Archive for ‘Popolo delle Libertà’

30 ottobre 2013

Polemica su contanti è un diversivo. Cmq Pdl si batterà contro ennesima misura di polizia fiscale

La boutade sulla riduzione del limite per l’uso dei contanti, lanciata ieri da Saccomanni e sostenuta oggi da Giovannini, più che una proposta sembra un diversivo dai problemi veri sul tavolo: una legge di stabilità che scontenta molti, per non dire tutti, e un voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi di cui si dovrà parlare a lungo. evasione fiscale euro soldi

Se il governo dovesse decidere di portare comunque avanti questa ipotesi, sappia che il PdL si batterà con forza contro l’ennesima misura di polizia fiscale volta a restringere ulteriormente la libertà personale, trattare liberi e adulti cittadini come potenziali delinquenti da controllare e, in ultima analisi, rendere le banche ancora più centrali nella vita delle persone. Vita che a quanto pare, nell’opinione di alcuni esponenti del governo, non è ancora abbastanza scandagliata“.

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25 ottobre 2013

Forza Italia: finalmente!

Finalmente siamo arrivati a realizzare quello che il nostro popolo chiedeva e attendeva da tempo: è tornata Forza Italia, sono tornati, chiari e precisi, gli impegni per i quali ci siamo sempre battuti. Taglio della spesa, riduzione delle tasse, riforme – a cominciare da quella della giustizia – e, soprattutto, la centralità indiscussa e indiscutibile del leader che i moderati hanno sempre voluto e votato: Silvio Berlusconi. A lui competono tutte le scelte per il futuro del nostro movimento in un momento in cui è più essenziale che mai il rapporto diretto tra il leader e il proprio elettorato”.

Lo dichiara, in una nota, la deputata del PdL-FI Deborah Bergamini.

25 ottobre 2013

La mia intervista al Financial Times sul futuro del centrodestra

If the party should split then the only result we would obtain is a great gift to the Democratic party [of Mr Letta] and we don’t want that,commented Deborah Bergamini, an MP close to Mr Berlusconi. deborah bergamini coffee break

Ms Bergamini admits thatlike it or not Berlusconi is in a less central position”. Still, she says the conflict within the party goes beyond issues of future leadership and how to respond to his battles against a judicial system that they all agree is abused by magistrates for their own political ends, a position shared by many Italians.

At the root of the division, she says, is a political debate over whether the PDL should follow Mr Alfano and his Catholic-centric supporters back to the old Christian Democrat model of the postwar establishment, or pursue the “original liberal project” set out when Mr Berlusconi founded his first Forza Italia party in 1994.

There will be a tsunami in Italian politics over the next months,predicts Ms Bergamini, who does not exclude aseparationwithin the centre-right but asks:Who will make the first move and when?

 

Di seguito l’articolo integrale:

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23 ottobre 2013

Giustizia, situazione non più tollerabile. Si faccia subito la riforma

Berlusconi referendum giustizia firmaBerlusconi rinviato a giudizio a Napoli con prima udienza fissata l’11 febbraio. Visti i tempi immancabilmente fulminei garantiti dalla giustizia italiana a tutti i procedimenti che riguardano il Presidente, è probabile che per la fine di febbraio tutto sarà già concluso e deciso. Quello che sta accadendo è assurdo e non più tollerabile. Riformare la giustizia e subito, a cominciare dal riequilibrio tra i poteri, la separazione delle carriere, l’introduzione della responsabilità civile dei magistrati, l’estensione a tutti i cittadini dei criteri di efficienza riservati fino ad oggi ad uno solo, Silvio Berlusconi. Dobbiamo farlo prima che i moderati italiani vengano privati della voce, della rappresentanza e della libertà di scelta“.

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22 ottobre 2013

Dibattito interno al Pdl dimostra che non siamo un partito di plastica

Guardo con sincera simpatia al bisogno di alcuni esponenti del PD di disegnarsi il centro-destra che vorrebbero. Secondo me dovrebbero applicarsi di più nell’immaginare come vorrebbero essere loro, chè ce ne sarebbe un gran bisogno. Apprezzo comunque il tentativo di superare barriere ideologiche che sono state un freno non solo alla crescita del PD, che infatti non ha mai vinto un’elezione negli ultimi anni, ma anche alla normale dialettica politica. Con le appartenenze ideologiche si demonizza l’avversario e si cerca di sconfiggerlo per vie diverse da quelle democratiche. E’ quello che sta avvenendo ai danni del presidente Silvio Berlusconi. Il tentativo di “archiviazione” di Berlusconi per via giudiziaria oltre che politica, è in corso da molti anni. E’ fallito miseramente fino a oggi e credo che fallirà ancora per un bel pezzo: solo otto mesi fa Berlusconi ha preso quasi dieci milioni di voti e su quello ci dobbiamo misurare. Ecco perchè guardo con altrettanta simpatia a tutti questi tentativi di centro, centrismo, centrini, riaggregazioni in cerca d’autore per chi cerca di collocarsi in vista delle prossime elezioni europee.

