ad essere il quinto paese, dopo il Portogallo, ad aver ratificato la Convenzione di Istanbul” contro la violenza sulle donne.

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27 febbraio 2013

Mi dispiace molto la morte di Stéphane Hessel. La sua voce, a volte anche scomoda, ci mancherà

Deborah Bergamini Stephane Hessel Vera Duarte Centro Nord Sud

Mi dispiace molto la morte, avvenuta stanotte, di Stephane Hessel. Ho avuto l’onore di incontrarlo e di conoscere la sua estrema semplicità, che ne sottolineava ancor più la levatura etica e morale. Due volte prigioniero dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale, fuggì e lottò per un’Europa libera dal nazismo. Ambasciatore, ha speso la propria vita al servizio dei diritti umani e della solidarietà tra nord e sud del mondo, motivo per cui gli è stato insignito, nel 2004, il Premio Nord-Sud del Consiglio d’Europa. Scrittore e attento osservatore della realtà, voleva un’Europa solidale e federale, e negli ultimi anni ci aveva giustamente messi in guardia rispetto allo strapotere della finanza internazionale. La sua voce, a volte anche scomoda, ci mancherà molto“.

Lo dichiara in una nota Deborah Bergamini, deputato Pdl e Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa.

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7 febbraio 2013

Tunisia, società tutta sia ferma nella condanna della violenza

deborah bergamini 10In queste ore seguo con apprensione gli avvenimenti in Tunisia e mi auguro che il paese, con tutte le sue forze vive, riesca a rimanere unito e proseguire il suo cammino di transizione democratica. Sappiamo, purtroppo anche per esperienza diretta, che il ricorso a metodi terroristi da parte di gruppi estremisti si combatte soltanto se la società, tutta, è unita nella condanna della violenza a prescindere da verso chi questa è orientata. Del resto è proprio dei processi democratici la parlamentarizzazione del conflitto, ovvero il far sì che questo si svolga e si risolva all’interno delle istituzioni deputate, utilizzando i mezzi propri delle democrazie e non quelli della barbarie.

Sono fiduciosa che la Tunisia, che spesso nel mondo musulmano ha assunto posizioni di avanguardia, forte di una società civile attiva e partecipe, riuscirà a superare questo momento drammatico e a non deragliare dai binari di una convivenza pacifica e democratica. Credo che le istituzioni internazionali, ed i paesi amici come l’Italia, debbano fornirle tutto il supporto possibile a proseguire su questo cammino che è anche un simbolo di speranza per tutta l’aerea del Mediterraneo“.

Così in una nota Deborah Bergamini, presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa e membro del gruppo strategico del Ppe sulla politica estera.

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5 novembre 2012

Lo spread che conta è quello dei diritti umani

C’è uno spread più importante di quello fra titoli di stato italiani, spagnoli o greci e tedeschi, ed è quello tra i diritti umani concepiti sulla carta e quelli effettivamente fruibili dai cittadini. Ed è questo lo spread che gli stati sovrani e le istituzioni internazionali, a partire dal Consiglio d’Europa, devono sbrigarsi a colmare.

E’ questo il messaggio principale emerso dai lavori della II Conferenza dedicata alle donne agenti del cambiamento nel Mediterraneo che si è aperta oggi ad Istanbul. La prima si era tenuta a Roma un anno fa. Ad organizzarla, oggi come allora, il Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa, presieduto dall’On. Deborah Bergamini (Pdl), che all’apertura della conferenza ha sottolineato come “le donne si trovino a fronteggiare problemi simili in tutti i paesi del bacino mediterraneo, per questo abbiamo deciso di lasciare spazio, durante i lavori, alle loro storie“.

