Archive for ‘Forza Italia’

27 settembre 2017

Il Pd cerchi i voti sullo Ius Soli nel Paese, anziché in Parlamento

immigrati europaSconcerta l’atteggiamento della sinistra che anche oggi, per voce di Matteo Richetti, insiste nel voler cercare in Parlamento i voti per far approvare lo ius soli prima della fine di questa legislatura. Il PD abbia piuttosto il coraggio, anziché tentare forzature parlamentari, di sottoporre questa legge agli italiani nel corso della prossima campagna elettorale. Forse un bagno di realtà aiuterebbe a capire che è contro gli italiani una legge che regala la cittadinanza mentre assistiamo ogni giorno ad aggressioni continue, sul nostro territorio, contro il nostro modo di vivere. L’ultima, intollerabile, nel centro di Roma, davanti ad una moschea abusiva, dove due giorni fa una coppia di fidanzati è stata attaccata violentemente perché colpevole di baciarsi.

15 settembre 2017

#PrimaLeDonne

Ecco le slide che raccontano la vita di noi donne in Italia:

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21 settembre 2016

Immigrati, Renzi cominci a far scontare pena a detenuti nei Paesi origine

renzi-onu-migrantiC’è una cosa che il Governo e il premier Renzi possono fare da soli sull’immigrazione, senza il bisogno della Ue, ed è quella di far scontare la pena nei Paesi d’origine agli stranieri detenuti nelle nostre carceri. 

Recentemente a New York, sul tema immigrazione, Renzi ha affermato che se l’Europa non si farà carico del problema l’Italia allora farà da sola. Una minaccia velata ma piuttosto spuntata dato che il premier aveva già detto l’identica cosa più di un anno fa, esattamente il 15 giugno del 2015, e basta andarsi a rileggere le sue dichiarazioni di allora per appurarlo. Nel frattempo, se qualcosa è cambiato, è cambiato in peggio dato che è continuato senza sosta l’arrivo di immigrati sulle nostre coste, l’Italia ha continuato a farsene carico da sola e i ricollocamenti dei richiedenti asilo sono stati assolutamente irrisori. Il numero di detenuti stranieri in Italia è un terzo dell’intera popolazione carceraria, 18.311 su 54.195, e la Convenzione di Strasburgo del 1983, sottoscritta anche dall’Italia, prevede proprio la possibilità di rimpatriare nei rispettivi Paesi gli stranieri detenuti in Italia per far scontare lì la pena. Certamente questa possibilità non riguarda tutti i detenuti stranieri e vale solo nei Paesi firmatari della Convenzione, ma sta di fatto, però, che è una decisione che il Governo potrebbe prendere da solo senza attendere la Ue. Se da un lato non lo fa, e se dall’altro non riesce a concludere e rendere operativi accordi bilaterali con i Paesi di provenienza di questi detenuti, è perché evidentemente mancano la volontà politica e l’autorevolezza per imporsi a livello internazionale

20 settembre 2016

Strage Viareggio, ferita aperta che sarà chiusa soltanto con la verità

strage-viareggioLe pesanti condanne richieste dai pm nei confronti degli imputati della strage ferroviaria di Viareggio, che il 29 giugno 2009 causò la morte di 32 persone, non arrivano inaspettate vista la gravità della tragedia che ha distrutto per sempre la vita di tante famiglie.
Questa vicenda è una ferita aperta per tutta la cittadinanza viareggina che potrà essere chiusa soltanto quando sarà fatta pienamente luce sull’accaduto. Credo che, al di là del processo in corso, sia necessario nuovamente l’intervento del Parlamento, come già avvenne quando approvammo la cosiddetta “Legge Viareggio”, di cui mi onoro di essere stata la prima firmataria nonché la relatrice, che stanziò fondi di solidarietà a favore dei parenti delle 32 vittime. L’amministrazione della giustizia è compito dell’ordine giudiziario nei tribunali, ma la politica non può rimanere passiva davanti al dolore di chi invoca il diritto di conoscere tutta la verità. In queste ore è al vaglio degli uffici competenti della Camera la proposta di legge che ho presentato per richiedere l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta su questa strage ferroviaria. Lo dobbiamo alle 32 vittime, alle loro famiglie e a tutta Viareggio affinché venga diradata ogni ombra su quella tragica notte.

