Posts tagged ‘agroalimentare’

19 novembre 2015

Agroalimentare, tutelare produzione riso italiano

deborah bergamini a Bologna

E’ importante che il Governo abbia approvato la mia mozione sulla tutela del settore risicolo italiano, impegnandosi così a perseguire lo sforzo di vederci riconosciuta dalla Commissione europea l’adozione di clausole di salvaguardia nei confronti dell’importazione a dazio zero di riso cambogiano nei Paesi dell’UE prevista dagli accordi siglati tra la stessa Commissione e il paese asiatico nel 2009. Mi lascia piuttosto perplessa, però, il fatto che mentre gli effetti nefasti dell’accordo tra UE e Cambogia si manifestavano, in termini di serie difficoltà per il nostro settore risicolo che si è trovato a fronteggiare la concorrenza di riso a bassissimo costo – oltre che ad alto contenuto di principi attivi non autorizzati – e praticamente nulle ricadute positive per gli agricoltori cambogiani, la Commissione annunciava di aver siglato un accordo analogo con il Vietnam senza che il nostro esecutivo battesse ciglio. Per questo con la mozione ho chiesto anche che fin da subito si richieda l’attivazione di clausole di salvaguardia anche per quanto riguarda le importazioni di riso dal Vietnam. Prima, magari, che ci troviamo tra 5 anni con danni ormai irreversibili alla nostra agricoltura. In Italia la risicoltura ha sempre rivestito grande importanza economica. Le aziende agricole che coltivano riso in Italia sono circa 4.100 e l’industria risiera è rappresentata da più di 100 imprese strutturate per trasformare il riso greggio in riso lavorato. Il settore risicolo rappresenta un’eccellenza del nostro Made in Italy agro-alimentare e va tutelato. Per questo ho impegnato l’esecutivo anche a promuovere e attuare, a livello nazionale, misure che prevedano puntuali obblighi di pubblicità e trasparenza nell’etichettatura del riso commercializzato in Italia, in particolar modo specificando il nome dell’azienda che utilizza riso proveniente da Paesi terzi rispetto all’Unione europea, per informare i consumatori in maniera corretta se stanno acquistando riso italiano, cambogiano, vietnamita o chissà di quale altro Paese. Infine ho invitato il governo a promuovere, a livello europeo, l’adozione di clausole di condizionalità democratica più stringenti all’interno degli accordi siglati tra l’Unione europea e Paesi terzi, per far sì che tali accordi siano davvero efficaci e non possano essere snaturati nelle loro finalità. L’esecutivo ha detto di sì a tutto, speriamo che siano impegni seri.

15 settembre 2015

Governo sta colpevolmente sottovalutando ingentissimi danni economici per l’Italia provocati dalle sanzioni alla Russia

Il Governo sta colpevolmente sottovalutando gli ingentissimi danni economici per l’Italia provocati dalle sanzioni imposte alla Federazione russa, e dalle conseguenti contro-sanzioni russe. Con tutto il rispetto per il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro, ci sembra un segnale di scarsa attenzione al problema che alla nostra interpellanza per tutelare il settore agroalimentare, il più danneggiato da queste sanzioni, sia venuto a rispondere in Aula il sottosegretario ai Trasporti.
Chiediamo al Governo di adoperarsi concretamente in sede europea ed internazionale affinché le sanzioni contro la Federazione russa vengano ridiscusse e, al più presto, abolite prima che i loro effetti negativi sul mercato e sull’export italiano diventino permanenti e irreparabili. Le ricadute sono drammatiche per tutti i settori merceologici, a causa delle sanzioni europee anche al settore finanziario russo, che impediscono di fatto alle banche russe di poter operare e garantire i pagamenti dei compratori russi nei confronti dei fornitori italiani. Inoltre, le restrizioni economiche e commerciali imposte alla Russia stanno causando effetti negativi sui consumi in Italia da parte dei turisti provenienti dalla Federazione. Insomma, è tempo per il Governo di agire con immediatezza anche perché, fra i danni collaterali delle sanzioni, lo stop alle importazioni di prodotti agroalimentari italiani ha provocato in Russia un vero boom nella produzione locale di prodotti ‘Italian Sounding’, ovvero di falso made in Italy che non solo danneggia la nostra economia ma anche la nostra immagine.

