Posts tagged ‘austria’

5 aprile 2017

Migranti: finalmente un segnale dall’Europa

card berga
Finalmente sulla questione migranti l’Europa batte un colpo, o meglio un colpetto. Dopo la sollecitazione di Juncker sul ricollocamento in Austria di 1900 migranti provenienti da Italia e Grecia, il Ministro degli Interni austriaco ha reso nota la disponibilità del suo paese ad avviare il programma. Vedremo poi se davvero l’Austria terrà fede a questo impegno, visto che già il cancelliere Kern ha parlato di ‘margini di manovra’ nell’attuazione del ricollocamento. Certo si tratta di numeri irrisori a fronte delle mostruose cifre di arrivi che l’Italia e pochissimi altri paesi stanno fronteggiando in totale solitudine, ma vogliamo sperare che sia il segno di una necessaria, seppur tardiva, presa d’atto che il problema dei flussi migratori riguarda tutti i paesi europei e non solo quelli frontalieri.
27 aprile 2016

Brennero, con barriere ai confini muore l’Europa

Con l’innalzamento delle barriere ai confini fra Stati membri muore l’Unione Europea. Ma domandiamoci dove risieda la colpa, se a sbagliare cioè sia solo l’Austria che tenta di difendere il proprio territorio, o piuttosto chi, come l’Italia e la UE, sta consentendo l’invasione di immigrati.

Quella dell’Austria è una risposta sbagliata ad un problema che è però reale. Sono inoltre settimane che davanti alla ventilata chiusura del Brennero l’unica reazione che il Governo italiano riesce ad opporre è una esile protesta verbale che lascia il tempo che trova. La chiusura del Brennero non è la causa ma è soprattutto l’effetto dell’incapacità di difendere il Mediterraneo, i confini meridionali, che non sono soltanto i confini dell’Italia ma dell’Europa tutta ma che purtroppo né l’una né l’altra ha la volontà di affrontare.

Brennero

18 aprile 2016

Migranti, per fermare le tragedie bisogna fermare le partenze dei barconi

Migranti tragedia

Ad un anno esatto dal naufragio di una imbarcazione di profughi nel Canale di Sicilia, che causò 58 vittime accertate e circa 800 dispersi, altre centinaia di migranti sono morti oggi nel Mediterraneo. Bisogna fermare le partenze di questi barconi della disperazione per poter porre fine a queste tragedie.

E siamo ancora fortemente preoccupati per ciò che sta avvenendo al Brennero dove, come ha anche sottolineato il presidente del gruppo Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, occorre assolutamente scongiurare che si crei una seconda Idomeni, con migliaia e migliaia di migranti ammassati alla frontiera italiana e in attesa di poter varcare il confine con l’Austria. Quello che sta succedendo è drammatico e fuori controllo ma il Governo è colpevolmente silente. Non dobbiamo infatti dimenticare che un milione di immigrati sono pronti a partire dalla Libia per dirigersi verso il nostro Paese e che, se nella negoziazione nei confronti dell’Unione europea il Governo italiano continuerà a non ottenere alcun risultato, ci dovremo fare carico da soli di difendere i confini sud, che non sono però solo i confini dell’Italia ma quelli dell’Europa intera.

15 aprile 2016

6000 arrivi dall’Africa in Italia in tre giorni e il governo Renzi scrive lettere all’Ue

Quello che sta avvenendo con gli immigrati nel nostro Paese è drammatico, ma il governo fa come gli struzzi, mette la testa sotto la sabbia e cerca di ignorare quella che invece è l’emergenza numero uno.

Ieri abbiamo appreso che ci sono sette milioni di italiani che sono al di sotto della soglia di povertà ma il nostro Paese dedica al contrasto alla povertà solo seicento milioni di euro. Per fare fronte all’emergenza immigrazione, invece, spendiamo tre miliardi di euro l’anno. Oggi l’emergenza immigrazione è la priorità assoluta nel nostro Paese, ma il tema viene nascosto o comunque dipinto come poco importante. I numeri ci impongono invece di chiedere al governo Renzi di fare chiarezza: se sono arrivati seimila migranti dalle coste del Nord Africa in appena tre giorni, significa che i numeri di cui parla il generale Serra, consigliere militare dell’inviato speciale Onu in Libia, di un milione di immigrati pronti a partire dalla Libia non sono numeri da fantascienza ma sono numeri realistici.

Anche davanti alla paventata chiusura della frontiera da parte dell’Austria, la reazione di Renzi è sempre la solita: parole, parole, parole. La realtà è che questo Governo non è riuscito in alcuna maniera a mettere in campo nulla per far sì che l’Italia non venisse lasciata drammaticamente sola a gestire i flussi di migranti.

