Archive for ‘Economia’

12 agosto 2016

Pil, Governo sbaglia ricette, previsioni e non mantiene promesse

Pil ItaliaIl Prodotto interno lordo – prevedeva il Governo – crescerà dell’1.6% su base annua. Purtroppo cresce di meno della metà (0,7%).
Il debito pubblico – diceva il Governo – scenderà. Purtroppo il debito pubblico ha raggiunto il massimo storico: 2.248mld (+317 miliardi rispetto al Governo Berlusconi).
Anche le tasse dovevano scendere ma a conti fatti, nel 2016, a fronte di una crescita debole i tributi pagati dai cittadini sono aumentati del 5,5% rispetto all’anno precedente.
Renzi e il Governo possono raccontare ciò che credono. Ma nella dura realtà, purtroppo, appare evidente che si sono sbagliate le ricette economiche, le previsioni e che le promesse non sono state affatto mantenute.

31 luglio 2016

MPS, Renzi tutela banchieri e non risparmiatori


Commentando la vicenda Monte dei Paschi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha dichiarato a Repubblica che a lui ‘interessa proteggere il correntista e il risparmiatore’. Dispiace constatare che ad oggi queste parole non hanno trovato alcun riscontro nella realtà. Nell’Italia di Renzi i risparmiatori truffati sono stati meno e peggio tutelati di certe banche e di certi banchieri. Se al governo interessa tutelare queste persone lo dimostri nei provvedimenti prima che nelle interviste. 

29 luglio 2016

Lavoro, se crescono occupati indipendenti allora Jobs Act non funziona

IstatI dati Istat sul numero degli occupati a giugno, rispetto a maggio, dimostrano in maniera chiara che l’andamento dell’occupazione nulla ha a che fare con il Jobs Act, perché a crescere sono gli occupati indipendenti e non quelli dipendenti. Visto che la finalità del Jobs Act era quella di creare lavoro dipendente, i dati Istat confermano proprio il contrario, e cioè che molti Italiani, vedendo che terminati gli incentivi le aziende non assumono più, si sono messi in proprio e scommettono su loro stessi e non sulle politiche del lavoro del Governo. E anche, come sappiamo, che è aumentato in modo sproporzionato il ricorso ai voucher, i buoni lavoro ormai utilizzati anche per pagare lavoratori non saltuari. Inoltre, è in tutto il continente che sta diminuendo la disoccupazione, tanto è vero che quella giovanile a giugno è scesa al 18,5% nell’Unione Europea a 28 Stati, mentre in Italia la disoccupazione giovanile è al 36,5%, cioè doppia rispetto alla media Ue. Pertanto appare davvero fuori luogo l’euforia del Pd.

27 luglio 2016

L’Europa grazia Spagna e Portogallo ma punisce l’Italia

Commissione europeaSiamo stati i primi a dire che le regole ferree di bilancio e di cieca austerità imposte dall’Europa avrebbero peggiorato le condizioni dei cittadini e fatto aumentare il loro euroscetticismo. Ma adottare due pesi e due misure, salvando alcuni Stati membri che non rispettano i patti, e punendone invece altri, è un approccio sbagliato e pericoloso che non farà che alimentare la diffidenza verso le Istituzioni europee.

La Commissione Ue  ha proposto di cancellare la multa contro Spagna e Portogallo per il loro deficit eccessivo concedendo loro una dilazione sul rispetto del patto di stabilità. Eppure, appena qualche giorno fa, la Corte di giustizia Ue ha stabilito la non validità della proroga automatica delle concessioni balneari in Italia fino al 2020, quando poi proprio la Spagna e il Portogallo avevano chiesto e ottenuto dalla Ue una deroga alla Bolkestein. La Ue deve assumere decisioni che non facciano pensare che ci siano Paesi favoriti o sfavoriti, perché altrimenti davvero verrebbe meno il concetto stesso di Unione.
26 luglio 2016

Governo, addio holding Agnelli è sconfitta per l’Italia

Renzi elkann marchionne

In una e-news di inizio gennaio Renzi aveva scritto che ‘la rinnovata solidità del Paese sta richiamando molti investitori. Il meglio deve ancora venire’. Mai profezia fu più infausta: Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli, lascia l’Italia e si trasferisce in Olanda e così tutte le società del gruppo del Lingotto non avranno più sede, né legale, né fiscale, nel nostro Paese. Un altro insuccesso delle politiche economiche e fiscali del Governo che, più che attirare capitali stranieri, attira i clandestini.

18 luglio 2016

Spiagge, prorogare le concessioni per salvaguardare gli investimenti

balneariNon possono certamente essere le imprese turistiche titolari di concessioni demaniali a pagare il conto dell’inerzia del Governo che non è stato in grado di difendere in Europa le ragioni e gli interessi di un settore economico fondamentale per il nostro Paese. Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea occorre rimediare agli errori e noi offriamo la soluzione per farlo.