27 agosto 2015

Il Valore Italia. L’arte del buon cibo va promossa e tutelata dalla contraffazione

01e89c6f9eca7f357633e791a891d0a601fd933477Qualche giorno fa, a Forte dei Marmi, ho preso parte come giurata – accanto a giornalisti, chef stellati, produttori e esperti del settore agroalimentare – alla XXIII Edizione di ‘A tavola sulla spiaggia’, concorso gastronomico ideato da Gianni Mercatali e patrocinato da Comune .
Nell’anno dell’Expo il noto appuntamento Versiliese ha visto il suo focus sul recupero della cucina del riciclo e la valorizzazione del cibo salutare. 
Considero il settore agroalimentare italiano un modello di successo, capace di generare ogni anno un valore aggiunto di oltre 260 miliardi di euro per la nostra economia. È doveroso ricordare peró come questo comparto sia anche soggetto a pratiche di contraffazione troppo diffuse, contro cui mi sono già spesa in prima persona quando ricoprivo il ruolo di Vicepresidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione. È anche grazie al nostro lavoro che in Italia è stata introdotta l’etichettatura obbligatoria per i prodotti Made in Italy, col fine di tutelare la loro qualità da pericolose imitazioni che danneggiano fortemente la nostra economia, oltre ad avere infiltrazioni con la criminalità organizzata.

Continuerò a dare il mio contributo a una battaglia che considero un segno di grande civiltà per l’Italia intera e per la sua identità.

18 agosto 2015

Apicoltura: il miele, un elemento più che un alimento del Nostro Paese

deborah bergamini mario andreini api miele apicoltura salute ambiente biodiversità

Oggi al Caffè della Versiliana abbiamo affrontato il tema della salute delle api e del nostro Paese.

Il 2014 è stato un anno devastante per l’apicoltura, la politica deve fare di più per il settore agroalimentareLe difficoltà di questo comparto, che produce ricchezza per l’Italia, sono importanti e spesso non prese in considerazione da chi, ricoprendo un ruolo pubblico e di garanzia, ha il dovere di dare il proprio ascolto e la propria attenzione per un contributo concreto. 

Le maglie burocratiche a cui sono sottoposti gli apicoltori, per esempio, impediscono e non supportano la loro attività, creando un danno all’economia e alla produttività. Proprio l’anno scorso ho scritto al Presidente della nostra regione Toscana, Enrico Rossi, chiedendogli di riconoscere lo stato di calamità per questo settore. Non ho ricevuto nessuna risposta. Neppure un segno di avvenuta ricezione. Il silenzio. Gli riscriverò certamente in attesa di un riscontro.

Rinnovo il mio impegno a portare avanti questa battaglia. Una battaglia non velleitaria nè secondaria. perché è giusto essere uniti e riconoscere il giusto valore a chi rappresenta, con dedizione e talento, le eccellenze del nostro paese.

10 luglio 2014

Made in Italy, bene sì a mia mozione. Governo in Ue ottenga etichettatura “Made in”

Debora BergaminiSono particolarmente soddisfatta per l’approvazione della mia mozione sul Made in Italy, perché se oggi la Camera ha affrontato questo tema è grazie all’iniziativa politica di Forza Italia.

La mozione approvata impegna il Governo, nell’ambito del semestre italiano di presidenza Ue, a far approvare il regolamento sulla sicurezza dei prodotti non alimentari, che prevede disposizioni sul ‘made in’ e che è stato finora bloccato dall’opposizione dei Paesi del Nord Europa. Altro impegno è quello a sviluppare una lotta più dura ai fenomeni di contraffazione in campo alimentare ed extralimentare, innanzitutto attraverso una più dettagliata etichettatura.