Il Governo ha accettato l’accordo dell’Ue con la Turchia senza avere però garanzie in cambio e ricordiamoci che noi, pur essendo uno dei maggiori contributori netti dell’Unione europea, non veniamo ascoltati in proporzione a ciò che rappresentiamo in Europa anche in termini di spesa che sosteniamo. Quando abbiamo chiesto una ripartizione dei profughi equa e proporzionale fra tutti gli Stati membri dell’Ue, il Governo si è accontentato di qualche generica rassicurazione e non è successo niente. Quando abbiamo messo in guardia rispetto al rischio che la chiusura della rotta balcanica dei migranti potesse scatenare ancora una volta un’altra ondata migratoria in Italia, questa volta attraverso la Puglia, anche lì il Governo si è accontentato di generiche garanzie. Ma dov’è la forza, tanto rivendicata a parole dal Governo Renzi, nella negoziazione nei confronti dell’Unione europea? Non c’è. Mentre noi ci facciamo carico da soli di difendere i confini sud dell’Europa, dobbiamo assistere alla costruzione di muri o strutture non meglio precisate ai nostri confini Nord.

Renzi scrive

14 aprile 2016

Austria, Governo riferisca in Parlamento

Alla luce delle chiare affermazioni della ministra austriaca dell’Interno Johanna Mikl-Leitner, secondo la quale Renzi e Alfano ‘sanno benissimo qual e’ la situazione’, è sempre più urgente che il Governo venga in Parlamento a riferire su cosa intenda fare dinanzi alla ventilata chiusura delle frontiere da parte dell’Austria.

L’Italia è chiusa in una morsa: dalla Libia sono pronti a partire un milione di migranti verso le nostre coste mentre le nostre frontiere settentrionali sono sempre più presidiate dalla polizia degli Stati a noi confinanti che non vogliono far transitare i profughi che dall’Italia vorrebbero spostarsi verso il Nord Europa. Stiamo diventando prigionieri in casa nostra, costretti alla coabitazione forzata con migliaia e migliaia di immigrati senza lavoro, senza casa e senza nulla da perdere: è un pericolo immane per la tenuta sociale ed economica del nostro Paese. L’Italia non può diventare l’area di sosta a tempo indeterminato per chi fugge dalla disperazione della fame e della guerra.

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11 aprile 2016

Migranti: governo immobile mentre l’Austria si organizza

Come previsto, di fronte alla debolezza del governo italiano e alla lentezza di quello europeo, l’Austria comincia a tirare su un muro per impedire ai migranti che sbarcheranno in Italia di varcare il confine. L’Italia sarà presto ridotta a parcheggio della disperazione, con tutto quello che ne conseguirà in termini di ordine pubblico e di sicurezza. L’Europa è sempre più lontana. Il governo venga a spiegare in Parlamento come intende reagire alla situazione inaccettabile che esso stesso ha creato consentendo un’immigrazione così massiccia e indiscriminata nel nostro Paese.

brennero muro

16 febbraio 2016

Migranti, grave decisione Austria su controlli a frontiere italiane


7164619158_df527c2bbd_nE’ gravissima la decisione del Governo austriaco di ripristinare i controlli alle frontiere con l’Italia non escludendo neppure l’utilizzo di recinzioni. Ci stanno buttando fuori dall’Europa e il governo Renzi non dice nulla
. L’Austria presidierà i varchi con l’Italia per impedire il flusso di migranti e ciò significa che non solo il numero di immigrati nel nostro Paese non diminuirà, visto che i ricollocamenti all’estero dei richiedenti asilo sono praticamente fermi, ma tale numero è destinato a crescere perché gli sbarchi continueranno finché non si sarà ristabilita la pace in Siria e in Libia. L’Europa vuole i nostri soldi ma poi fa ricadere sulle nostre spalle tutto il dramma dell’immigrazione, nell’indifferenza e nell’inconcludenza del governo italiano.

27 febbraio 2013

Intanto le aziende fuggono in Svizzera e Austria

Le imprese italiane scappano in Cina, in Vietnam, in Romania a caccia soprattutto di salari più bassi? Macchè. Certo ci sono anche quelle, ma il governo Monti è riuscito a fare il “miracolo” della moltiplicazione di una fuga massiccia degli imprenditori del Nord, soprattutto piccoli, verso la Svizzera e l’Austria, quindi anche dove gli stipendi sono più alti. E questo grazie ad una formula magica quanto autolesionista: le tasse (ne ha create più lui in un anno che vent’anni di governi) e la burocrazia (non ha mosso un dito per alleggerirla). E’ una fuga per sopravvivere, per tenere in vita l’azienda di famiglia. italia svizzera

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