Ho presentato subemendamenti al decreto Enti locali del Governo per prorogare per un periodo di trenta anni le concessioni demaniali, salvo che le autorità competenti non dimostrino la mancanza di investimenti realizzati per la costruzione di manufatti legittimamente esistenti e, in generale, per il miglioramento dell’area concessa. Se è vero che la Corte di giustizia Ue ha sancito la non validità della proroga automatica di tali concessioni per tutti fino al 2020, come deciso dallo Stato italiano, è altrettanto vero che si possono e si devono salvaguardare gli imprenditori che hanno fatto investimenti, ponendo a carico dello Stato l’onere di provare eventualmente il contrario. Vedremo se la maggioranza di Governo approverà i nostri subemendamenti o se ancora una volta si mostrerà disinteressata alla sorte di migliaia di imprenditori balneari. Infine vigileremo affinché nel non più procrastinabile riordino dell’intera materia il Governo non disattenda le promesse fatte al comparto.

1 luglio 2016

Evidente il ruolo di Deutsche Bank contro Berlusconi nel 2011

deutsche-bank-logo_0-640x386Le nubi attorno alla Deutsche Bank si fanno sempre più cupe e avvalorano ulteriormente la tesi del complotto internazionale che portò alla caduta del governo Berlusconi, l’ultimo governo eletto democraticamente dagli italiani.

Abbiamo appreso dal Fondo Monetario Internazionale che la Deutsche Bank, la banca tedesca che nel 2011 vendette l’88% dei titoli italiani in suo possesso per un totale di 7 miliardi di euro di valore, innescando la speculazione contro l’Italia che portò alla salita dello spread e alla conseguente caduta del governo Berlusconi, è l’istituto di credito che rappresenta la maggiore fonte potenziale al mondo di shock esterni per il sistema finanziario, per la sua esposizione ai derivati che è pari a circa quindici volte il Pil tedesco. Insomma una banca altamente speculativa, che tra l’altro ha appena fallito gli stress test della Federal Reserve, che ebbe un ruolo decisivo nel provocare la destabilizzazione politica e finanziaria nel nostro Paese nel 2011. E’ sempre più urgente che venga fatta chiarezza fino in fondo perché nel 2011 non ci fu un semplice cambio di governo ma un attacco all’Italia, alla nostra libertà, alla nostra democrazia, alla sovranità del popolo.

28 giugno 2016

Brexit, la politica delle piccole decisioni non funziona

brexit-1Se la politica dei piccoli passi di Jean Monnet è stata essenziale per arrivare all’Unione europea, la politica delle piccole decisioni, prive della lungimiranza e del coraggio necessari, non farà andare molto lontano l’Europa di oggi. L’esito del referendum britannico ci impone di correre.

La domanda è se le attuali leadership siano all’altezza di questo compito, visto che finora non si sono accorte del vento di protesta che soffiava in Europa o lo hanno colpevolmente ignorato. L’Europa è una patria, ma purtroppo è andata assomigliando ad un club privato retto con le regole di un club privato: è evidente che così non può funzionare e che deve ripartire su altre basi, dai cittadini, dai popoli, dando soluzione comune ai loro problemi concreti come la disoccupazione, l’immigrazione e la sicurezza.

20 maggio 2016

Istat, Renzi dice numeri a caso sui posti di lavoro

Deborah Bergamini ascolta

Luogo che va, numero che dice. Renzi a seconda di dove parli dice cifre diverse sui posti di lavoro che grazie al suo Governo sarebbero stati creati. Il 21 febbraio scorso, nel corso dell’assemblea del Pd, Renzi ha detto che in un anno i posti di lavoro sono aumentati di 764mila unità. Poi evidentemente ci ha ripensato ed ha abbassato il tiro e, durante il “Matteo risponde” di tre giorni fa, ha parlato di 400 mila posti di lavoro, in due anni e non più in uno. Oggi l’Istat ha rivisto ancora di più al ribasso la cifra, parlando di 186 mila occupati in più nel 2015 rispetto all’anno precedente. Insomma il presidente del Consiglio distorce i numeri reali a suo piacimento ma la cosa più grave è che molti organi di informazione, anche del servizio pubblico, glielo consentano senza obiettare.

 

9 maggio 2016

Grecia, Berlusconi fece bene a rifiutare prestito FMI

Se l’Italia non si trova oggi nelle stesse condizioni della Grecia, con l’Eurogruppo che si interroga se e come revisionare il suo debito pubblico, è perché il presidente Berlusconi si oppose coraggiosamente al prestito del FMI all’Italia che alcuni governi europei volevano invece imporci di accettare.

Se quindi non siamo un Paese a sovranità limitata lo dobbiamo a Berlusconi. Siamo diventati però un Paese a democrazia limitata perché abbiamo pagato a caro prezzo quella decisione di non piegare la testa dinanzi ai diktat europei, perché dal 2011, da quel momento in poi cioè, gli Italiani non hanno più potuto scegliere da chi farsi governare ma si sono ritrovati per 3 volte consecutive premier non eletti.

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