Questi temi, che possono sembrare meramente tecnici, hanno ricadute importanti sulla nostra economia, perché la contraffazione è un vero e proprio furto che vale alcuni miliardi di euro l’anno. A farne le spese sono i consumatori, che utilizzano merci scadenti e spesso nocive, gli imprenditori e i lavoratori italiani e il fisco. A trarne benefici, invece, è la criminalità organizzata. Meno passerelle in Europa, quindi, e più risultati: è questo che chiediamo al governo. 

 

Di seguito il testo della mozione:

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18 giugno 2013

Bene accordo libero scambio Ue-USA ma si tuteli Made in Italy

È una buona notizia l’avvio dei negoziati per l’accordo di libero scambio tra Europa e Stati Uniti. Un’area così vasta di libero commercio può davvero giovare alle economie dei paesi coinvolti e sicuramente a quella italiana che, come sappiamo, ha un export molto forte“. Debora Bergamini

Così Deborah Bergamini, capogruppo Pdl in Commissione Esteri, che prosegue: “sarà fondamentale, però, che le regole dell’accordo tutelino l’eccezionalità del Made in Italy, tanto richiesto all’estero quanto – proprio per questo – imitato e contraffatto. Ci vogliono regole chiare e precise in questo ambito, affinché l’accordo rappresenti una vera opportunità per le nostre imprese e non, invece, un allentamento delle regole che lasci spazio a concorrenza sleale. Per questo monitoreremo da vicino l’attività dei negoziatori” ha concluso Bergamini.  ..

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17 giugno 2013

Made in Italy trascina il ns export, ho proposto Commissione ad hoc per tutela

I dati Istat di oggi sul commercio estero confermano che il nostro export continua a crescere nonostante la crisi e, in particolare, che a trainare questi risultati positivi sono, ancora, i prodotti agroalimentari. L’eccellenza del nostro Made in Italy, dunque, si conferma uno dei settori strategici dell’economia nazionale, da difendere e tutelare dai sempre più numerosi e sofisticati attacchi.”  Deborah Bergamini tg1

Così in una nota Deborah Bergamini, Pdl, commenta i dati Istat secondo cui l’export agroalimentare ad aprile ha segnato un +12,6%.

La contraffazione e l’Italian sounding sottraggono quote di mercato alla nostra produzione nazionale d’eccellenza, distraggono consumatori dalla nostra filiera e, per di più, vendono loro un prodotto scadente, così ledendo anche l’immagine dei nostri prodotti tipici. L’attenzione alla tutela del Made in Italy deve dunque essere sempre massima, per questo ho proposto che la Camera istituisca una Commissione d’inchiesta dedicata a questo settore” ha concluso Bergamini.   

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6 marzo 2013

Bene riconoscimento IGP a salame felino

ALIMENTARE: BERGAMINI(PDL),IMPORTANTE IGP A SALAME DI FELINO salame-felino

(ANSA) – BOLOGNA, 6 MAR – La registrazione Igp al salame di Felino “è un riconosicmento importante per unicità prodotto e per la tutela qualità italiana e permetterà di tutelarlo al meglio contro la contraffazione e l’agropirateria“. E’ quanto scrive, in una nota, Deborah Bergamini, deputato Pdl appena rieletto in Emilia-Romagna.

Adesso, osserva ancora, “il salame di Felino potrà essere meglio tutelato contro le sue ingannevoli imitazioni perché per l’Europa diventa un prodotto alimentare unico ed originale in quanto può essere prodotto con disciplinare determinato solo nella Provincia di Parma. Si tratta di un passo avanti importante dunque per Parma, per l’Emilia-Romagna e per l’Italia intera – aggiunge – nella difesa della qualità. Oltre, però, al riconoscimento serve anche la reale tutela che deve vedere impegnate al meglio tutte le istituzioni pubbliche in campo oltre che i soggetti privati interessati“. (ANSA).

