Archive for ‘Economia’

18 settembre 2016

Ue, Renzi alza e abbassa volume a seconda del calendario elettorale

renzi-merkel-hollande-sorridentiL’inconsistenza della strategia di un governo che alza o abbassa il volume della voce in Europa a seconda del calendario elettorale danneggia l’Italia che avrebbe bisogno di un esecutivo capace di difendere gli interessi degli italiani soprattutto su immigrazione e economia. Al Paese non fa bene un governo che ha un atteggiamento altalenante a seconda degli appuntamenti elettorali interni.
Le critiche che oggi il premier Renzi muove all’Unione europea e ad alcuni Stati membri appaiono in parte corrette, ma poco credibili. Corrette perché erano già vere il giorno in cui Renzi si insediò a Palazzo Chigi. Poco credibili perché dopo quasi 3 anni passati ad ascoltare il premier vantarsi di vittorie di Pirro a margine dei vertici europei, non si può credere che quello stesso governo non sia corresponsabile dei fallimenti denunciati oggi.

13 settembre 2016

Pil, Padoan ammette previsioni sbagliate

piercarlo-padoanIl ministro Padoan ammette che le previsioni del governo sulla crescita del Pil erano sbagliate. Economia italiana al ribasso e conti da rifare, ma Renzi continua a promettere tutto a tutti pur sapendo di non avere le risorse necessarie per il suo ‘shopping’ elettorale in vista del referendum.

12 settembre 2016

Lavoro, Renzi si ricrederà anche sul Jobs Act

renzi-cambia-ideaDopo aver cambiato opinione sulla legge elettorale, che prima era intoccabile e che invece ora si può modificare, Renzi si ricrederà anche sul Jobs Act.

Più diminuiscono gli incentivi alle imprese più diminuisce l’interesse e il vantaggio delle imprese di assumere. Solo la crescita economica può garantire occupazione stabile ma, come si sa, secondo l’Istat il Paese è fermo. I dati del secondo trimestre sul lavoro sono già superati da quelli di luglio che, come conferma lo stesso istituto di statistica, sono purtroppo negativi visto che a luglio la stima degli occupati è calata dello 0,3% rispetto al mese di giugno, ossia 63 mila occupati in meno. Insomma la tendenza positiva si è interrotta ma il Pd non se ne è ancora accorto o finge di non accorgersene.

5 settembre 2016

Commercio, Bolkestein impoverisce economia italiana. In ballo 1 mln posti di lavoro

La direttiva Bolkestein impoverisce l’economia del nostro Paese, che ha sue peculiarità specifiche rispetto ad altre nazioni, imperniato com’è sulla piccola impresa familiare, sulle partite Iva. Il Governo ha il dovere di intervenire subito e di far sentire la voce dell’Italia in sede Ue, prima che sia troppo tardi.
In ballo ci sono un milione di posti di lavoro, tra addetti a fiere, chioschi e mercati, e balneari, incluso l’indotto. Se la Bolkestein verrà applicata in maniera meccanica, senza tenere conto dell’unicità e della specificità del sistema Italia, a essere danneggiate saranno le imprese e le generazioni future. Ci chiediamo perché a Spagna e Portogallo, ad esempio, sia stato consentito di prorogare le concessioni, e all’Italia no: l’utilizzo di due pesi e due misure è segno che in Europa ci sono problemi, e che il nostro Paese in sede Ue ha difficoltà a farsi ascoltare. Forza Italia, comunque, continuerà come ha sempre fatto a sostenere in tutte le sedi le ragioni degli imprenditori e delle aziende familiari.

Firenze, convegno sulla direttiva Bolkenstein promosso da Assoidea

4 settembre 2016

Pensioni, Da governo annuncio referendario su minime

11999711_900684430018186_4123114388012814754_oIn vista delle ultime regionali il Governo Renzi fece trapelare la possibilità di dare gli 80 euro ai pensionati. Non se ne fece nulla. In vista del referendum costituzionale il ministro Poletti annuncia che ci sarà un aumento delle minime.
Staremo a vedere se il Governo manterrà gli impegni presi o se invece si tratterà dell’ennesima promessa non mantenuta. La verità è che se il Governo Renzi avesse voluto davvero aumentare le pensioni minime lo avrebbe fatto da subito, proprio come fece il Governo Berlusconi che appena insediato alzò le minime a 1.000.000 di lire.

2 settembre 2016

Istat, ormai è ufficiale. Il Paese è fermo

IstatOrmai è ufficiale. Il Paese è fermo. Nel secondo trimestre di quest’anno non c’è stata alcuna crescita. Davanti a questi dati un Governo serio cambierebbe politica economica. Il Governo Renzi invece vorrebbe cambiare l’Istat.

