Archive for ‘referendum’

3 dicembre 2016

Referendum: comitato per il sì fa propaganda ingannevole su Berlusconi

Mi preme segnalare che il comitato Bastaunsì, non soddisfatto delle decine di milioni di euro che finora ha speso nella campagna referendaria, continua a fare propaganda a pagamento anche oggi, giorno di silenzio elettorale, attraverso una pubblicità presente sul motore di ricerca Google.

Tra l’altro la pubblicità del comitato per il Sì è ingannevole e subdola in quanto attribuisce al presidente Berlusconi una volontà di voto opposta a quella da lui espressa chiaramente a favore del NO. Costoro dimostrano non solo di non avere argomenti, ma di non rispettare neppure le più elementari regole del confronto democratico: figurarsi se possono mai rispettare la Costituzione repubblicana.

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27 novembre 2016

La riforma è una prepotenza del governo Renzi

img-20161126-wa0010Dopo il referendum in in modo o in un altro cambieranno molte cose. Qualunque forma di ricongiungimento in politica è una pratica naturale, ma si fa su programmi condivisi, e su un’idea del paese molto chiara, che non si può commerciare a seconda delle esigenze del momento. La riforma è frutto di una prepotenza da parte del governo Renzi: una riforma pensata male, scritta male, imposta con la forza, che chiama tutti noi al dovere civico di respingerla. Una riforma così importante, che tocca 37 articoli della Costituzione, non la può fare a colpi di maggioranza un partito solo, ma si deve fare con la massima collaborazione di tutte le forze politiche, che sono in Parlamento perché rappresentano elettorati diversi.

Mi sorprende il voto di tanti parlamentari e movimenti che sono stati eletti con il centrodestra e che poi hanno deciso di aderire al SI. Non mi sembra un voto di coscienza, come è stato detto da alcuni, visto che uno degli elementi chiave di questa riforma è che, se passasse, il Senato resterebbe completamente nelle mani del Pd; i senatori infatti non vengono eletti ma nominati dai Consigli regionali, e il Pd governa in 17 Regioni su 20.

25 settembre 2016

Referendum, quesito seducente che nasconde cattiva riforma

In questo referendum c’è un quesito seducente che nasconde una cattiva riforma della Costituzione. Nel quesito si promettono leggi più semplici e tagli ai costi della politica ma la realtà non è questa. Non ci saranno tagli ai costi della politica, le leggi non saranno più semplici da fare e soprattutto ci sarà meno democrazia.

18 settembre 2016

Ue, Renzi alza e abbassa volume a seconda del calendario elettorale

renzi-merkel-hollande-sorridentiL’inconsistenza della strategia di un governo che alza o abbassa il volume della voce in Europa a seconda del calendario elettorale danneggia l’Italia che avrebbe bisogno di un esecutivo capace di difendere gli interessi degli italiani soprattutto su immigrazione e economia. Al Paese non fa bene un governo che ha un atteggiamento altalenante a seconda degli appuntamenti elettorali interni.
Le critiche che oggi il premier Renzi muove all’Unione europea e ad alcuni Stati membri appaiono in parte corrette, ma poco credibili. Corrette perché erano già vere il giorno in cui Renzi si insediò a Palazzo Chigi. Poco credibili perché dopo quasi 3 anni passati ad ascoltare il premier vantarsi di vittorie di Pirro a margine dei vertici europei, non si può credere che quello stesso governo non sia corresponsabile dei fallimenti denunciati oggi.

13 settembre 2016

Referendum, inaccettabili intromissioni esterne in nostra democrazia

11999711_900684430018186_4123114388012814754_oLe intromissioni esterne in questioni che attengono alla democrazia di un Paese libero non sono accettabili, a maggior ragione se reiterate nel tempo.

Ad esempio ci insospettisce l’attivismo sul referendum di alcune agenzie di rating internazionali che già nel 2011 furono protagoniste negative di quella stagione politica in Italia che portó alla caduta dell’ultimo governo eletto democraticamente. Ricordiamo bene i loro giudizi tanto negativi quanto infondati sui nostri conti pubblici, giudizi che portarono gli speculatori internazionali a prendere come bersaglio l’Italia causando l’innalzamento smisurato e immotivato dello spread. Non consentiremo che ciò accada nuovamente anche al referendum: in democrazia gli unici legittimati a dare i numeri, quelli veri, quelli che contano, sono i cittadini.

11 settembre 2016

La priorità degli italiani è la mancata crescita, non l’Italicum

deborah bergamini a BolognaIl dibattito sulla legge elettorale che tanto appassiona il Partito democratico dà la misura di un partito in crisi più concentrato sulla conservazione delle poltrone che sui temi economici.
Con i consumi in calo, i licenziamenti che aumentano e un Paese in deflazione dispiace constatare che il Pd, oggi come in passato, continui a mettere i propri problemi interni davanti a quelli dei cittadini. La priorità degli italiani è la mancata crescita, non l’Italicum.