Le storie di vita, le esperienze, il racconto delle difficoltà e di come sono state superate sono il patrimonio che abbiamo deciso di condividere in questi due giorni, per trarre spunto e sostegno l’una dall’altra e rafforzare la costruzione di una rete attiva che consenta di fare pressione affinché le pari opportunità siano sempre in cima alle agende politiche dei governi. La partecipazione delle donne alla vita socio-economica e politica di un paese dipende, oltre che dalla loro scelta di impegnarsi, dalle possibilità – reali – che la società riconosce loro, a partire dalla libertà di circolazione e movimento, passando per l’incolumità fisica, fino al diritto di autodeterminare le proprie scelte in tutti gli ambiti della vita“.

Alla conferenza, organizzata in collaborazione con il parlamento turco, partecipano esponenti politiche, attiviste di diritti umani, imprenditrici e diplomatiche provenienti da tutti i paesi del bacino mediterraneo. Obiettivo dell’incontro e’ quello di dare continuità al processo euromediterraneo per l'”empowerment” femminile lanciato lo scorso anno a Roma ed individuare ed analizzare gli strumenti per rafforzare la partecipazione delle donne ai grandi cambiamenti sociali in atto nel Mediterraneo.

Di seguito il mio intervento di apertura dei lavori:

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2 ottobre 2012

Consiglio d’Europa, nasce l’università del Mediterraneo

Strasburgo, 2 ottobre – Nasce l’Università della Gioventù del Mediterraneo. Il progetto è del Centro Nord Sud, istituzione del Consiglio d’Europa che cura i rapporti tra Strasburgo e i paesi che si affacciano sul Mediterraneo, di cui è presidente l’On. Deborah Bergamini. La data prevista per l’inaugurazione è l’autunno del prossimo anno. L’indirizzo di studio sarà su argomenti relativi ai diritti umani e alla democrazia, ma in particolare sui temi dell’integrazione e dell’occupazione dei giovani.

Se ne è avuta notizia durante il dibattito sul lavoro che il Centro Nord Sud sta svolgendo nei paesi della Primavera araba. Dato il ruolo determinante che l’istituzione ha avuto nella transizione democratica dei paesi del bacino del Mediterraneo, a sostenere le iniziative sono ora tre Commissioni parlamentari del Consiglio d’Europa: Affari Sociali, Politica e Cultura.

Oltre che dal Consiglio d’Europa – dice Deborah Bergaminiil progetto è sostenuto dalla Lega dei Paesi arabi e dal Forum europeo dei Giovani. Faremo un test pilota in dicembre a Tunisi. Come per l’Università di Mollina, in Spagna, che esiste da 13 anni, si tratta di corsi di due settimane l’anno. Ovviamente non è un corso di laurea: viene rilasciato in attestato di frequenza“.

Gabriella Battaini Dragoni, Vice Segretaria Generale del Consiglio d’Europa da appena un mese, ha sollecitato Presidente e Direttore esecutivo del Centro Nord Sud a incrementare il dialogo tra i paesi arabi e Strasburgo per diffondere il concetto e le regole della democrazia cui quei popoli anelano.

L’On. Bergamini ha ricordato come il website, avviato l’anno scorso subito dopo le sommosse che hanno cambiato l’assetto di alcuni paesi in Medio Oriente, abbia costituito un provvidenziale luogo di incontro e dialogo per il sostegno delle donne e dei loro problemi.

«La politica del Centro Nord Sud – ha detto la parlamentare italiana – sarà sempre più dedicata ai problemidei giovani, oltre che, naturalmente, delle donne. E’ essenziale aiutare una nuova classe dirigente a formarsi ed emergere».

Il prossimo impegno importante sarà la 2ª Conferenza per il sostegno della donna nei Paesi arabi, a Istanbul,dal 3 al 6 novembre 2012, che completerà le premesse della Conferenza di Roma dello scorso anno, che ha visto affluire alla Camera dei Deputati delegazioni di tanti paesi musulmani.

