Archive for ‘Toscana’

27 novembre 2016

La riforma è una prepotenza del governo Renzi

img-20161126-wa0010Dopo il referendum in in modo o in un altro cambieranno molte cose. Qualunque forma di ricongiungimento in politica è una pratica naturale, ma si fa su programmi condivisi, e su un’idea del paese molto chiara, che non si può commerciare a seconda delle esigenze del momento. La riforma è frutto di una prepotenza da parte del governo Renzi: una riforma pensata male, scritta male, imposta con la forza, che chiama tutti noi al dovere civico di respingerla. Una riforma così importante, che tocca 37 articoli della Costituzione, non la può fare a colpi di maggioranza un partito solo, ma si deve fare con la massima collaborazione di tutte le forze politiche, che sono in Parlamento perché rappresentano elettorati diversi.

Mi sorprende il voto di tanti parlamentari e movimenti che sono stati eletti con il centrodestra e che poi hanno deciso di aderire al SI. Non mi sembra un voto di coscienza, come è stato detto da alcuni, visto che uno degli elementi chiave di questa riforma è che, se passasse, il Senato resterebbe completamente nelle mani del Pd; i senatori infatti non vengono eletti ma nominati dai Consigli regionali, e il Pd governa in 17 Regioni su 20.

20 settembre 2016

Strage Viareggio, ferita aperta che sarà chiusa soltanto con la verità

strage-viareggioLe pesanti condanne richieste dai pm nei confronti degli imputati della strage ferroviaria di Viareggio, che il 29 giugno 2009 causò la morte di 32 persone, non arrivano inaspettate vista la gravità della tragedia che ha distrutto per sempre la vita di tante famiglie.
Questa vicenda è una ferita aperta per tutta la cittadinanza viareggina che potrà essere chiusa soltanto quando sarà fatta pienamente luce sull’accaduto. Credo che, al di là del processo in corso, sia necessario nuovamente l’intervento del Parlamento, come già avvenne quando approvammo la cosiddetta “Legge Viareggio”, di cui mi onoro di essere stata la prima firmataria nonché la relatrice, che stanziò fondi di solidarietà a favore dei parenti delle 32 vittime. L’amministrazione della giustizia è compito dell’ordine giudiziario nei tribunali, ma la politica non può rimanere passiva davanti al dolore di chi invoca il diritto di conoscere tutta la verità. In queste ore è al vaglio degli uffici competenti della Camera la proposta di legge che ho presentato per richiedere l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta su questa strage ferroviaria. Lo dobbiamo alle 32 vittime, alle loro famiglie e a tutta Viareggio affinché venga diradata ogni ombra su quella tragica notte.

9 settembre 2016

Centrodestra, bene la candidatura unitaria di Bertola a Camaiore

Il centrodestra a Camaiore ha dato prova di compattezza e saggezza scegliendo di appoggiare la candidatura civica di Giampaolo Bertola. Esperienza amministrativa e impegno civico costituiscono un binomio vincente per ridare speranza e ordine alla nostra città dopo la parentesi negativa della sinistra. Camaiore può rappresentare un esempio di buongoverno non solo a livello locale ma anche nazionale perché qui la classe dirigente del centrodestra ha saputo porre dinanzi a tutto gli interessi dei cittadini e della coalizione.

5 settembre 2016

Commercio, Bolkestein impoverisce economia italiana. In ballo 1 mln posti di lavoro

La direttiva Bolkestein impoverisce l’economia del nostro Paese, che ha sue peculiarità specifiche rispetto ad altre nazioni, imperniato com’è sulla piccola impresa familiare, sulle partite Iva. Il Governo ha il dovere di intervenire subito e di far sentire la voce dell’Italia in sede Ue, prima che sia troppo tardi.
In ballo ci sono un milione di posti di lavoro, tra addetti a fiere, chioschi e mercati, e balneari, incluso l’indotto. Se la Bolkestein verrà applicata in maniera meccanica, senza tenere conto dell’unicità e della specificità del sistema Italia, a essere danneggiate saranno le imprese e le generazioni future. Ci chiediamo perché a Spagna e Portogallo, ad esempio, sia stato consentito di prorogare le concessioni, e all’Italia no: l’utilizzo di due pesi e due misure è segno che in Europa ci sono problemi, e che il nostro Paese in sede Ue ha difficoltà a farsi ascoltare. Forza Italia, comunque, continuerà come ha sempre fatto a sostenere in tutte le sedi le ragioni degli imprenditori e delle aziende familiari.

Firenze, convegno sulla direttiva Bolkenstein promosso da Assoidea

31 luglio 2016

MPS, Renzi tutela banchieri e non risparmiatori


Commentando la vicenda Monte dei Paschi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha dichiarato a Repubblica che a lui ‘interessa proteggere il correntista e il risparmiatore’. Dispiace constatare che ad oggi queste parole non hanno trovato alcun riscontro nella realtà. Nell’Italia di Renzi i risparmiatori truffati sono stati meno e peggio tutelati di certe banche e di certi banchieri. Se al governo interessa tutelare queste persone lo dimostri nei provvedimenti prima che nelle interviste. 