22 agosto 2016

Referendum è referenzi, la frittata non tornerà uovo

renziSarà il presidente della Repubblica a valutare il da farsi dopo che gli italiani avranno detto “no” alla riforma Renzi-Boschi-Napolitano. Il Presidente del Consiglio Renzi, anziché dare inopportune indicazioni al Quirinale, farebbe bene a dimostrarsi coerente con le proprie parole e con i propri impegni. E’ stato Renzi a trasformare il referendum costituzionale in un referenzi elettorale. E visto che è stato lui a fare la frittata è un po’ utopico aspettarsi che con qualche parolina magica questa possa tornare uovo. Il presidente del Consiglio ha preso solennemente un impegno e adesso, se perde, ci aspettiamo che lo onori.

19 agosto 2016

Il miglior incentivo per la crescita è il taglio delle tasse

I consumi delle famiglie sono in calo rispetto all’anno scorso, il prodotto interno lordo non cresce quanto previsto e al venire meno della decontribuzione sul lavoro il Jobs Act ha dimostrato tutta la sua inefficacia.

Ma non solo. Questo governo, rispetto al governo Berlusconi, ha quintuplicato l’ultra precariato di chi lavora con i voucher; ha sedotto e abbandonato i pensionati (che hanno visto aumenti di pensione solo col presidente Berlusconi); così come sembra essersi dimenticato delle partite iva e degli imprenditori che, oggi, pagano le tasse più alte di Europa (64,8% secondo Confartigianato). Tuttavia, a fronte di una straordinaria solerzia nell’esigere il pagamento delle imposte, e nonostante gli impegni presi da questo governo, lo Stato non si è dimostrato altrettanto solerte nel pagare i debiti contratti dalla Pubblica Amministrazione con le imprese (65 miliardi di euro secondo la CGIA).

Sarebbe allora il caso che il governo Renzi, invece di insistere con una politica economica basata sugli incentivi – che nel lungo termine droga l’economia senza aiutarla a camminare sulle proprie gambe -, iniziasse a prendere in seria considerazione la possibilità di procedere ad un importante taglio di tasse e di spesa pubblica improduttiva. E’ giusto l’intento di voler aiutare le imprese a ripartire, ma gli incentivi generalmente aiutano le imprese che meno ne hanno bisogno (e non le piccole e microimprese che sono la maggioranza). Se non ripartono i consumi degli italiani, se la disoccupazione non torna almeno ai livelli del 2011 (con il governo Berlusconi eravamo intorno all’8%), gli incentivi avranno la funzione di ridurre le perdite delle imprese più che di stimolare la crescita di tutta l’economia.

Per noi di Forza Italia il miglior incentivo per la crescita era e rimane il taglio delle tasse. E non vorremmo che l’insistenza del governo sulle politiche degli incentivi – confermata oggi dal responsabile economico del Pd alla Stampa – fosse un tentativo non troppo velato di ringraziare chi quest’estate ha apertamente sostenuto il sì al referendum costituzionale…

19 agosto 2016

Fisco, gli incentivi saranno mance referendarie

renzi-padoan-640Il Governo Renzi sembra intenzionato ad introdurre una vera novità: dalle mance elettorali si passerà alle mance referendarie. Un tempo si elargivano favori per ottenere più voti alle elezioni, è la prima volta che ci si prepara a ricorrere a questo sistema per non perdere un referendum.
È una dimostrazione del panico e della confusione del Governo, terrorizzato dalla vittoria del No sempre più probabile.
Il problema è che tutto questo avviene con i denari degli italiani: gli incentivi sono costosissimi e drogano l’economia, non generano sviluppo. Per una crescita sana l’unica strada rimane quella di un vero, serio, generalizzato taglio delle tasse, e naturalmente delle spese. L’unica strada che la sinistra, anche quella renziana, non sa, non può o non vuole percorrere.

10 agosto 2016

Referendum, Renzi trasforma voto in gratta e vinci

Deborah Bergamini natale 2015Renzi ha trasformato il referendum sulla Costituzione in un gratta e vinci: “Se vincono i sí – ha dichiarato il premier – arriveranno 500mln di euro per i poveri”. Allora delle due l’una: o Renzi ha deciso che il voto referendario avverrà prima della legge di stabilità o, per strizzare l’occhio all’estrema sinistra, sta perpetrando un ricatto sulla pelle dei più deboli. Gli italiani non cadranno nel tranello.

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