Posts tagged ‘balneari’

25 luglio 2017

Balneari: governo continua con aste, noi difendiamo nostri imprenditori

europa
Il governo continua a non ascoltarci e a portare avanti il provvedimento di legge delega per il riordino delle concessioni demaniali marittime. Anche gli emendamenti che hanno presentato i relatori continuano a sottendere il principio delle aste, a cui noi ci opponiamo ed a cui altri paesi europei, come Spagna e Portogallo, si sono sottratti. Certo, la materia ha bisogno di un riordino ma non a colpi di decreto. Davvero non riusciamo a capire perché si voglia mettere in ginocchio un comparto di eccellenza, che conta 30mila aziende per lo più a conduzione familiare, ma di una cosa siamo certi: che noi continueremo a difendere i nostri imprenditori balneari dalle aste che favorirebbero solo i grandi interessi. 
22 maggio 2017

Ddl balneare: con FI al governo niente aste immediate per le spiagge

dimaioIl ddl di riordino delle concessioni demaniali marittime in esame alla Camera rischia di distruggere per sempre un comparto del nostro paese che andrebbe invece fortemente valorizzato, quello delle imprese balneari. Per questo mi sto impegnando in prima persona, insieme a molti colleghi di Forza Italia, per scongiurare l’approvazione di questa legge. Si deve far ripartire l’Italia, non affossarla come il governo sembra voler fare anche in questo caso. Con l’attuazione della Bolkestein si affaccia un grandissimo rischio: quello di aste immediate per le spiagge. Con FI al governo questa sarebbe una soluzione da non considerare nemmeno, anzi un simile rischio sarebbe assolutamente scongiurato.
17 maggio 2017

Autostrade: sinistra forte solo con i deboli

WhatsApp Image 2017-05-17 at 18.13.26.jpegIl doppiopesismo della sinistra, che fa la forte con i deboli e mostra tutte le sue paure di imporsi con i forti, danneggia l’Italia. Vuole mandare all’asta le concessioni demaniali degli stabilimenti balneari (imprese soprattutto a conduzione familiare) ma rinnova in automatico concessioni molto più redditizie a favore di grossi gruppi, come quelle autostradali. La proroga di 18 anni della concessione senza bando di gara alla Società Autostrada Tirrenica sulla A12 Civitavecchia-Livorno è l’esempio lampante di questo atteggiamento. Viene da dire che a bloccare simili iniquità macroscopiche, qualche volta, per fortuna c’è la commissione UE, che ha deferito l’Italia davanti alla Corte di Giustizia proprio per le concessioni autostradali.

3 maggio 2017

Ddl balneare: necessarie nuove audizioni anche dalla Spagna

europa
Le audizioni svolte negli ultimi giorni nell’ambito del disegno di legge delega relativo alle concessioni demaniali marittime hanno messo in evidenza tantissime criticità e disomogeneità del settore. Per avere un quadro più chiaro e realistico della situazione riteniamo pertanto necessario arricchire il ciclo di audizioni, cosa che oggi abbiamo chiesto alle Commissioni competenti. Abbiamo chiesto innanzitutto di poter audire altri sindaci perché finora abbiamo sentito solo il sindaco di Rimini, delegato dall’Anci, ma riteniamo importante venire a contatto anche con altre realtà del settore. Abbiamo inoltre richiesto l’audizione di dirigenti del Ministero competente spagnolo, perché il caso vincente della Spagna, a fronte della tutela del comparto balneare rispetto alla direttiva Bolkestein, è emerso ed è stato richiamato più volte nel corso delle audizioni. Quindi ci sembra interessante e necessario ascoltare come la Spagna si sia posta dal momento in cui è diventata operativa la direttiva. Nell’attesa di queste audizioni ribadiamo la nostra contrarietà al ddl delega perché non riteniamo giusto che la ridefinizione e il riordino di questo comparto strategico siano in mano del governo. Ci opponiamo poi alle evidenze pubbliche perché riteniamo che questo determini la fine di quel caso di successo rappresentato dalle imprese balneari, quasi tutte a vocazione familiare, che hanno in questi anni garantito la tutela, lo sviluppo economico e turistico delle nostre spiagge.
21 luglio 2016

Brutto segnale governo che non accoglie mio odg per imprese balneari

BalneariQuando dalle promesse si passa ai fatti appare chiaro chi vuole tutelare le imprese balneari italiane e chi invece no. Ritengo che il Governo abbia compiuto un gravissimo errore non accogliendo il mio ordine del giorno in cui chiedevo che si rinegoziasse l’applicazione della direttiva Bolkestein o che quanto meno si prevedesse un periodo transitorio congruo per permettere ai concessionari l’ammortamento degli investimenti realizzati, così come è avvenuto anche in altri paesi europei con situazioni costiere e turistiche simili alle nostre come Spagna e Portogallo.

