Archive for ‘Dall’estero’

19 maggio 2016

Migranti, altro monito della Ue al Governo

Altro monito da parte della Ue al Governo italiano: troppi sbarchi fuori controllo, troppe fughe di immigrati dagli hotspot e pochi rimpatri. Ci prestano 14 miliardi di euro di flessibilità, che ci hanno già chiesto di restituire l’anno prossimo con gli interessi, ossia con un aumento delle tasse, e ci lasciano da soli ad affrontare il flusso continuo di migranti. Renzi canta vittoria ma l’affare l’ha fatto l’Europa, non certo l’Italia.

Migranti tragedia

16 maggio 2016

Libia, l’atteggiamento ondivago del Governo non fa bene a Paese

Bergamini-TGCOM24Sono mesi che il Governo fa annunci sull’invio di militari italiani in Libia salvo poi ripensarci ogni volta e fare dietrofront. Questo atteggiamento ondivago non giova certamente alla credibilità del nostro Paese in campo internazionale. Se il Governo non sa che fare, sarebbe opportuno che almeno non si lasciasse andare a dichiarazioni estemporanee.

 

4 maggio 2016

Russia, Governo ponga veto contro sanzioni


Un’azione concreta del Governo sarebbe potuta essere quella di esercitare il sacrosanto diritto di veto del nostro Paese in sede di Consiglio europeo, non accontentandosi quindi di chiedere un generico dibattito sul tema ma imponendo una decisione che salvaguarda gli interessi nazionali economici e strategici del nostro Paese, cosa che non è stata fatta. Magari lo farà la prossima volta, ponendo il veto contro le sanzioni della Ue alla Federazione russa.

Quello che ci chiediamo è qual sia la posizione di Renzi, che non è chiara da quello che abbiamo ascoltato: è a favore o contro le sanzioni? Secondo il premier le sanzioni ci fanno un danno oppure no? Le sanzioni alla Russia costano al nostro Paese 411 mila euro all’ora, dunque mi chiedo se sia normale che il Governo italiano debba prendere decisioni sovraordinate in materia di argomenti strategici legati allo sviluppo della propria economia. Renzi sposta la soluzione del problema a dopo l’implementazione degli accordi di ‘Minsk 1’, ma siamo arrivati a ‘Minsk 2’ e arriveremo probabilmente a ‘Minsk 3’. Intanto il danno economico permane e l’assenza di dialogo con la Russia, nonostante i tavoli negoziali, permane ugualmente, tanto è vero che la delegazione russa non è più presente all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa ed è una grave assenza. Altro che migliorare con la politica delle sanzioni le possibilità di risoluzione del conflitto con l’Ucraina: non c’è nessun miglioramento.

2 maggio 2016

Marò, adesso l’India dia seguito alla decisione del Tribunale dell’Aja

GironeDopo 4 anni di amarezze finalmente una buona notizia. Salvatore Girone, come stabilito dal Tribunale arbitrale dell’Aja, potrà rientrare in Italia e rimanervi fino alla conclusione dell’arbitrato internazionale. Aspettiamo fiduciosi adesso che entrambi i nostri Fucilieri di Marina, Girone e Latorre, vengano riconosciuti al più presto innocenti e che possano ritornare definitivamente ad una vita normale. Dall’India ci attendiamo lealtà e correttezza e che dia seguito quanto prima, e senza lungaggini burocratiche, alla decisione odierna del Tribunale arbitrale.

27 aprile 2016

Brennero, con barriere ai confini muore l’Europa

Con l’innalzamento delle barriere ai confini fra Stati membri muore l’Unione Europea. Ma domandiamoci dove risieda la colpa, se a sbagliare cioè sia solo l’Austria che tenta di difendere il proprio territorio, o piuttosto chi, come l’Italia e la UE, sta consentendo l’invasione di immigrati.

Quella dell’Austria è una risposta sbagliata ad un problema che è però reale. Sono inoltre settimane che davanti alla ventilata chiusura del Brennero l’unica reazione che il Governo italiano riesce ad opporre è una esile protesta verbale che lascia il tempo che trova. La chiusura del Brennero non è la causa ma è soprattutto l’effetto dell’incapacità di difendere il Mediterraneo, i confini meridionali, che non sono soltanto i confini dell’Italia ma dell’Europa tutta ma che purtroppo né l’una né l’altra ha la volontà di affrontare.

Brennero

26 aprile 2016

Russia-Ucraina, l’Europa non può restare a guardare

Deborah Bergamini congresso ppe bucarest 2012C’è un conflitto ormai congelato, quello fra Ucraina e Russia, che chiede una urgente soluzione sia per non far aumentare il numero già molto consistente di vittime, 9 mila, sia per dare una patria a chi in questo momento non ce l’ha. La questione ucraina non può sparire dai radar delle priorità dell’Occidente e in particolare l’Europa non può relegarla ai confini del dibattito, solo perché non riesce a risolverla. Deve invece sforzarsi di giocare un ruolo importante, dimostrando di avere unità e leadership, che al momento purtroppo non si vedono, altrimenti c’è il rischio che quello che accade oggi in Ucraina possa accadere altrove domani. Inoltre, bisogna valorizzare quei luoghi importantissimi di dialogo e sintesi, come l’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, in assenza dei quali lo scontro inevitabilmente si polarizza. L’Europa deve lavorare affinché l’Ucraina ritrovi la pace e da quella pace sono convinta che possa uscire un’Europa migliore.

15 aprile 2016

6000 arrivi dall’Africa in Italia in tre giorni e il governo Renzi scrive lettere all’Ue

Quello che sta avvenendo con gli immigrati nel nostro Paese è drammatico, ma il governo fa come gli struzzi, mette la testa sotto la sabbia e cerca di ignorare quella che invece è l’emergenza numero uno.