21 luglio 2016

Brutto segnale governo che non accoglie mio odg per imprese balneari

BalneariQuando dalle promesse si passa ai fatti appare chiaro chi vuole tutelare le imprese balneari italiane e chi invece no. Ritengo che il Governo abbia compiuto un gravissimo errore non accogliendo il mio ordine del giorno in cui chiedevo che si rinegoziasse l’applicazione della direttiva Bolkestein o che quanto meno si prevedesse un periodo transitorio congruo per permettere ai concessionari l’ammortamento degli investimenti realizzati, così come è avvenuto anche in altri paesi europei con situazioni costiere e turistiche simili alle nostre come Spagna e Portogallo.

Sulla tutela in questa direzione delle imprese balneari il Governo non ha ritenuto di doversi impegnare ma semplicemente di ‘valutare l’opportunità’, non comprendendo che ha già perso troppo tempo e che è il momento di adottare misure urgenti e concrete a tutela del comparto. Ma soprattutto è inaccettabile che il Governo, nell’ambito del riordino della materia, non abbia voluto accogliere la mia richiesta di escludere che alle concessioni balneari sia applicato in maniera generalizzata ed automatica il sistema di affidamento tramite asta, disattendendo tra l’altro la pronuncia della Corte di giustizia europea che ha chiarito che le aste non sono obbligatorie. Il mio ordine del giorno, peraltro, non le avrebbe escluse, ma chiedeva solo che non fossero generalizzate ed automatiche. Davvero un brutto segnale di indifferenza del Governo verso migliaia di piccole imprese italiane del settore turistico. Infine ringrazio i colleghi Alberto Giorgetti e Francesco Paolo Sisto per il loro impegno in Aula e in Commissione nel sostenere insieme a me le istanze dei balneari.

 

Qui il testo dell’Ordine del Giorno non accolto dal governo.

Ordine del giorno

 

La Camera,

premesso che

i commi 3-septies e 3-octies dell’articolo 24 del provvedimento in esame intervengono in materia di concessioni demaniali marittime, sia sotto il profilo della proroga delle concessioni, che relativamente ai procedimenti pendenti per il pagamento dei canoni demaniali ed al termine per il riordino complessivo della materia;

in particolare il comma 3-septies dell’articolo 24 interviene sulla questione della proroga delle concessioni disponendo la validità ex lege dei rapporti concessori già instaurati e pendenti in base all’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009. Si tratta della norma che ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 la durata delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative in essere alla data di entrata in vigore del decreto (30 dicembre 2009) e in scadenza entro il 31 dicembre 2015;

la disposizione si è resa necessaria a seguito della sentenza della Corte di giustizia europea, che ha dichiarato illegittima la proroga disposta dal legislatore in merito alle concessioni demaniali marittime a finalità turistico ricreative; l’articolo 1, comma 18, del decreto-legge n. 194 del 2009, come modificato dall’articolo 34-duodecies del decreto-legge 179/2012, aveva infatti disposto, in attesa della revisione complessiva della legislazione nazionale in materia, la proroga sino al 31 dicembre 2020 delle concessioni in essere alla data del 30 dicembre 2009 ed in scadenza entro il 31 dicembre 2015;

la Corte ha quindi dichiarato illegittima la proroga automatica ma, al contempo, ha riconosciuto la necessità di tutelare il legittimo affidamento se, al momento del rilascio della concessione, sia stata osservata una pubblica evidenza. Inoltre, la Corte ha rinviato al Giudice nazionale il compito di valutare se la proroga di una concessione sia legittima o meno in virtù dell’abbondanza del bene concesso;

ad ogni modo, il Governo ha ora il dovere di attivarsi, data l’inerzia nel procedere ad un riordino della materia, per evitare eventuali contrasti con la normativa comunitaria e, nello specifico, con la direttiva Bolkestein, per offrire soluzioni ai problemi di un settore – quello delle imprese turistiche titolari di concessioni demaniali -strategico e fondamentale per il nostro Paese;

se è vero che la Corte di giustizia Ue ha sancito la non validità della proroga automatica di tali concessioni per tutti fino al 2020, come deciso dallo Stato italiano, è altrettanto vero che si possono e si devono salvaguardare gli imprenditori che hanno fatto investimenti, ponendo a carico dello Stato l’onere di provare eventualmente il contrario e, quindi revocare la, o anticipare la revoca della, concessione;

in ogni caso, è necessario avviare un percorso nelle opportune sedi comunitarie per rinegoziare i termini della Direttiva Bolkestein e fare in modo che le concessioni demaniali relative agli stabilimenti balneari, nonché il settore del commercio ambulante, siano escluse dall’applicazione automatica e generalizzata del sistema di affidamento tramite asta; –

 impegna il Governo

ad attivarsi presso le istituzioni comunitarie per rivedere la decisione di applicare la direttiva Bolkestein  alle concessioni demaniali relative agli stabilimenti balneari, nonché al commercio ambulante, o, quantomeno, per prevedere l’estensione della durata del regime transitorio per un tempo abbastanza ampio da permettere ai concessionari l’ammortamento degli investimenti realizzati, secondo quanto disposto anche in altri Paesi dell’UE, nonché in ogni caso, per escludere tali concessioni dall’applicazione automatica e generalizzata del sistema di affidamento tramite asta.