25 settembre 2012

Tunisia, bene marcia indietro su complementarietà donna ad uomo ma continuiamo a vigilare

Bergamini (Pdl): Tunisia, bene marcia indietro su complementarietà donna ad uomo ma continuiamo a vigilare

Apprendo con soddisfazione che la Commissione di coordinamento e redazione dell’Assemblea costituente tunisina ieri ha proposto di integrare l’uguaglianza uomo-donna nella nuova Costituzione, a differenza di quanto prevedeva una prima versione dell’articolato che, scritta rispondendo a spinte fortemente conservatrici, parlava di complementarietà della donna all’uomo”.

Così l’On. Deborah Bergamini, Pdl, Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa, che continua: “si tratta di una prima vittoria importante per le donne tunisine, che ancora una volta erano scese in strada battendosi per i propri diritti anche a rischio della propria sicurezza ed integrità,e per tutti coloro, come il Consiglio d’Europa, che le hanno sostenute”.

Adesso, però, non dobbiamo abbassare l’attenzione perché il testo definitivo non è ancora stato approvato ed anche perché, mi risulta, il nuovo articolo 28 prevede l’”eguaglianza di opportunità in funzione della competenza”, espressione che può prestarsi ad interpretazioni riduttive.”

E’ da sottolineare positivamente, poi, come lo stesso articolo stabilisca anche la penalizzazione della violenza contro le donne” ha concluso l’Onorevole azzurra.
Qui e qui i miei comunicati precedenti.

Qua un articolo di Famiglia Cristiana.

Qua le conclusioni della Conferenza sulle Donne come agenti di cambiamento nel Mediterraneo.

21 agosto 2012

Tunisia e non solo: l’emancipazione femminile non va data per scontatata

Da Famiglia Cristiana:

La gioranlista tunisina Sondes ben Khalifa mostra fiera il dito sporco di inchiostro nero, simbolo della sua partecipazione alle prime elezioni post-rivoluzionarie in Tunisia. A Montecitorio, durante la conferenza organizzata dall’On. Bergamini

Tunisia, l’autunno delle donne

La nuova Costituzione stabilisce che la donna è complementare all’uomo. “Dopo la primavera araba”, commenta l’onorevole Deborah Bergamini, la condizione femminile è regredita”.

18/08/2012

Cosa resta della primavera araba in Tunisia? Il primo Paese che, a dicembre del 2010, ha innescato il grande processo rivoluzionario, ora sembra tornare indietro, almeno per quanto riguarda il mondo femminile: l’articolo 27 del progetto della nuova Costituzione, approvato dalla Commissione per i diritti e le libertà, stabilisce che la donna è complementare all’uomo, quindi non uguale, non portatrice dei medesimi diritti. Un evidente e allarmante passo indietro rispetto alla Costituzione del 1956, che conferiva alla popolazione femminile gli stessi diritti e la stessa dignità di quella maschile.

Alla situazione in Tunisia guarda con particolare preoccupazione il Consiglio d’Europa di Starsburgo, e in particolare il Centro Nord Sud, ente nato in seno al Consiglio d’Europa che si occupa del dialogo interculturale con i Paesi arabi del Mediterraneo e presieduto da Deborah Bergamini, deputata del Pdl e dal 2008 membro della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. «Negli ultimi anni, già prima dello scoppio della primavera araba», spiega la Bergamini, «abbiamo dedicato gran parte del nostro lavoro alle politiche giovanili e femminili, consapevoli che proprio lì, tra le donne e i giovani, risiedono le forze di rinnovamento più importanti della società».

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17 agosto 2012

Nuova costituzione a Tunisi: la donna è complementare all’uomo. Protesta parlamentare

Nuova costituzione a Tunisi: la donna è complementare all’uomo. Protesta parlamentare

«LA DEMOCRAZIA PARTE MALE, FALLIMENTO DELLA PRIMAVERA ARABA»

Strasburgo, 17 agosto – «Una costituzione che consideri la donna complementare all’uomo, quindi non con gli stessi diritti, non è democratica», lo sostiene la socialista belga di origine tunisina Fatiha Saïdi, relatrice dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa proprio per il tema. L’uguaglianza tra uomo e donna è condizione indispensabile per il successo della primavera araba.

