Archive for ‘Deborah’

5 settembre 2016

Commercio, Bolkestein impoverisce economia italiana. In ballo 1 mln posti di lavoro

La direttiva Bolkestein impoverisce l’economia del nostro Paese, che ha sue peculiarità specifiche rispetto ad altre nazioni, imperniato com’è sulla piccola impresa familiare, sulle partite Iva. Il Governo ha il dovere di intervenire subito e di far sentire la voce dell’Italia in sede Ue, prima che sia troppo tardi.
In ballo ci sono un milione di posti di lavoro, tra addetti a fiere, chioschi e mercati, e balneari, incluso l’indotto. Se la Bolkestein verrà applicata in maniera meccanica, senza tenere conto dell’unicità e della specificità del sistema Italia, a essere danneggiate saranno le imprese e le generazioni future. Ci chiediamo perché a Spagna e Portogallo, ad esempio, sia stato consentito di prorogare le concessioni, e all’Italia no: l’utilizzo di due pesi e due misure è segno che in Europa ci sono problemi, e che il nostro Paese in sede Ue ha difficoltà a farsi ascoltare. Forza Italia, comunque, continuerà come ha sempre fatto a sostenere in tutte le sedi le ragioni degli imprenditori e delle aziende familiari.

Firenze, convegno sulla direttiva Bolkenstein promosso da Assoidea

5 settembre 2016

Germania, Europei puniscono politica Ue su immigrazione

immigrati europaNon ci intromettiamo nelle elezioni interne di altri Paesi, anche perché non ci piace che altri si intromettano nel nostro, ma appare evidente che i tedeschi abbiano voluto punire la politica sull’immigrazione, permissiva ed inefficace, della Germania e dell’Europa.

La conferma dell’incapacità dell’Europa su questo tema è arrivata ieri dal G20 dove la Ue ha chiesto pubblicamente aiuto alle potenze mondiali per superare l’emergenza immigrazione, ammettendo così implicitamente di non essere in grado di farlo da sola.

4 settembre 2016

Pensioni, Da governo annuncio referendario su minime

11999711_900684430018186_4123114388012814754_oIn vista delle ultime regionali il Governo Renzi fece trapelare la possibilità di dare gli 80 euro ai pensionati. Non se ne fece nulla. In vista del referendum costituzionale il ministro Poletti annuncia che ci sarà un aumento delle minime.
Staremo a vedere se il Governo manterrà gli impegni presi o se invece si tratterà dell’ennesima promessa non mantenuta. La verità è che se il Governo Renzi avesse voluto davvero aumentare le pensioni minime lo avrebbe fatto da subito, proprio come fece il Governo Berlusconi che appena insediato alzò le minime a 1.000.000 di lire.

2 settembre 2016

Istat, ormai è ufficiale. Il Paese è fermo

IstatOrmai è ufficiale. Il Paese è fermo. Nel secondo trimestre di quest’anno non c’è stata alcuna crescita. Davanti a questi dati un Governo serio cambierebbe politica economica. Il Governo Renzi invece vorrebbe cambiare l’Istat.

23 agosto 2016

Migranti, summit Ventotene superato dalla cronaca

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Secondo gli auspici del premier, il summit di Ventotene doveva entrare nella storia e invece è stato già superato dalla cronaca che ci racconta di un giovane migrante afghano che ha viaggiato per chilometri nascondendosi sotto un tir.

L’immigrazione, con i problemi ad essa connessi, è da parecchi mesi fra i temi cruciali dell’agenda politica italiana ed europea eppure non sembra che né il nostro Governo né le Istituzioni Ue siano in grado di adottare soluzioni adeguate e definitive. Stiamo infatti ancora ai nastri di partenza sia per quanto riguarda l’applicazione della Convenzione di Strasburgo del 1983, ratificata dall’Italia nel 1988, che ci consentirebbe di far scontare la pena ai detenuti stranieri nei loro Paesi di origine, risolvendo non solo il problema del sovraffollamento carcerario ma anche il pericolo di radicalizzazione jihadista nei luoghi di detenzione, sia per quanto riguarda il ricollocamento dei richiedenti asilo politico fra tutti gli Stati membri dell’Unione Europea. Purtroppo la criminalità organizzata, gli scafisti e i terroristi si muovono ad una velocità molto superiore a quella dei leader europei che si interrogano ancora sul da farsi.

 

22 agosto 2016

Referendum è referenzi, la frittata non tornerà uovo

renziSarà il presidente della Repubblica a valutare il da farsi dopo che gli italiani avranno detto “no” alla riforma Renzi-Boschi-Napolitano. Il Presidente del Consiglio Renzi, anziché dare inopportune indicazioni al Quirinale, farebbe bene a dimostrarsi coerente con le proprie parole e con i propri impegni. E’ stato Renzi a trasformare il referendum costituzionale in un referenzi elettorale. E visto che è stato lui a fare la frittata è un po’ utopico aspettarsi che con qualche parolina magica questa possa tornare uovo. Il presidente del Consiglio ha preso solennemente un impegno e adesso, se perde, ci aspettiamo che lo onori.