Per quanto riguarda il dibattito al nostro interno, il nostro partito è in una fase di trasformazione e, com’è giusto, c’è una dialettica interna. Siamo sempre stati pitturati in maniera macchiettistica come il partito azienda, il partito di plastica… non è mai interessanto neanche ai cronisti politici raccontare la vita interna al Popolo della Libertà, i dibattiti al nostro interno. Tutto era polarizzato dalla figura certamente segmentante del nostro presidente, ma questo non significa che, al suo interno, il Popolo della Libertà non abbia visto fasi di dibattito, di confronto, di dialogo più o meno difficile. Non è un segreto che quanto accaduto in occasione del voto di fiducia, “strappato” in qualche maniera a Berlusconi qualche settimana fa, abbia provocato delle reazioni e dei cambiamenti. Berlusconi non è stato convinto dalle buone ragioni addotte per votare la fiducia, ma vi è stato costretto dagli avvenimenti. Questo ha provocato un confronto interno tutt’ora in corso, nel quale noi che siamo stati iscritti nella lista dei cosiddetti “lealisti”, chiediamo che ci sia un ricentramento della leadership di Berlusconi sul partito, che Berlusconi riprenda in mano il pallino del partito pienamente e, per questo, si proceda a un azzeramento delle cariche e a una riorganizzazione dell’assetto del partito. Mi sembra sia una cosa importante da fare in un momento in cui assistiamo allo scompaginamento delle forze politiche che sostengono il governo. Naturalmente non abbiamo mai fatto mancare il sostegno al governo, dal momento in cui abbiamo votato la fiducia e su questa base andiamo avanti sapendo molto bene che, se la stabilità è un valore, un valore ancora più importante è la capacità del governo di saper fare le cose.

22 ottobre 2013

Ue: Letta rappresenti interessi Italia e italiani al prossimo Consiglio europeo

Nel prossimo Consiglio europeo si discuteranno temi decisivi per il futuro dell’Unione: immigrazione, agenda digitale, politiche economiche e monetarie. 

È un bene che il premier Letta abbia posto in cima all’agenda italiana il tema dei flussi migratori e la creazione di un’unica vera politica europea in materia: in nome del principio di solidarietà sul quale è stata costituita, l’Europa ha il dovere di dare una risposta univoca, nessuno strato membro può chiamarsi fuori. Dobbiamo chiedere uno stanziamento maggiore per il Frontex, verificare il consenso su Dublino 2 e rilanciare soluzioni comuni al problema dell’ospitalità. Tutto questo è irrinunciabile se l’Europa non vuole smarrire la sua anima. Anche la creazione del mercato unico digitale è un tema che ci riguarda da vicino perché le nostre piccole e medie imprese possono beneficiare in modo unico delle potenzialità dell’economica digitale ma vanno aiutate. Per questo chiediamo al governo di sostenere il pacchetto normativo sul tema del mercato unico digitale, anche chiedendo una procedura veloce di approvazione.

Infine, un’annotazione sulle politiche economiche e sociali: l’unione bancaria è essenziale per evitare crisi future e per interrompere il circolo vizioso tra rischio sovrano e rischio bancario; è nostro dovere spingere per la creazione di strumenti europei per il finanziamento dei programmi di spesa. Su questi obiettivi il premier ha tutto il nostro sostegno per rappresentare gli interessi dell’Italia e degli italiani”.

21 ottobre 2013

Abolizione finanziamento pubblico ai partiti già in agenda elettorale del Pdl

‘Lealista’ è il termine che piace usare ad altri, io non mi definisco ma sicuramente mi riconosco nella leadership di Silvio Berlusconi al centro del nostro partito. Il ruolo di Berlusconi non si indebolisce perché il suo ruolo è quello di colui che riesce a prendere il voto di una larghissima parte dell’elettorato italiano, e questo deve fare un grande leader politico.

Noi abbiamo posto la questione dell’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti anche durante le ultime elezioni e andiamo avanti per questa strada. Non tutti sono d’accordo, c’è chi ha paura di mettere così i partiti nelle mani di lobby o gruppi di potere. C’è invece chi dice che non è giusto far vivere i partiti con i contributi pubblici perchè sono stati amministrati male. La legge approvata alla Camera va nella direzione voluta dall’opinione pubblica e noi con quella ci dobbiamo misurare. C’è un approccio graduale ma sicuramente va nella direzione del finanziamento privato e c’è anche un’interessante novità in questa legge, che riguarda il crowdfunding, cioè le micro donazioni. Questo è un punto su cui sarebbe bello insistere.