«Abbiamo fatto un passo indietro rispetto alla vecchia Costituzione del 1956 che conferiva alla donna gli stessi diritti e la medesima dignità dell’uomo. E’ anche un segnale negativo che si trasmette alla società tunisina e agli altri paesi della regione», si legge nella dichiarazione rilasciata oggi a Strasburgo dalla parlamentare che denuncia la grave anomalia dell’art 27 del progetto di Costituzione, approvato dalla Commissione per i diritti e le libertà.

«E’ il fallimento della sommossa popolare che anelava giustizia e libertà e che soprattutto le donne hanno realizzato, anche col martirio», sostiene l’On. Deborah Bergamini, leader delle Conferenze europee sul contributo della donna nella primavera araba (la prossima si terrà a Istanbul nel mese di novembre). «Così la Tunisia manifesta la volontà di rinunciare non solo alla democrazia, ma anche alle antiche tradizioni di considerazione nel ruolo della donna che persino la dittatura rispettava».

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6 agosto 2012

Tunisia: le donne sono uguali, non complementari all’uomo. Lo hanno dimostrato durante la Primavera Araba

Nella nuova costituzione tunisina la donna non è uguale all’uomo, ma complementare

L’ON. BERGAMINI: «NELLA PRIMAVERA ARABA HANNO CORSO UGUALI RISCHI»

Roma, 6 agosto – «Durante la primavera araba le donne non erano “complementari” agli uomini, come adesso la Costituzione tunisina si appresta a definire, ma uguali in tutto e per tutto: nell’iniziativa, nei rischi e persino nel martirio. Il legislatore, quindi, ripensi al ruolo che la donna ha avuto durante i moti che hanno abbattuto la dittatura e le conferisca la dignità che merita».

Ha reagito così l’On. Deborah Bergamini, parlamentare del Pdl e Presidente del Centro Nord Sud del Consiglio d’Europa, alla notizia che l’Assemblea costituente intende privare la donna in Tunisia dell’uguaglianza per degradarla al ruolo di complementarietà con l’uomo nella formazione della famiglia.

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6 luglio 2012

Premio Voix des femmes, mi onora e mi rende felice veder riconosciuto il mio impegno

 E’ in omaggio al suo percorso professionale, esempio per altre donne, ed al suo impegno per il dialogo tra le due rive del Mediterraneo che questa sera a Tetouan, in Marocco, sarà premiata l’Onorevole Deborah Bergamini, Presidente del Centro Nord-Sud del Consiglio d’Europa, in apertura del Festival Voix des Femmes, con un riconoscimento omonimo.

Saranno laureate insieme a lei Lalla Keltoum Alaoui, Presidente di UNIFEM, Amina Bouayach, vice-presidente della Federazione internazionale dei Diritti Umani, Naima Bouhati, Presidente dell’associazione SANAD e l’ambasciatrice Halima Ouarzazi, mentre un premio specifico sarà consegnato anche ad alcune organizzazioni per il loro impegno sul terreno al fianco delle donne marocchine.

Giunto alla sua quinta edizione, il Festival Voix des Femmes prende il nome dell’associazione che lo organizza e si propone di fare della cultura e dell’espressività femminile uno strumento di sviluppo sostenibile ed un canale per il dialogo tra i popoli. Per due giorni la città di Tetouan, la cui Medina è patrimonio dell’UNESCO, sarà animata da concerti di gruppi locali ed europei, mostre, esposizioni e dibattiti. Fulcro della manifestazione sarà la conferenza dedicata a “l’approccio di genere per lo sviluppo delle donne nel Mediterraneo” durante la quale interverrà anche l’Onorevole Bergamini, in una sessione dedicata a “lo spazio delle donne nei media e nella vita culturale”.

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