Archive for ‘Interessante’

31 luglio 2015

Disoccupazione: governo faccia atto concreto rifinanziando fondi per imprenditoria giovanile

deborah bergamini hotel ergife forza italiaLa disoccupazione giovanile è al 44.2%, nel Sud, secondo Svimez, il 56% di giovani tra i 15 e i 24 anni sono disoccupati e Renzi ci viene a dire che è comprensibile, dato che ‘il lavoro riparte per ultimo’. Ammesso che riparta, aggiungiamo noi! Anche perché quello che il governo potrebbe fare per accelerare questo processo non viene fatto, a cominciare dal rifinanziamento dei fondi per l’imprenditoria giovanile erogati dal Mise attraverso Invitalia che hanno permesso la nascita di oltre 120mila aziende con effetti importanti sull’occupazione.

Con la collega Mara Carfagna, avevamo provato, attraverso un emendamento al Dl banche popolari, a far rifinanziare gli incentivi per l’autoimpiego , ma la nostra proposta fu considerata inammissibile. E’ inutile puntare tanta verve propagandistica sul Jobs Act se poi non si mettono in grado i giovani di essere utili a sé e agli altri, rendendoli protagonisti di un sistema economico-produttivo nuovo, in cui siano loro stessi a creare lavoro. L’autoimprenditorialità per molti è l’unica alternativa alla disoccupazione e all’emigrazione. E questo è ancor più vero al Sud. Per far ripartire l’Italia, anche in questo caso, servono meno retorica e più fatti.

8 luglio 2015

Grecia: governo italiano escluso da tutti i vertici che contano

A Protestor holds a placard with a Greek flag during a demonstration outside of an EU summit in Brussels on Sunday, Oct. 23, 2011. Greece's prime minister George Papandreou is pleading with European leaders in Brussels to act decisively to solve the continent's debt crisis. At a summit Sunday, the leaders are expected to ask banks to accept huge losses on Greek bonds to ease the pressure on the country, and to raise billions more in capital to weather those losses. (AP Photo/Geert Vanden Wijngaert)

La vicenda greca sta mettendo l’Europa davanti ad un rischio cortocircuito: da un lato, la necessità di far rispettare le regole, dall’altro regole che oggi vanno, con ogni evidenza, riscritte. L’avventurismo di cui Tsipras ha dato ampia prova non può e non deve ricadere su chi sta facendo grandi sforzi per rispettare il dettato europeo, e questo è un punto fermo. Così come lo è la necessità che la Grecia rispetti gli impegni presi. Ma è altrettanto chiaro che regole prive di elasticità e sganciate da qualsiasi aderenza all’andamento delle economie reali non possono trasformarsi in un totem potenzialmente devastante.

E’ il momento, allora, di portare sui tavoli di Bruxelles il tema del cambiamento. E per farlo servono anche leader forti. Purtroppo, invece, se c’è un dato politico che la vicenda greca consegna all’Italia è proprio l’imbarazzante debolezza del governo e del suo premier. Esclusi da tutti i vertici che contano, condannati al ruolo di figuranti, stiamo semplicemente assistendo al determinarsi di decisioni prese altrove. 

1 luglio 2015

Lotta al terrorismo è anche culturale. E preoccupa situazione in Toscana

deborah bergamini fatti e misfatti tgcom 24Le operazioni antiterrorismo di oggi sollevano una quantità di interrogativi preoccupanti sulla reale situazione della nostra sicurezza. Un elemento su tutti: l’arresto di quattro italiani convertiti all’Islam. Nella diffusione del fondamentalismo religioso, che utilizza molteplici canali e non ultimo quello digitale, c’è un ribaltamento dell’universo valoriale delle società occidentali che trova, evidentemente, anche da noi terreno fertile. Per questo, se da un lato non è più procrastinabile un’iniziativa internazionale contro il terrorismo fondamentalista, dall’altro è necessaria una vera e propria offensiva culturale. L’arretramento rispetto ai nostri valori, in virtù di un malinteso concetto di multiculturalismo e integrazione, rischia infatti di aprire la strada al contagio dell’odio.

