Archive for ‘Consiglio d’Europa’

4 maggio 2016

Russia, Governo ponga veto contro sanzioni


Un’azione concreta del Governo sarebbe potuta essere quella di esercitare il sacrosanto diritto di veto del nostro Paese in sede di Consiglio europeo, non accontentandosi quindi di chiedere un generico dibattito sul tema ma imponendo una decisione che salvaguarda gli interessi nazionali economici e strategici del nostro Paese, cosa che non è stata fatta. Magari lo farà la prossima volta, ponendo il veto contro le sanzioni della Ue alla Federazione russa.

Quello che ci chiediamo è qual sia la posizione di Renzi, che non è chiara da quello che abbiamo ascoltato: è a favore o contro le sanzioni? Secondo il premier le sanzioni ci fanno un danno oppure no? Le sanzioni alla Russia costano al nostro Paese 411 mila euro all’ora, dunque mi chiedo se sia normale che il Governo italiano debba prendere decisioni sovraordinate in materia di argomenti strategici legati allo sviluppo della propria economia. Renzi sposta la soluzione del problema a dopo l’implementazione degli accordi di ‘Minsk 1’, ma siamo arrivati a ‘Minsk 2’ e arriveremo probabilmente a ‘Minsk 3’. Intanto il danno economico permane e l’assenza di dialogo con la Russia, nonostante i tavoli negoziali, permane ugualmente, tanto è vero che la delegazione russa non è più presente all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ed è una grave assenza. Altro che migliorare con la politica delle sanzioni le possibilità di risoluzione del conflitto con l’Ucraina: non c’è nessun miglioramento.

26 aprile 2016

Russia-Ucraina, l’Europa non può restare a guardare

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012C’è un conflitto ormai congelato, quello fra Ucraina e Russia, che chiede una urgente soluzione sia per non far aumentare il numero già molto consistente di vittime, 9 mila, sia per dare una patria a chi in questo momento non ce l’ha. La questione ucraina non può sparire dai radar delle priorità dell’Occidente e in particolare l’Europa non può relegarla ai confini del dibattito, solo perché non riesce a risolverla. Deve invece sforzarsi di giocare un ruolo importante, dimostrando di avere unità e leadership, che al momento purtroppo non si vedono, altrimenti c’è il rischio che quello che accade oggi in Ucraina possa accadere altrove domani. Inoltre, bisogna valorizzare quei luoghi importantissimi di dialogo e sintesi, come l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in assenza dei quali lo scontro inevitabilmente si polarizza. L’Europa deve lavorare affinché l’Ucraina ritrovi la pace e da quella pace sono convinta che possa uscire un’Europa migliore.

25 marzo 2016

Regeni, governo deve pretendere la verità

deborah bergaminiIl Governo deve pretendere la verità dalle autorità egiziane che ancora una volta forniscono ricostruzioni poco credibili sulla morte di Giulio Regeni e non offrono la dovuta collaborazione agli investigatori ed inquirenti italiani impegnati nell’inchiesta. Nel percorso che sta compiendo l’Egitto dal vecchio al nuovo regime ci sono ancora troppe ombre che, se non verranno chiarite, rischiano di compromettere il futuro stesso del Paese. Il Consiglio d’Europa mi ha recentemente affidato il dossier sulla transizione democratica in Egitto che, stando ai fatti, appare purtroppo ancora molto lontana. Questo ci rammarica perchè è interesse di tutti, per la sicurezza e la stabilità dell’area mediterranea e mediorientale, che l’Egitto rafforzi la sua democrazia e noi intendiamo assolutamente aiutarlo in questo processo. Chiediamo al contempo, però, alle autorità egiziane segni tangibili di buona volontà, a cominciare proprio dall’impegno ad accertare la verità sul brutale assassinio del nostro connazionale.

8 marzo 2016

Egitto, a Bergamini dossier Ue su transizione democratica

IMG_0317(ANSA) – ROMA, 8 MAR – La Commissione Affari politici del Consiglio d’Europa, riunitasi oggi a Parigi, ha affidato alla deputata di Forza Italia Deborah Bergamini, vicepresidente del Ppe all’interno dell’Assemblea parlamentare, il dossier sulla transizione democratica in Egitto. “Sono felice e onorata che i colleghi parlamentari del Consiglio d’Europa, anche di schieramenti politici diversi dal mio, mi abbiano affidato il compito di relatrice di questo spinoso dossier”. “L’Egitto, come dimostra anche la terribile vicenda dell’uccisione del nostro connazionale Giulio Regeni – sostiene Bergamini – sta attraversando una complessa transizione dal vecchio al nuovo regime, piena di insidie che possono metterne a repentaglio il futuro. Se abbiamo a cuore la sicurezza e la stabilità dell’area mediterranea e mediorientale è nostro compito offrire tutto il supporto possibile affinché si compia una transizione democratica”.(ANSA).

27 gennaio 2016

Migranti, situazione non più sostenibile

7164619158_df527c2bbd_nLa situazione non è sostenibile. I nostri sistemi di welfare, di sicurezza e di accoglienza non possono reggere di fronte ai numeri del flusso migratorio. Allo stesso modo non è possibile fronteggiare un fenomeno così vasto e organizzato agendo in ordine sparso, ma occorrono misure coordinate ed efficaci a livello europeo. Il piano di ricollocamenti sbandierato dal Governo come un grande risultato per l’Italia non ha fatto in tempo a partire che già si è rivelato un fallimento totale. Infatti, come lo stesso Governo ha dovuto ammettere, il bilancio dei primi quattro mesi è magrissimo: sono partiti dal nostro Paese soltanto in 300 a fronte dei 40mila migranti in due anni previsti dal piano europeo. E’ l’ennesimo flop del Governo degli annunci e delle promesse mancate.