19 ottobre 2013

Prospettiva politica popolari italiani non può prescindere da Berlusconi

Silvio Berlusconi è stato il pioniere dell’alleanza a guida popolare in Italia nonché l’unico popolare che abbia guidato il governo del nostro Paese a partire dal ’94, anno della sua discesa in campo, fino ad oggi. Silvio Berlusconi

Se la prospettiva politica dei popolari in Italia parte ed è guidata da lui, bene, ci siamo tutti. In caso contrario, sarebbe l’ennesimo tentativo di aggregare pezzi di una classe politica in difficoltà e priva di una chiara collocazione, anche in vista delle prossime elezioni europee“.

16 ottobre 2013

Legge di stabilità: ci vuole più coraggio e meno titoli

deborah bergamini coffee breakDi fronte ad una serie lunghissima di indicatori economici con il segno meno, dopo essere arrivati a toccare livelli di disoccupazione che non si vedevano da decenni, davanti a una spesa pubblica mastodontica e ancora in molte parti improduttiva, le ricette contenute nella legge di stabilità, o almeno nelle anticipazioni che è dato conoscere, appaiono efficaci quasi quanto un’aspirina per un malato con le ossa rotte. Da un governo nato per fronteggiare le emergenze, ci saremmo aspettati più coraggio e meno titoli.

Ad esempio, per tagliare la spesa pubblica dello 0,5% nel 2014 serviva davvero un commissario ad hoc? E che fine ha fatto l’aliquota Iva al 21%?

Cosa dobbiamo aspettarci da questa misteriosa Trise? Il PdL non ha mai concepito il ‘fare’ come ‘minimo indispensabile’ e di certo non è più sufficiente che l’esecutivo si limiti ad indicare la direzione giusta, bisogna avere la forza, anche politica, di percorrerla“.

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16 ottobre 2013

Dopo tentativo di eliminazione politica di Berlusconi per via giudiziaria si cerca di archiviare anche ns esperienza politica

La mia lettera pubblicata oggi su Il Tempo: lettera deborah bergamini il tempo berlusconi lealisti pdl forza italia

Il governo Letta è nato dalla consapevolezza, innanzitutto di Silvio Berlusconi, che solo una grande coalizione, sbocco naturale di una democrazia matura alle prese con il sostanziale pareggio elettorale dei due maggiori gruppi politici, sarebbe stata in grado di affrontare il grande tema delle riforme strutturali, indifferibili per restituire competitività e vitalità al nostro Paese.

L’uscita dalla crisi sociale ed economica passa infatti inesorabilmente dall’attuazione di una serie di misure volte a scardinare l’arrugginito sistema-Italia. Questo è sempre stato lo scopo del governo che sosteniamo, consapevoli della complessità dei rapporti con i nostri “alleati”, dovuta ad una oggettiva differenza culturale, di prospettiva e di visione: per noi rimane centrale la preminenza dell’individuo sullo Stato; il merito come categoria fondante di una vera “uguaglianza delle possibilità” rispetto all’egualitarismo ideologico della sinistra; l’opposizione ad un sistema fiscale che annienta famiglie e imprese, trasformando lo Stato in un sistema di controllo e di coercizione nelle mani di una pachidermica burocrazia. Per noi, infine, l’avversario politico non è un demone da spazzare via, ma un’alternativa che si basa sulla capacità di coagulare consenso attorno a sé. Siamo diversi.

In questi mesi abbiamo assistito al tentativo di eliminazione politica di Silvio Berlusconi per via giudiziaria. Questo getta un’ombra cupa sull’idea di cosa s’intende per Stato di diritto e su una sinistra incapace di contendere, con gli strumenti della politica, lo spazio competitivo di questa democrazia. Ora, stiamo assistendo anche al tentativo di archiviazione politica di un’intera esperienza democratica straordinaria, quella nata con Forza Italia. Se questo tentativo andasse a buon fine, questa diversità verrebbe prima diluita, poi perduta. E sarebbe un errore gravissimo, soprattutto se lo si facesse in nome di un generico moderatismo o di una svolta centrista che faccia da stampella al Pd, magari col premio del gradimento di qualche opinionista di peso e con una nuova presentabilità politica per qualcuno.

Se questo governo deve sopravvivere ed andare avanti, lo deve fare per la nostra diversità; non a scapito di essa. La leadership di Berlusconi rimane il cardine di questo percorso e il fondamento di un rapporto diretto col suo grande popolo. Chiunque pensa di poter emarginare l’esperienza berlusconiana non aiuta questo governo, che esiste perché Berlusconi lo ha voluto; e non aiuta il Pdl a restare il movimento rappresentativo di quell’Italia che crede che la democrazia sia il consenso dei cittadini e la loro legittimazione, e non l’ennesima manovra di palazzo.

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