L’altro fattore che emerge è il rischio di radicamento territoriale del fondamentalismo. Gli arresti nel grossetano, uniti ai precedenti come l’allontanamento dell’Imam di Capannori e le ripetute perquisizioni in tutta la Toscana nei mesi scorsi, suggeriscono come la regione stia diventando, purtroppo, terreno di coltura del jihadismo. Una circostanza che non può non suscitare una seria reazione della politica, anche locale, a supporto del già eccellente lavoro delle Forze dell’Ordine.

15 giugno 2015

Ballottaggi confermano che Italia vuole voltare pagina rispetto a favola renziana

C’è un solo titolo per questa tornata elettorale: il vento è cambiato. Dopo le Regionali e il primo turno delle amministrative, anche i ballottaggi confermano che l’Italia vuol voltare pagina rispetto alla favola renziana, preso atto di un Pd inconcludente e superato a tutti i livelli istituzionali, dal governo nazionale fino agli enti locali. 

Il centrodestra, quando abbandona i personalismi e si presenta unito, sa risvegliare la fiducia e l’entusiasmo degli elettori. E i risultati si vedono: a Venezia è stato interrotto un dominio di sinistra che durava da oltre vent’anni; bene in Lombardia e in Calabria, ottimi risultati anche in Toscana, con Arezzo e Pietrasanta strappate al Pd. E altri se ne potrebbero citare, a dimostrazione che quell’unità del grande popolo dei moderati che il presidente Berlusconi sostiene da tempo è traguardo urgente e indispensabile. La chiamata alla guida del Paese, infatti, potrebbe arrivare anche prima del previsto.

18 maggio 2015

Immigrazione: su quote tra paesi Ue siamo già alla cronaca di un fallimento annunciato?

Prima il no della Gran Bretagna, poi quello della Francia, oggi è la volta del ministro ungherese per i rapporti con l’Europa che preventiva anche il diniego di Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Baltici e Polonia: sul fondamentale nodo delle quote obbligatorie siamo già alla cronaca di un fallimento annunciato?

In molti hanno sostenuto e sostengono che se fallisse la moneta unica fallirebbe l’Unione. Beh, per il tema dei flussi migratori vale altrettanto: senza condivisione ed equilibrio, senza un’assunzione collettiva di responsabilità, verrebbe meno la ragione stessa di esistenza dell’Europa politica. Perché quella solidarietà che è alla base dei trattati europei non può restare lettera morta, come accade troppo spesso. Spetterebbe al nostro governo far valere questo principio. Ma ormai è chiaro che il peso politico dell’Italia nei consessi che contano si è ridimensionato via via che aumentava l’esultanza enfatizzata e infondata dopo vertici europei dai risultati evidentemente insoddisfacenti.

25 marzo 2015

Isis: operazione antiterrorismo di stamani dimostra che Italia è vulnerabile. Governo riferisca

L’operazione antiterrorismo di questa mattina in diverse regioni italiane conferma che i nostri peggiori timori sono ormai realtà: senza voler cedere all’allarmismo, è infatti innegabile che l’Isis è già dentro i nostri confini nazionali. Nascondercelo sarebbe un gravissimo errore.

Il pericolo che viviamo, il rischio che stanno correndo la nostra cultura e i nostri valori, è tutto in quei due giovanissimi ragazzi che sono stati coinvolti dalle operazioni della Polizia. Il primo, cittadino italiano di origine marocchina, autore di un documento di propaganda dello Stato Islamico diffuso sul web; il secondo, italo-tunisino della provincia di Como, convinto a sposare la causa del Califfato tramite Internet. 

Non intendiamo banalizzare né generalizzare questi fatti, ma è evidente che stanno emergendo tutte le falle di un modello di integrazione proposto da una certa ideologia dell’accoglienza superficiale e permissivista

E’ ora dovere del governo riferire alle Camere su quanto accaduto, perché la vulnerabilità dell’Italia alla minaccia terroristica è oggi più evidente che mai.