21 gennaio 2016

Consiglio d’Europa, preoccupa assenza Russia

IMG_0317La mancata partecipazione per quest’anno della delegazione russa al Consiglio d’Europa, precedentemente privata del diritto di voto e di rappresentanza nel comitato di presidenza, è fonte di preoccupazione e rischia di indebolire una Istituzione internazionale che fin dalla sua nascita, oltre sessant’anni fa, ha contribuito a rafforzare la democrazia, la pace e la tutela dei diritti nel continente europeo. E’ interesse di tutti che termini quanto prima quel pericoloso clima di diffidenza che si è creato fra l’Europa e la Federazione russa, nostro alleato irrinunciabile nella lotta al terrorismo internazionale di matrice fondamentalista. I Paesi civili non possono permettersi il lusso di non dialogare nelle sedi preposte, particolarmente in una fase storica che richiede la massima disponibilità al confronto per sconfiggere le numerose e gravissime minacce alla stabilità e alla democrazia in Europa.  Auspico al più presto un rientro della delegazione russa all’interno dell’assemblea parlamentare a Strasburgo.

4 marzo 2015

Immigrazione: Triton serve solo a Ue per lavarsi la coscienza

immigrazioneUn’altra tragedia nel canale di Sicilia e un altro sacrificio di vite sull’altare dell’inefficienza europea. I dati dei primi due mesi del 2015 indicano sbarchi fuori controllo, con addirittura un + 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono i numeri di un fallimento: quello della strategia europea di contrasto all’immigrazione e quello del governo italiano, che continua ad assistere inerte ad una situazione che è ormai sfuggita alle nostre capacità di gestione.

L’operazione Triton è, sempre più chiaramente, il modo con cui gli Stati membri hanno cercato di mascherare il loro egoismo, per non dire menefreghismo, rispetto all’emergenza che vive l’Italia. Bocciata dal Consiglio d’Europa, insufficiente per stessa ammissione delle istituzioni comunitarie, Triton è lì perché qualcosa si doveva pur fare. E poco importa se funziona o meno. Anche oggi, dopo l’ennesima tragedia, è ripartita la giostra di buoni propositi dell’Ue: ci vengono ripetuti i limiti di Triton e Frontex, ci viene spiegato cosa bisogna fare per superarli e quanto sia grave il problema immigrazione. Tutte cose che già sappiamo, il problema sono i fatti e certo non può bastare la decisione di anticipare di due mesi, da metà luglio a metà maggio, la discussione dell’Agenda europea delle migrazioni.

Lunedì scorso a Bruxelles ho chiesto al bureau del PPE di rafforzare la propria iniziativa politica per far sì che l’emergenza immigrazione divenga davvero priorità del governo europeo ed esca così dalla pantomima delle buone intenzioni. Ma è necessario che anche il governo si imponga. Il problema è che al governo non c’è Berlusconi.

11 febbraio 2015

Consiglio d’Europa boccia Triton. Quante altre tragedie ci vogliono perché l’Ue si muova?

Quante altre bocciature alle politiche per l’immigrazione dell’Ue ci dovranno essere, e a quante altre tragedie del mare dovremo assistere prima che l’Europa decida di muoversi?“. Così, in una nota, la responsabile comunicazione di Forza Italia e vicepresidente del gruppo Ppe al Consiglio d’Europa, Deborah Bergamini, commenta le dichiarazioni del Commissario dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks, su Triton. deborah bergamini tg1

L’ultimo dramma nel Canale di Sicilia – prosegue la deputata – è l’ennesima dimostrazione che le risposte all’emergenza immigrazione messe in campo dall’Europa non sono all’altezza della sfida che abbiamo davanti. Gli egoismi degli Stati membri continuano a prevalere sulla solidarietà che dovrebbe essere alla base dell’Unione, così come, per altri aspetti, il protagonismo di alcuni Stati ridimensiona e marginalizza il ruolo della Commissione Ue nella gestione di crisi internazionali. Se l’Europa non si sbriga a battere un colpo, se la volontà politica non saprà prevalere sulle reticenze tecnocratiche, l’Ue è destinata a rimanere un sogno a metà“, conclude.

Di seguito la nota di Muiznieks:

24 luglio 2014

Giovedì ci vediamo per andare “Oltre Istanbul”

conferenza stampa giovedì 31 luglio

23 giugno 2014

Bene scarcerazione Meriam ma non abbassiamo la guardia. Consiglio d’Europa si impegni per difesa cristiani perseguitati

La scarcerazione di Meriam dopo mesi di assurda reclusione è una notizia che accogliamo con sollievo e soddisfazione. E’ importante che la pressione mediatica, l’azione politica e la mobilitazione internazionale proseguano affinché i diritti di tante altre donne come Meriam siano rispettati.
E’ indispensabile mantenere alta l’attenzione sulla persecuzione dei cristiani in Africa, un fenomeno dimenticato dai media ma che miete troppo spesso vittime, e non è tollerabile che ci siano aree del Mondo in cui è ancora possibile perdere la libertà personale e addirittura rischiare una condanna a morte perché si considera l’apostasia un reato penale.
La decisione del tribunale sudanese è un segnale di speranza ma deve indurci a non abbassare la guardia, perché la battaglia per l’affermazione dei diritti è lunga e necessita dell’impegno di tutti. Sottoporrò perciò la questione al Consiglio d’Europa affinché tutti gli Stati membri si impegnino per la difesa dei cristiani e, più in generale, per la tutela della libertà di religione che è un diritto umano fondamentale.

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