Ieri abbiamo appreso che ci sono sette milioni di italiani che sono al di sotto della soglia di povertà ma il nostro Paese dedica al contrasto alla povertà solo seicento milioni di euro. Per fare fronte all’emergenza immigrazione, invece, spendiamo tre miliardi di euro l’anno. Oggi l’emergenza immigrazione è la priorità assoluta nel nostro Paese, ma il tema viene nascosto o comunque dipinto come poco importante. I numeri ci impongono invece di chiedere al governo Renzi di fare chiarezza: se sono arrivati seimila migranti dalle coste del Nord Africa in appena tre giorni, significa che i numeri di cui parla il generale Serra, consigliere militare dell’inviato speciale Onu in Libia, di un milione di immigrati pronti a partire dalla Libia non sono numeri da fantascienza ma sono numeri realistici.

Anche davanti alla paventata chiusura della frontiera da parte dell’Austria, la reazione di Renzi è sempre la solita: parole, parole, parole. La realtà è che questo Governo non è riuscito in alcuna maniera a mettere in campo nulla per far sì che l’Italia non venisse lasciata drammaticamente sola a gestire i flussi di migranti.

Il Governo ha accettato l’accordo dell’Ue con la Turchia senza avere però garanzie in cambio e ricordiamoci che noi, pur essendo uno dei maggiori contributori netti dell’Unione europea, non veniamo ascoltati in proporzione a ciò che rappresentiamo in Europa anche in termini di spesa che sosteniamo. Quando abbiamo chiesto una ripartizione dei profughi equa e proporzionale fra tutti gli Stati membri dell’Ue, il Governo si è accontentato di qualche generica rassicurazione e non è successo niente. Quando abbiamo messo in guardia rispetto al rischio che la chiusura della rotta balcanica dei migranti potesse scatenare ancora una volta un’altra ondata migratoria in Italia, questa volta attraverso la Puglia, anche lì il Governo si è accontentato di generiche garanzie. Ma dov’è la forza, tanto rivendicata a parole dal Governo Renzi, nella negoziazione nei confronti dell’Unione europea? Non c’è. Mentre noi ci facciamo carico da soli di difendere i confini sud dell’Europa, dobbiamo assistere alla costruzione di muri o strutture non meglio precisate ai nostri confini Nord.

Renzi scrive

14 aprile 2016

Austria, Governo riferisca in Parlamento

Alla luce delle chiare affermazioni della ministra austriaca dell’Interno Johanna Mikl-Leitner, secondo la quale Renzi e Alfano ‘sanno benissimo qual e’ la situazione’, è sempre più urgente che il Governo venga in Parlamento a riferire su cosa intenda fare dinanzi alla ventilata chiusura delle frontiere da parte dell’Austria.

L’Italia è chiusa in una morsa: dalla Libia sono pronti a partire un milione di migranti verso le nostre coste mentre le nostre frontiere settentrionali sono sempre più presidiate dalla polizia degli Stati a noi confinanti che non vogliono far transitare i profughi che dall’Italia vorrebbero spostarsi verso il Nord Europa. Stiamo diventando prigionieri in casa nostra, costretti alla coabitazione forzata con migliaia e migliaia di immigrati senza lavoro, senza casa e senza nulla da perdere: è un pericolo immane per la tenuta sociale ed economica del nostro Paese. L’Italia non può diventare l’area di sosta a tempo indeterminato per chi fugge dalla disperazione della fame e della guerra.

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13 aprile 2016

Libia, situazione estremamente preoccupante

Barcone-immigrati

La situazione illustrata dal generale Paolo Serra, consigliere militare dell’inviato speciale Onu in Libia, Martin Kobler, è estremamente preoccupante. In Libia, infatti, ci sono un milione di potenziali migranti e fra questi potrebbero esserci cellule dormienti di terroristi pronte ad agire.

Se riuscissero a partire  l’Italia non sarebbe assolutamente in grado di sostenere l’urto di un flusso così massiccio di immigrati, ancora una volta da sola, dato che la solidarietà europea è ben lungi dal manifestarsi e, anzi, l’Austria sta addirittura chiudendo i propri confini. L’incapacità del nostro governo sta chiudendo il paese in una morsa in cui non si riesce a difendere i confini a Sud né a far transitare gli immigrati che arrivano in Italia verso altri stati europei. L’arrivo di un flusso migratorio di queste dimensioni farebbe collassare in tempi brevissimi il nostro tessuto sociale perché i migranti, non avendo mezzi di sostentamento,  andrebbero per la maggior parte ad ingrossare le fila della criminalità. Questo scenario va scongiurato assolutamente e in fretta dato che l’approssimarsi dell’estate, e dunque di favorevoli condizioni meteo, farà aumentare di gran lunga gli sbarchi. Chiediamo al Governo cosa intenda fare per fronteggiare un fenomeno che non si può più definire emergenziale perché ormai l’immigrazione clandestina nel nostro Paese è diventata purtroppo strutturale e a pagarne le conseguenze sono i cittadini.

 

11 aprile 2016

Migranti: governo immobile mentre l’Austria si organizza

Come previsto, di fronte alla debolezza del governo italiano e alla lentezza di quello europeo, l’Austria comincia a tirare su un muro per impedire ai migranti che sbarcheranno in Italia di varcare il confine. L’Italia sarà presto ridotta a parcheggio della disperazione, con tutto quello che ne conseguirà in termini di ordine pubblico e di sicurezza. L’Europa è sempre più lontana. Il governo venga a spiegare in Parlamento come intende reagire alla situazione inaccettabile che esso stesso ha creato consentendo un’immigrazione così massiccia e indiscriminata nel nostro Paese.

brennero muro

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