4 marzo 2015

Immigrazione: Triton serve solo a Ue per lavarsi la coscienza

immigrazioneUn’altra tragedia nel canale di Sicilia e un altro sacrificio di vite sull’altare dell’inefficienza europea. I dati dei primi due mesi del 2015 indicano sbarchi fuori controllo, con addirittura un + 43% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Sono i numeri di un fallimento: quello della strategia europea di contrasto all’immigrazione e quello del governo italiano, che continua ad assistere inerte ad una situazione che è ormai sfuggita alle nostre capacità di gestione.

L’operazione Triton è, sempre più chiaramente, il modo con cui gli Stati membri hanno cercato di mascherare il loro egoismo, per non dire menefreghismo, rispetto all’emergenza che vive l’Italia. Bocciata dal Consiglio d’Europa, insufficiente per stessa ammissione delle istituzioni comunitarie, Triton è lì perché qualcosa si doveva pur fare. E poco importa se funziona o meno. Anche oggi, dopo l’ennesima tragedia, è ripartita la giostra di buoni propositi dell’Ue: ci vengono ripetuti i limiti di Triton e Frontex, ci viene spiegato cosa bisogna fare per superarli e quanto sia grave il problema immigrazione. Tutte cose che già sappiamo, il problema sono i fatti e certo non può bastare la decisione di anticipare di due mesi, da metà luglio a metà maggio, la discussione dell’Agenda europea delle migrazioni.

Lunedì scorso a Bruxelles ho chiesto al bureau del PPE di rafforzare la propria iniziativa politica per far sì che l’emergenza immigrazione divenga davvero priorità del governo europeo ed esca così dalla pantomima delle buone intenzioni. Ma è necessario che anche il governo si imponga. Il problema è che al governo non c’è Berlusconi.

25 febbraio 2015

L’astensionismo va scoraggiato con una politica responsabile e matura

24 febbraio 2015

Una telefonata allunga la vita. Ma non sempre

Addio incidenti stradali uso cellulare alla guida deborah bergamini distrazione

Un noto spot pubblicitario sosteneva che ‘una telefonata allunga la vita’. Ma non sempre è così.

Parlare al telefono, scrivere un sms, scattare una foto con lo smartphone, inviare messaggi sui social network sono gesti che rientrano nella nostra quotidianità. Se però lo si fa mentre si è alla guida, quello che normalmente è un modo immediato di comunicare e di interagire per lavoro o per diletto può trasformarsi in un fattore di rischio potenzialmente mortale. Gli ultimi dati Aci -Istat sugli incidenti stradali, confermano infatti che la distrazione, quasi sempre dovuta all’uso del telefono cellulare, è al primo posto tra le cause di incidenti stradali con feriti.

Dopo l’inasprimento delle norme che vietano l’uso del cellulare in macchina, consentendone l’utilizzo solo in modalità vivavoce o con apposite cuffie, in Parlamento è stato più volte riproposto questo tema per individuare possibili nuovi interventi. Io stessa ho presentato una risoluzione in materia, per chiedere al governo di promuovere una campagna di sensibilizzazione, nella convinzione che non si possano affrontare i problemi solo quando diventano un’emergenza fuori controllo.

Oggi, alla luce dei nuovi dati, emerge ancora una volta la necessità di sensibilizzare i cittadini sui rischi di una guida distratta. Un’adeguata campagna di informazione e il rafforzamento dei controlli sulle strade per sanzionare l’uso scorretto dei cellulari alla guida sono i primi interventi che dovrebbe fare il governo. Può bastare poco per proteggere la vita propria e degli altri, ma quel poco va fatto. 

Di seguito la mia risoluzione in IX Commissione:

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19 febbraio 2015

Questi teppisti olandesi travestiti da tifosi devono essere allontanati subito dall’Italia e puniti in modo esemplare

 

Roma Feyeenord

A Roma sta andando in scena una guerriglia inaccettabile: non si può trasformare una città in un campo di battaglia con il pretesto di una partita di calcio. Questi teppisti travestiti da tifosi che sono venuti dall’Olanda a mettere a ferro e fuoco la Capitale devono essere allontanati subito dall’Italia e puniti in modo esemplare.

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