19 agosto 2016

Il miglior incentivo per la crescita è il taglio delle tasse

I consumi delle famiglie sono in calo rispetto all’anno scorso, il prodotto interno lordo non cresce quanto previsto e al venire meno della decontribuzione sul lavoro il Jobs Act ha dimostrato tutta la sua inefficacia.

Ma non solo. Questo governo, rispetto al governo Berlusconi, ha quintuplicato l’ultra precariato di chi lavora con i voucher; ha sedotto e abbandonato i pensionati (che hanno visto aumenti di pensione solo col presidente Berlusconi); così come sembra essersi dimenticato delle partite iva e degli imprenditori che, oggi, pagano le tasse più alte di Europa (64,8% secondo Confartigianato). Tuttavia, a fronte di una straordinaria solerzia nell’esigere il pagamento delle imposte, e nonostante gli impegni presi da questo governo, lo Stato non si è dimostrato altrettanto solerte nel pagare i debiti contratti dalla Pubblica Amministrazione con le imprese (65 miliardi di euro secondo la CGIA).

Sarebbe allora il caso che il governo Renzi, invece di insistere con una politica economica basata sugli incentivi – che nel lungo termine droga l’economia senza aiutarla a camminare sulle proprie gambe -, iniziasse a prendere in seria considerazione la possibilità di procedere ad un importante taglio di tasse e di spesa pubblica improduttiva. E’ giusto l’intento di voler aiutare le imprese a ripartire, ma gli incentivi generalmente aiutano le imprese che meno ne hanno bisogno (e non le piccole e microimprese che sono la maggioranza). Se non ripartono i consumi degli italiani, se la disoccupazione non torna almeno ai livelli del 2011 (con il governo Berlusconi eravamo intorno all’8%), gli incentivi avranno la funzione di ridurre le perdite delle imprese più che di stimolare la crescita di tutta l’economia.

Per noi di Forza Italia il miglior incentivo per la crescita era e rimane il taglio delle tasse. E non vorremmo che l’insistenza del governo sulle politiche degli incentivi – confermata oggi dal responsabile economico del Pd alla Stampa – fosse un tentativo non troppo velato di ringraziare chi quest’estate ha apertamente sostenuto il sì al referendum costituzionale…

19 agosto 2016

Fisco, gli incentivi saranno mance referendarie

renzi-padoan-640Il Governo Renzi sembra intenzionato ad introdurre una vera novità: dalle mance elettorali si passerà alle mance referendarie. Un tempo si elargivano favori per ottenere più voti alle elezioni, è la prima volta che ci si prepara a ricorrere a questo sistema per non perdere un referendum.
È una dimostrazione del panico e della confusione del Governo, terrorizzato dalla vittoria del No sempre più probabile.
Il problema è che tutto questo avviene con i denari degli italiani: gli incentivi sono costosissimi e drogano l’economia, non generano sviluppo. Per una crescita sana l’unica strada rimane quella di un vero, serio, generalizzato taglio delle tasse, e naturalmente delle spese. L’unica strada che la sinistra, anche quella renziana, non sa, non può o non vuole percorrere.

14 agosto 2016

Pil, Cura del ferro? Al Governo serve cura del fosforo

Delrio pensaIl Governo propone una ‘cura del ferro’ per far ripartire l’economia. Se dopo quasi 3 anni di politiche economiche fallimentari non hanno capito che per tornare a crescere è indispensabile far ripartire i consumi di famiglie e imprese tagliando le tasse, è allora evidente che a Palazzo Chigi più che di una cura del ferro, vista la memoria corta, è necessaria una cura del fosforo. Gli anni in cui la nostra economia è cresciuta di più sono quelli in cui i governi Berlusconi hanno ridotto la pressione fiscale portandola anche al 39%

12 agosto 2016

Pil, Governo sbaglia ricette, previsioni e non mantiene promesse

Pil ItaliaIl Prodotto interno lordo – prevedeva il Governo – crescerà dell’1.6% su base annua. Purtroppo cresce di meno della metà (0,7%).
Il debito pubblico – diceva il Governo – scenderà. Purtroppo il debito pubblico ha raggiunto il massimo storico: 2.248mld (+317 miliardi rispetto al Governo Berlusconi).
Anche le tasse dovevano scendere ma a conti fatti, nel 2016, a fronte di una crescita debole i tributi pagati dai cittadini sono aumentati del 5,5% rispetto all’anno precedente.
Renzi e il Governo possono raccontare ciò che credono. Ma nella dura realtà, purtroppo, appare evidente che si sono sbagliate le ricette economiche, le previsioni e che le promesse non sono state affatto mantenute.

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