Posts tagged ‘aziende’

13 dicembre 2017

Ryanair: braccio di ferro evidenzia fragilità sistema

erarioIl braccio di ferro tra azienda e sindacati mette in luce le fragilità di un sistema debole con i forti e forte con i deboli, quelle milioni di piccole imprese vessate da fisco, leggi e burocrazia che a differenza di Ryanair non possono fare come vogliono. Al netto della questione sindacale in senso stretto non possiamo esimerci dal sottolineare che le compagnie low cost, come i giganti del web, nel momento in cui decidono di operare in un Paese, devono rispettarne le regole e non dettarle. Un mercato libero non può essere un mercato in cui il più forte si impone sui più deboli ignorando le regole dello Stato in cui agisce, ma deve essere un mercato in cui la libertà delle aziende più forti sia identica a quella delle più deboli.

29 gennaio 2014

Italia non è competitiva causa tasse e giustizia. Questo è il gap da risolvere, il resto è retorica

deborah bergaminiAll’interno dell’area Euro e dell’Unione Europea il nostro Paese non è competitivo. Purtroppo lo sapevamo già, ed è per questo che l’annuncio della costituzione del gruppo Fiat-Chrysler con sede fiscale in Gran Bretagna e sede legale in Olanda spiace ma non stupisce. Siamo svantaggiati in termini di regime fiscale e la nostra giustizia civile è penalizzante; il risultato è che le aziende italiane, per poter competere sul mercato globale, devono andare all’estero.

Non si tratta nemmeno più di tenere il passo con le grandi potenze economiche mondiali, il punto è che non riusciamo a risultare appetibili neanche rispetto ai cugini europei, che pure contano tassi di burocrazia e di inefficienza importanti. Anziché attrarre, respingiamo gli investimenti stranieri e quelli italiani. Finché non verrà risolto questo grave gap di concorrenzialità, tutto il resto sarà solo retorica“.

28 giugno 2013

Impegno preso da Letta con la fiducia riguardava anche iva e imu

Se Letta è potuto arrivare a Bruxelles da una posizione di forza, raggiungendo buoni risultati, è perché ha il sostegno di tutti i partiti di maggioranza, PdL compreso. La nostra posizione rispetto al governo non è di critica distruttiva ma di pungolo costruttivo. Basta parlare di fuoco amico. Sostenere che il fattore tempo non è secondario nell’attività di questo governo non significa essere disfattisti ma realisti, perché la ripresa, non solo in Italia, continua a spostarsi in avanti“. Lo ha detto Deborah Bergamini del PdL intervenendo a Sky Tg24.

Bene, quindi, le misure sul lavoro – prosegue – ma la realtà ci dice che se le aziende non fatturano non assumono. Per questo sosteniamo la necessità di provvedimenti che immettano liquidità nel sistema e facciano ripartire i consumi. Le nostre richieste su Iva e Imu, che fanno parte dell’ accordo di governo, derivano da queste considerazioni. E dalle stesse riflessioni vengono le perplessità sulle coperture individuate per lo stop all’ aumento dell’ Iva

20 giugno 2013

Aprire un’azienda in questo Paese è un percorso a ostacoli, si deve semplificare

I dati, drammatici, di Confesercenti ci dicono che sono 134 le imprese che chiudono ogni giorno. E il problema, nel nostro paese, è che le aziende chiudono e non se ne aprono di nuove perché per farlo c’è da superare un percorso a ostacoli.

Questa è una delle malattie del nostro Paese ed è uno degli 8 punti della piattaforma programmatica del Pdl: cercare di alleggerire le autorizzazioni a monte, toglierne il più possibile e andare invece a razionalizzare e organizzare bene i controlli ex post.

Lo stesso si può dire nel rapporto tra i cittadini e la pubblica amministrazione: il cittadino deve essere preciso, puntuale, non sgarrare di un millimetro mentre invece la P.a. può permettersi di essere pigra e inefficiente e spesso di non rispondere.

Quindi questo disegno di legge, iniziando ad apportare delle semplificazioni, va incontro ad un’esigenza sentitissima. Spero che anche l’idea di un Tutor di impresa possa essere un successo, un aiuto effettivo alle imprese e non un passaggio supplementare, così come spero che l’indennizzo nei casi di ritardo della P.a. divenga veramente un elemento concreto, anche se questo non fa che sancire, purtroppo, il fatto che comunque non si riesce a semplificare.

L’importante è, però, andare avanti sulla strada della semplificazione.

read more »

3 giugno 2013

Questa crisi epocale disegna un rapporto nuovo fra l’individuo e la sua comunità

Dobbiamo saper leggere questa crisi epocale, che è una crisi che fa decadere ogni categoria: non soltanto le categorie sociali, professionali e culturali a cui siamo abituati ma addirittura categorie filosofiche… Dobbiamo saperla cogliere anche come un’opportunità e credo che le forze politiche debbano essere le prime a farlo.