18 settembre 2016

Ue, Renzi alza e abbassa volume a seconda del calendario elettorale

renzi-merkel-hollande-sorridentiL’inconsistenza della strategia di un governo che alza o abbassa il volume della voce in Europa a seconda del calendario elettorale danneggia l’Italia che avrebbe bisogno di un esecutivo capace di difendere gli interessi degli italiani soprattutto su immigrazione e economia. Al Paese non fa bene un governo che ha un atteggiamento altalenante a seconda degli appuntamenti elettorali interni.
Le critiche che oggi il premier Renzi muove all’Unione europea e ad alcuni Stati membri appaiono in parte corrette, ma poco credibili. Corrette perché erano già vere il giorno in cui Renzi si insediò a Palazzo Chigi. Poco credibili perché dopo quasi 3 anni passati ad ascoltare il premier vantarsi di vittorie di Pirro a margine dei vertici europei, non si può credere che quello stesso governo non sia corresponsabile dei fallimenti denunciati oggi.

13 settembre 2016

Referendum, inaccettabili intromissioni esterne in nostra democrazia

11999711_900684430018186_4123114388012814754_oLe intromissioni esterne in questioni che attengono alla democrazia di un Paese libero non sono accettabili, a maggior ragione se reiterate nel tempo.

Ad esempio ci insospettisce l’attivismo sul referendum di alcune agenzie di rating internazionali che già nel 2011 furono protagoniste negative di quella stagione politica in Italia che portó alla caduta dell’ultimo governo eletto democraticamente. Ricordiamo bene i loro giudizi tanto negativi quanto infondati sui nostri conti pubblici, giudizi che portarono gli speculatori internazionali a prendere come bersaglio l’Italia causando l’innalzamento smisurato e immotivato dello spread. Non consentiremo che ciò accada nuovamente anche al referendum: in democrazia gli unici legittimati a dare i numeri, quelli veri, quelli che contano, sono i cittadini.

13 settembre 2016

Pil, Padoan ammette previsioni sbagliate

piercarlo-padoanIl ministro Padoan ammette che le previsioni del governo sulla crescita del Pil erano sbagliate. Economia italiana al ribasso e conti da rifare, ma Renzi continua a promettere tutto a tutti pur sapendo di non avere le risorse necessarie per il suo ‘shopping’ elettorale in vista del referendum.

12 settembre 2016

Lavoro, Renzi si ricrederà anche sul Jobs Act

renzi-cambia-ideaDopo aver cambiato opinione sulla legge elettorale, che prima era intoccabile e che invece ora si può modificare, Renzi si ricrederà anche sul Jobs Act.

Più diminuiscono gli incentivi alle imprese più diminuisce l’interesse e il vantaggio delle imprese di assumere. Solo la crescita economica può garantire occupazione stabile ma, come si sa, secondo l’Istat il Paese è fermo. I dati del secondo trimestre sul lavoro sono già superati da quelli di luglio che, come conferma lo stesso istituto di statistica, sono purtroppo negativi visto che a luglio la stima degli occupati è calata dello 0,3% rispetto al mese di giugno, ossia 63 mila occupati in meno. Insomma la tendenza positiva si è interrotta ma il Pd non se ne è ancora accorto o finge di non accorgersene.

11 settembre 2016

La priorità degli italiani è la mancata crescita, non l’Italicum

deborah bergamini a BolognaIl dibattito sulla legge elettorale che tanto appassiona il Partito democratico dà la misura di un partito in crisi più concentrato sulla conservazione delle poltrone che sui temi economici.
Con i consumi in calo, i licenziamenti che aumentano e un Paese in deflazione dispiace constatare che il Pd, oggi come in passato, continui a mettere i propri problemi interni davanti a quelli dei cittadini. La priorità degli italiani è la mancata crescita, non l’Italicum.

9 settembre 2016

Ue, i vertici ristretti non risollevano l’Europa

schermata-2016-09-09-alle-18-47-07I vertici ristretti, come quello di Atene, forse possono risollevare di qualche decimale la popolarità di chi li promuove, ma non servono certo a risollevare l’Europa. Ne abbiamo avuto conferma qualche giorno fa con il summit di Ventotene: doveva cementare l’unità europea ma la risposta è stata la decisione del Regno Unito di costruire un muro a Calais e quella dell’Austria di schierare duemila soldati per presidiare i suoi confini. I cittadini chiedono partecipazione e concretezza, non riunioni i cui partecipanti parlano di tutto per non decidere su niente.

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