 

Bergamini

 

 

18 luglio 2016

Spiagge, prorogare le concessioni per salvaguardare gli investimenti

balneariNon possono certamente essere le imprese turistiche titolari di concessioni demaniali a pagare il conto dell’inerzia del Governo che non è stato in grado di difendere in Europa le ragioni e gli interessi di un settore economico fondamentale per il nostro Paese. Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea occorre rimediare agli errori e noi offriamo la soluzione per farlo.

Ho presentato subemendamenti al decreto Enti locali del Governo per prorogare per un periodo di trenta anni le concessioni demaniali, salvo che le autorità competenti non dimostrino la mancanza di investimenti realizzati per la costruzione di manufatti legittimamente esistenti e, in generale, per il miglioramento dell’area concessa. Se è vero che la Corte di giustizia Ue ha sancito la non validità della proroga automatica di tali concessioni per tutti fino al 2020, come deciso dallo Stato italiano, è altrettanto vero che si possono e si devono salvaguardare gli imprenditori che hanno fatto investimenti, ponendo a carico dello Stato l’onere di provare eventualmente il contrario. Vedremo se la maggioranza di Governo approverà i nostri subemendamenti o se ancora una volta si mostrerà disinteressata alla sorte di migliaia di imprenditori balneari. Infine vigileremo affinché nel non più procrastinabile riordino dell’intera materia il Governo non disattenda le promesse fatte al comparto.

14 luglio 2016

Balneari, Governo tutela banche e dimentica imprese

spiaggeQuando a febbraio di quest’anno l’avvocato generale della Corte di Giustizia europea si era dichiarato contrario alla proroga delle concessioni balneari in essere in Italia, avevamo chiesto a gran voce al premier Renzi di attivarsi in prima persona per scongiurare questo pericolo. Oggi invece è arrivata la sentenza che rappresenta una minaccia per la sopravvivenza di decine di migliaia di imprese italiane.

Il Governo è molto attivo in Europa per chiedere favori e deroghe per salvare banche e banchieri ma si è completamente disinteressato di un settore economico fondamentale per l’occupazione e la crescita del nostro Paese, penalizzando le imprese turistiche titolari di concessioni demaniali, e proprio nel pieno della stagione estiva. Altri Paesi, con minor peso economico rispetto all’Italia, come Spagna e Portogallo, hanno chiesto e ottenuto dalla Ue una deroga dalla Bolkestein, l’Italia no, appalesando una evidente ininfluenza politica. Le ripercussioni saranno enormi anche dal punto di vista occupazionale e questo stride con l’atteggiamento di un Governo che continua a vantarsi degli inesistenti effetti salvifici del Jobs Act. Con questa sentenza si perderanno posti di lavoro, si perderanno gli investimenti dei nostri piccoli imprenditori balneari e si perderà anche la certezza del futuro.

12 luglio 2016

Viareggio, Tar ripristina legalità, centrodestra pronto a elezioni

Elezioni ViareggioIl pronunciamento del Tar sulle elezioni comunali di Viareggio pone fine a una situazione di anomalia e ripristina la legalità democratica dopo le irregolarità, ormai acclarate, nel conteggio dei voti dello scorso anno. Ora la parola torna ai cittadini. Il centrodestra unito è pronto a tornare al governo della città versiliese, sulla scia dei successi che la coalizione ha ottenuto alle amministrative in Toscana nel 2015 e quest’anno.

1 luglio 2016

Balneari, da governo accanimento contro imprese del settore

Balneari toscanaAssistiamo a un inspiegabile accanimento del governo contro le imprese balneari, che invece creano tanti posti di lavoro in tutto il Paese, e sono uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica italiana. Renzi pensi a salvare gli stabilimenti balneari con una legge, invece di impugnare le norme di chi cerca di legiferare in materia.

L’unica vera soluzione per le imprese balneari è rinnovare ai gestori degli stabilimenti le concessioni esistenti per 75 anni, come hanno già stabilito le norme approvate in Spagna e Portogallo, dando ai gestori uscenti il diritto di prelazione. Si tratterebbe di una norma ispirata al buon senso e al realismo, visto che sono in gioco centinaia di migliaia di posti di lavoro. Il Pd si conferma un’Armata Brancaleone, che a Roma non sa quel che fa in Toscana. Ma Rossi e Renzi, quando si incontrano, parlano solo del partito o anche dei problemi delle imprese?

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