30 agosto 2016

Istat, Pd esulta per dati già superati

Deborah Bergamini convegnoE’ davvero inspiegabile l’euforia del Pd per i dati resi noti oggi dall’Istat sul commercio al dettaglio e sul fatturato dei servizi. Sono numeri che si riferiscono al mese di giugno mentre sempre l’Istat, ieri, ha diffuso dati ben più allarmanti ed aggiornati ad agosto sul peggioramento della fiducia sia tra i consumatori sia tra le imprese, passata per i primi da 111,2 di luglio a 109,2 del mese in corso e per le seconde scesa da 103,0 a 99,4 nell’identico arco temporale. Siamo ben lieti che a giugno le vendite al dettaglio abbiano registrato un incremento congiunturale dello 0,2% in valore e dello 0,1% in volume, ma, come sottolinea l’Istat, l’aumento non è dovuto alle vendite di prodotti alimentari che anzi hanno registrato una flessione dello 0,1% sia in valore che in volume. Non c’è quindi proprio nulla di cui andar fieri perché la diminuzione della spesa alimentare è un segno tangibile dell’impoverimento delle famiglie italiane. Infine sono passati pressoché sotto silenzio i dati forniti dall’Ocse il 25 agosto che ha registrato fra i Paesi Ocse un rallentamento medio del pil nel secondo trimestre dello +0,3% congiunturale rispetto allo +0,4% del trimestre precedente, mentre in Italia l’economia si è fermata a quota zero dallo +0,3% del trimestre precedente. Come il Pd possa esultare ed esaltare la politica del Governo davanti alla crescita zero, alla stagnazione economica del nostro Paese, è davvero fuori da ogni logica ed è un atteggiamento dettato esclusivamente da motivazioni propagandistiche.

19 agosto 2016

Il miglior incentivo per la crescita è il taglio delle tasse

I consumi delle famiglie sono in calo rispetto all’anno scorso, il prodotto interno lordo non cresce quanto previsto e al venire meno della decontribuzione sul lavoro il Jobs Act ha dimostrato tutta la sua inefficacia.

Ma non solo. Questo governo, rispetto al governo Berlusconi, ha quintuplicato l’ultra precariato di chi lavora con i voucher; ha sedotto e abbandonato i pensionati (che hanno visto aumenti di pensione solo col presidente Berlusconi); così come sembra essersi dimenticato delle partite iva e degli imprenditori che, oggi, pagano le tasse più alte di Europa (64,8% secondo Confartigianato). Tuttavia, a fronte di una straordinaria solerzia nell’esigere il pagamento delle imposte, e nonostante gli impegni presi da questo governo, lo Stato non si è dimostrato altrettanto solerte nel pagare i debiti contratti dalla Pubblica Amministrazione con le imprese (65 miliardi di euro secondo la CGIA).

Sarebbe allora il caso che il governo Renzi, invece di insistere con una politica economica basata sugli incentivi – che nel lungo termine droga l’economia senza aiutarla a camminare sulle proprie gambe -, iniziasse a prendere in seria considerazione la possibilità di procedere ad un importante taglio di tasse e di spesa pubblica improduttiva. E’ giusto l’intento di voler aiutare le imprese a ripartire, ma gli incentivi generalmente aiutano le imprese che meno ne hanno bisogno (e non le piccole e microimprese che sono la maggioranza). Se non ripartono i consumi degli italiani, se la disoccupazione non torna almeno ai livelli del 2011 (con il governo Berlusconi eravamo intorno all’8%), gli incentivi avranno la funzione di ridurre le perdite delle imprese più che di stimolare la crescita di tutta l’economia.

Per noi di Forza Italia il miglior incentivo per la crescita era e rimane il taglio delle tasse. E non vorremmo che l’insistenza del governo sulle politiche degli incentivi – confermata oggi dal responsabile economico del Pd alla Stampa – fosse un tentativo non troppo velato di ringraziare chi quest’estate ha apertamente sostenuto il sì al referendum costituzionale…

19 agosto 2016

Fisco, gli incentivi saranno mance referendarie

renzi-padoan-640Il Governo Renzi sembra intenzionato ad introdurre una vera novità: dalle mance elettorali si passerà alle mance referendarie. Un tempo si elargivano favori per ottenere più voti alle elezioni, è la prima volta che ci si prepara a ricorrere a questo sistema per non perdere un referendum.
È una dimostrazione del panico e della confusione del Governo, terrorizzato dalla vittoria del No sempre più probabile.
Il problema è che tutto questo avviene con i denari degli italiani: gli incentivi sono costosissimi e drogano l’economia, non generano sviluppo. Per una crescita sana l’unica strada rimane quella di un vero, serio, generalizzato taglio delle tasse, e naturalmente delle spese. L’unica strada che la sinistra, anche quella renziana, non sa, non può o non vuole percorrere.

14 agosto 2016

Pil, Cura del ferro? Al Governo serve cura del fosforo

Delrio pensaIl Governo propone una ‘cura del ferro’ per far ripartire l’economia. Se dopo quasi 3 anni di politiche economiche fallimentari non hanno capito che per tornare a crescere è indispensabile far ripartire i consumi di famiglie e imprese tagliando le tasse, è allora evidente che a Palazzo Chigi più che di una cura del ferro, vista la memoria corta, è necessaria una cura del fosforo. Gli anni in cui la nostra economia è cresciuta di più sono quelli in cui i governi Berlusconi hanno ridotto la pressione fiscale portandola anche al 39%

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