Questa drammatica mancanza di risorse determina una rivoluzione all’interno dell’industria e del lavoro come anche all’interno del welfare familiare, che tanto ha consentito allo Stato italiano, nei decenni, di investire poco nel welfare di stato proprio perché c’era la famiglia, soprattutto le donne, che suppliva e che oggi non può più farlo. Tutto questo cambierà in modo davvero rivoluzionario nei prossimi anni e riconfigurerà il rapporto dell’individuo e della famiglia nell’ambito della propria comunità.

Credo che avverrà in parte in modo naturale, perché ci sarà un ricentramento su una comunità che deve tornare ad essere davvero solidale. Questo non significa togliere le responsabilità allo stato, che deve intervenire affinché questo processo, veramente sotto i suoi aspetti positivi, possa andare avanti. Però dobbiamo anche mettere le persone, le famiglie e le aziende in condizione di continuare a vivere e produrre con dignità tagliando tutte quelle oppressioni burocratiche che è così difficile smuovere in questo Paese. E’ un’urgenza primaria se vogliamo ricostituire un ecosistema in cui il rapporto tra lo stato e il cittadino non sia né di minaccia, né di oppressione, ma sia un rapporto di nuovo equilibrato.

27 febbraio 2013

Intanto le aziende fuggono in Svizzera e Austria

Le imprese italiane scappano in Cina, in Vietnam, in Romania a caccia soprattutto di salari più bassi? Macchè. Certo ci sono anche quelle, ma il governo Monti è riuscito a fare il “miracolo” della moltiplicazione di una fuga massiccia degli imprenditori del Nord, soprattutto piccoli, verso la Svizzera e l’Austria, quindi anche dove gli stipendi sono più alti. E questo grazie ad una formula magica quanto autolesionista: le tasse (ne ha create più lui in un anno che vent’anni di governi) e la burocrazia (non ha mosso un dito per alleggerirla). E’ una fuga per sopravvivere, per tenere in vita l’azienda di famiglia. italia svizzera

read more »

28 maggio 2012

Detassazione premi di produttività, il Governo risponda alla mia interrogazione

Ecco il mio intervento in Aula* per sollecitare il Governo a rispondere alla mia interrogazione sulla mancata emanazione del decreto attuativo per l’agevolazione fiscale contributiva sui premi di produttività.

Non possiamo permettere che alle parole non seguano i fatti:

read more »

8 marzo 2012

Contraffazione nel settore tessile. Online l’audizione di Unioncamere

Cari amici,

come sempre, su Radio Radicale, è disponibile l’audio dell’ultima seduta della Commissione parlamentare d’inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, di cui sono vice-presidente.

Ieri abbiamo audito i rappresentanti di Unioncamere. Il file audio è qui (<— click)

Di seguito il resoconto stenografico:

read more »

6 ottobre 2011

E’ in vigore il contratto di sviluppo per le regioni del Mezzogiorno

Dal 29 settembre le imprese hanno a disposizione un nuovo strumento per la realizzazione di investimenti di grandi dimensioni, anche esteri, e per progetti di crescita: il “contratto di sviluppo”. 

I Contratti sono finanziati dal ministero dello Sviluppo Economico con una dotazione finanziaria iniziale di 400 milioni di euro, da spalmare nelle quattro regioni-obiettivo di convergenza nel Mezzogiorno, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Le risorse messe a disposizione, a differenza di quanto avveniva in precedenza, saranno destinate non solo a programmi di crescita industriale e commerciale ma potranno essere indirizzate anche a quelli del settore turistico e dei beni culturali.

Ma vediamo nel dettaglio come funzionano.

I piani possono essere promossi da una o più aziende, italiane o estere, di qualsiasi dimensione. Possono avere come oggetto uno o più progetti di investimento e, eventualmente, di ricerca industriale e sperimentale. L’importo complessivo per poter accedere al finanziamento non può essere inferiore a:

– 30 milioni di euro per programmi nel settore industriale o commerciale;

– 22,5 milioni di euro per programmi in ambito turistico;

– 7,5 milioni di euro per programmi riguardanti attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

Questo nuovo strumento innovativo, semplificativo e che permette di dare tempi certi e più brevi per agevolare e aiutare le imprese, servirà anche a rafforzare la struttura produttiva del Paese, soprattutto in aree svantaggiate e nel Mezzogiorno. Un’altra, nuova iniziativa del governo per sostenere la crescita nel Sud Italia.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: