Archive for ‘Donne’

5 aprile 2016

Salviamo Asia Bibi, condannata a morte per blasfemia

asiabibi

Il Governo italiano si impegni a promuovere ogni iniziativa affinché il Governo pakistano revochi la condanna a morte nei confronti di Asia Bibi, garantendo il suo rientro in famiglia nel rispetto dei principali trattati internazionali in materia di diritti dell’uomo ratificati dal Pakistan.

Nella mozione presentata oggi con le colleghe Mara Carfagna e Elena Centemero chiediamo al nostro Governo di indurre quello pakistano ad abrogare le disposizioni contenute nel codice penale che prescrivono l’ergastolo obbligatorio o addirittura la pena di morte per presunti atti di blasfemia. Anche per le minoranze religiose il Governo del Pakistan deve garantire l’indipendenza dei tribunali e lo Stato di diritto, in linea con gli standard internazionali in materia di procedimenti giudiziari. Bisogna scongiurare, in Pakistan come in altri Paesi del mondo, ogni tipo di violenza nei confronti delle minoranze religiose, come ad esempio quella cristiana da anni bersaglio di una inaccettabile persecuzione. Occorre rafforzare la capacità dei Paesi a noi alleati e di quelli che sosteniamo attraverso la cooperazione internazionale a fornire adeguata protezione alle minoranze religiose e garantire il diritto di tutti ad esercitare e professare la propria fede in sicurezza e libertà.

8 marzo 2016

Non un giorno ma ogni giorno

Oggi è un giorno normale in cui io lavoro. 8mazo
Oggi ho diritto di voto, ad un equo salario, al congedo di maternità e pari diritti coniugali grazie alle donne che sono passate su questa terra prima di me. E che non hanno lottato un giorno, ma ogni singolo giorno della loro vita.
E io, in questo singolo giorno come ogni giorno, porto avanti la battaglia per la parità di genere. In ogni ambito, che i diritti da ottenere e, soprattutto, da implementare sono ancora tanti.
Buon ogni giorno a tutte noi.
24 giugno 2015

Comunità ebraica Roma: congratulazioni e buon lavoro a Dureghello, prima donna presidente

ruth dureghelloLe mie congratulazioni e un augurio di buon lavoro a Ruth Dureghello, prima donna a guidare la Comunità Ebraica di Roma, una scelta che saprà arricchire l’impegno della Comunità. Un ringraziamento a Riccardo Pacifici che in questi anni è stato un interlocutore autorevole per le istituzioni.

22 aprile 2015

Lunedì alla Camera parliamo di Iran. Vi aspetto!

locandina iran corretta

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8 marzo 2015

L’8 marzo non sia un giorno di ordinaria retorica

L’8 marzo è una data scivolosa: tra frasi fatte e mimose, basta un attimo per ritrovarsi nel bel mezzo di un giorno di ordinaria retorica.

Cerchiamo allora di non farlo e andiamo ai dati. Ce ne sarebbero tanti da elencare: quelli davvero drammatici dei femminicidi e della violenza, così come quelli che raccontano una discriminazione giornaliera e meno lampante. In Italia, secondo il Gender gap report 2015, uno studio realizzato dall’Osservatorio di JobPricing , il 71% dei dirigenti è di sesso maschile e gli uomini guadagnano in media il 7,2% in più delle loro colleghe donne. Ma dietro i dati permane una realtà simbolica e silenziosa che conferma e nutre gli stereotipi di genere, primo ostacolo alla fine delle discriminazioni. Basta camminare per le vie delle nostre città, per capirlo: se volessimo affidarci alla segnaletica stradale, dovremmo dedurne che in Italia ci sono solo uomini (che lavorano, attraversano la strada, vanno in moto) e qualche bambina che torna a casa da scuola.

Questi esempi suggeriscono che i diritti che abbiamo conquistato non bastano e che bisogna ancora lavorare. In Parlamento lo stiamo facendo, e la ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza alla donne ne è una prova. Ma non c’è impegno parlamentare che tenga, se il Paese intero, a partire dal governo, non comprende quanto sia urgente cambiare marcia e fare della parità di genere una priorità della propria azione. È uno sforzo grande, ma da lì passa il cambiamento che tutti reclamiamo. Per questo rinnoviamo il nostro invito al Presidente del Consiglio affinché venga istituito nuovamente un Ministero delle Pari Opportunità che possa occuparsi di questi temi 24 ore al giorno.  

5 marzo 2015

Berlusconi: diffusione intercettazioni conferma anomalia funzionamento circuito mediatico-giudiziario

articolo 15 costituzione segretezza corrispondenza

Pubblicare testi e registrazioni di intercettazioni telefoniche private è un’indecenza che conferma, una volta di più, l’arretratezza della nostra democrazia e l’anomalia nel funzionamento del circuito mediatico-giudiziario italiano.

Con la diffusione di atti giudiziari a beneficio della stampa, per giunta secondo tempistiche sempre assai sospette, si tenta da anni di orientare l’opinione pubblica. In questo caso, addirittura riproponendo intercettazioni di un parlamentare i cui contenuti erano già noti. Tutto ciò, in spregio al diritto e ad ogni forma di riservatezza. Non ci stancheremo mai di denunciare questa piaga indegna di un Paese civile.

24 febbraio 2015

Una telefonata allunga la vita. Ma non sempre

Addio incidenti stradali uso cellulare alla guida deborah bergamini distrazione

Un noto spot pubblicitario sosteneva che ‘una telefonata allunga la vita’. Ma non sempre è così.

Parlare al telefono, scrivere un sms, scattare una foto con lo smartphone, inviare messaggi sui social network sono gesti che rientrano nella nostra quotidianità. Se però lo si fa mentre si è alla guida, quello che normalmente è un modo immediato di comunicare e di interagire per lavoro o per diletto può trasformarsi in un fattore di rischio potenzialmente mortale. Gli ultimi dati Aci -Istat sugli incidenti stradali, confermano infatti che la distrazione, quasi sempre dovuta all’uso del telefono cellulare, è al primo posto tra le cause di incidenti stradali con feriti.

Dopo l’inasprimento delle norme che vietano l’uso del cellulare in macchina, consentendone l’utilizzo solo in modalità vivavoce o con apposite cuffie, in Parlamento è stato più volte riproposto questo tema per individuare possibili nuovi interventi. Io stessa ho presentato una risoluzione in materia, per chiedere al governo di promuovere una campagna di sensibilizzazione, nella convinzione che non si possano affrontare i problemi solo quando diventano un’emergenza fuori controllo.

Oggi, alla luce dei nuovi dati, emerge ancora una volta la necessità di sensibilizzare i cittadini sui rischi di una guida distratta. Un’adeguata campagna di informazione e il rafforzamento dei controlli sulle strade per sanzionare l’uso scorretto dei cellulari alla guida sono i primi interventi che dovrebbe fare il governo. Può bastare poco per proteggere la vita propria e degli altri, ma quel poco va fatto. 

Di seguito la mia risoluzione in IX Commissione:

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25 novembre 2014

Violenza sulle donne: tutti dobbiamo scegliere da che parte stare

deborah bergamini violenza sulle donne giovani scuole 25 novembre convenzione di istanbul

Oggi, 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne, si svolgeranno molte celebrazioni simboliche. Non si pensi che per questo siano inutili, anzi: quando si parla di violenza sulle donne il fattore simbolico è molto importante“.
Così Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia, di fronte alla platea dei ragazzi delle scuole del Lazio che hanno partecipato al concorso “Mai più violenza, esci dal silenzio“, organizzato dalla Consulta regionale per le pari opportunità.
La violenza sulle donne, come sancito chiaramente anche dalla Convenzione di Istanbul – che l’Italia è stata tra i primi paesi a ratificare -, non è una fattore privato, ma pubblico, ed è soprattutto un fenomeno strutturale e non episodico che dunque deve essere affrontato con interventi strutturali, il primo delle quali è la sensibilizzazione delle nuove generazioni, quale quella che si sta facendo qui. Il cambio di mentalità è il primo passo per combattere un fenomeno che è atavico ed ha chiare radici culturali. Per questo è importante che voi siate qui oggi – ha concluso rivolgendosi ai ragazzi – perché partecipando a questo concorso avete scelto da che parte stare, e vi invito a rimanerci sempre: dalla parte delle donne e dei diritti umani, contro le sopraffazioni, la violenza, gli abusi“.

30 ottobre 2014

Ue: auguri a Federica Mogherini ma è urgente la nomina del nuovo Ministro degli esteri

deborah bergamini federica mogherini

Auguri di buon lavoro a Federica Mogherini per il suo nuovo incarico in Europa: ci aspettiamo che la scelta del premier di puntare in maniera così determinata su un italiano per il ruolo di Alto rappresentante per la politica estera UE porti con sé altrettanta determinazione nell’imprimere un cambio di passo verso una politica estera che sia davvero europea, quella che finora non c’è mai stata e della quale si stenta a vedere traccia.

A questo punto, però, si apre una partita altrettanto determinante in Italia: a fronte di una situazione internazionale sempre più complessa e dei tanti dossier che la Farnesina deve affrontare, anche in collaborazione con Mogherini, è urgente individuare il nome del nuovo Ministro degli Esteri italiano. La situazione dei nostri Marò, che è ancora lontana dall’essere risolta, la gestione della crisi ucraina, con l’inasprimento dei rapporti con la Russia, la questione libica, che si riflette nell’incremento dei flussi migratori sulle nostre coste, la minaccia dell’Isis e i rapporti con un’Europa che continua ad essere caratterizzata dall’affermazione egoistica di visioni nazionali e interessi particolari anziché da uno spirito solidale, sono alcuni tra i principali temi che il nuovo Ministro dovrà affrontare. Quindi non si può perdere tempo: in un mondo globalizzato e attraversato da gravi sconvolgimenti, la casella della diplomazia di un grande Paese non può rimanere a lungo vuota.

10 ottobre 2014

Nobel pace ci ricorda che alcuni diritti fondamentali, soprattutto per giovani e bambini, sono ancora una chimera

Sono ancora troppi i diritti che in Occidente diamo ormai per acquisiti e, in qualche modo, per scontati e che in altre parti del mondo sono un lusso o una chimera. nobel_malala2

Il Nobel a Malala Yousafzai e Kailash Satyarthi ci ricorda proprio questo: la strada per l’affermazione di alcuni diritti elementari e fondamentali, a cominciare da quelli delle bambine e dei più giovani, è ancora lunga e tortuosa e richiede l’impegno di tutti.

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