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5 marzo 2013

Bene sentenza su contraffazione prosciutto di Parma, Made in Italy agroalimentare è volano economia

ALIMENTARE: BERGAMINI (PDL), BENE SANZIONI SU CONTRAFFAZIONE Deborah Bergamini prosciutto parma

COMMENTO DOPO SENTENZA TRIBUNALE AVELLINO SU PROSCIUTTO PARMA

(ANSA) – BOLOGNA, 5 MAR – Non entra nel caso specifico, ossia la sentenza del Tribunale di Avellino che ha condannato la contraffazione di prosciutti di Parma in Campania, ‘ma è molto positivo che l’autorità giudiziaria sanzioni con puntiglio e rigore casi di contraffazione di uno dei più importanti prodotti di qualità dell’agroalimentare italiano‘. E’ quanto sostiene, in una nota, Deborah Bergamini, appena rieletta alla Camera per il Pdl in Emilia-Romagna.

La contraffazione dei prodotti – chiosa – è una vera sciagura per tutte le produzioni di qualità’ che sono un settore trainante dell’economia italiana e crea danni enormi all’intero sistema economico nazionale‘. (ANSA).

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5 marzo 2013

Crisi: Cia, agroalimentare “made in Italy” è in mani straniere

Cari amici, made in italy Agroalimentare

condivido con voi questo comunicato della Cia – Confederazione italiana agricoltori -, che trovo molto interessante.

(AGI) – Roma, 28 feb. – L’agroalimentare italiano e’ sempre piu’ terra di conquista straniera. Negli ultimi anni sono passati oltre confine marchi storici del nostro Paese: dalla Parmalat alla Bertolli, dalla Buitoni alla Perugina, dalla Galbani alla Carapelli, dall’Invernizzi alla Locatelli, alla Cademartori. E cosi’ le multinazionali finiscono per mettere mano su un patrimonio di 210 miliardi di euro l’anno.

E’ quanto denuncia la Cia-Confederazione italiana agricoltori a commento della Relazione dei servizi segreti al Parlamento che evidenzia il rafforzamento, soprattutto a causa della difficile congiuntura che sta vivendo il nostro sistema economico-produttivo, dell’azione “aggressiva di gruppi esteri” che puntano a acquisire “patrimoni industriali, tecnologici e scientifici nazionali”, nonche’ ”marchi storici del “made in Italy”, a detrimento della competitivita’ delle nostre imprese strategiche”.

D’altra parte, proprio la crisi economica -afferma la Cia- rende piu’ vulnerabili le nostre imprese agroalimentari che sono cosi’ prese di mira da gruppi stranieri che mettono in atto particolari manovre di acquisizione per scippare dei marchi e conquistare sempre piu’ spazio nel settore. E i danni sono evidenti soprattutto per i nostri agricoltori, che vedono ridurre le vendite in quanto l’approvvigionamento di queste societa’ e’ rivolto ad altri mercati. In questo modo il “made in Italy” s’impoverisce, visto che ormai le multinazionali controllano oltre il 70 per cento dei prodotti che finiscono sulle nostre tavole. La Relazione dei servizi segreti -aggiunge la Cia- ha messo il dito nella piaga, evidenziando una situazione sempre piu’ difficile che ora la crisi economica rischia di far divenire drammatica.

L’agroalimentare italiano -ribadisce la Cia- e’ strategico e deve essere tutelato. Non si puo’ continuare ad assistere passivamente all’assalto dello straniero che in questo importante settore e’ diventato un indisturbato conquistatore.

Non vogliamo essere tacciati per nazionalisti o per protezionisti, ma non si puo’ permettere che il “made in Italy” agroalimentare finisca totalmente in mani estere. Bisogna -rimarca la Cia- porre un freno. Ci vogliono regole chiare.

Ecco perche’ insistiamo sull’esigenza di un serio e concreto intervento che impedisca scalate attraverso le quali si rischia di mettere sotto controllo un comparto fondamentale per il nostro sistema economico che, oltre a determinare una spesa complessiva che supera i 210 miliardi di euro l’anno, registra un export che si avvicina ai 30 miliardi di euro. (AGI)

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