Sulla tutela in questa direzione delle imprese balneari il Governo non ha ritenuto di doversi impegnare ma semplicemente di ‘valutare l’opportunità’, non comprendendo che ha già perso troppo tempo e che è il momento di adottare misure urgenti e concrete a tutela del comparto. Ma soprattutto è inaccettabile che il Governo, nell’ambito del riordino della materia, non abbia voluto accogliere la mia richiesta di escludere che alle concessioni balneari sia applicato in maniera generalizzata ed automatica il sistema di affidamento tramite asta, disattendendo tra l’altro la pronuncia della Corte di giustizia europea che ha chiarito che le aste non sono obbligatorie. Il mio ordine del giorno, peraltro, non le avrebbe escluse, ma chiedeva solo che non fossero generalizzate ed automatiche. Davvero un brutto segnale di indifferenza del Governo verso migliaia di piccole imprese italiane del settore turistico. Infine ringrazio i colleghi Alberto Giorgetti e Francesco Paolo Sisto per il loro impegno in Aula e in Commissione nel sostenere insieme a me le istanze dei balneari.

 

Qui il testo dell’Ordine del Giorno non accolto dal governo.

Ordine del giorno

 

La Camera,

premesso che

i commi 3-septies e 3-octies dell’articolo 24 del provvedimento in esame intervengono in materia di concessioni demaniali marittime, sia sotto il profilo della proroga delle concessioni, che relativamente ai procedimenti pendenti per il pagamento dei canoni demaniali ed al termine per il riordino complessivo della materia;

in particolare il comma 3-septies dell’articolo 24 interviene sulla questione della proroga delle concessioni disponendo la validità ex lege dei rapporti concessori già instaurati e pendenti in base all’art. 1, comma 18, del D.L. n. 194 del 2009. Si tratta della norma che ha prorogato fino al 31 dicembre 2020 la durata delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative in essere alla data di entrata in vigore del decreto (30 dicembre 2009) e in scadenza entro il 31 dicembre 2015;

la disposizione si è resa necessaria a seguito della sentenza della Corte di giustizia europea, che ha dichiarato illegittima la proroga disposta dal legislatore in merito alle concessioni demaniali marittime a finalità turistico ricreative; l’articolo 1, comma 18, del decreto-legge n. 194 del 2009, come modificato dall’articolo 34-duodecies del decreto-legge 179/2012, aveva infatti disposto, in attesa della revisione complessiva della legislazione nazionale in materia, la proroga sino al 31 dicembre 2020 delle concessioni in essere alla data del 30 dicembre 2009 ed in scadenza entro il 31 dicembre 2015;

la Corte ha quindi dichiarato illegittima la proroga automatica ma, al contempo, ha riconosciuto la necessità di tutelare il legittimo affidamento se, al momento del rilascio della concessione, sia stata osservata una pubblica evidenza. Inoltre, la Corte ha rinviato al Giudice nazionale il compito di valutare se la proroga di una concessione sia legittima o meno in virtù dell’abbondanza del bene concesso;

ad ogni modo, il Governo ha ora il dovere di attivarsi, data l’inerzia nel procedere ad un riordino della materia, per evitare eventuali contrasti con la normativa comunitaria e, nello specifico, con la direttiva Bolkestein, per offrire soluzioni ai problemi di un settore – quello delle imprese turistiche titolari di concessioni demaniali -strategico e fondamentale per il nostro Paese;

se è vero che la Corte di giustizia Ue ha sancito la non validità della proroga automatica di tali concessioni per tutti fino al 2020, come deciso dallo Stato italiano, è altrettanto vero che si possono e si devono salvaguardare gli imprenditori che hanno fatto investimenti, ponendo a carico dello Stato l’onere di provare eventualmente il contrario e, quindi revocare la, o anticipare la revoca della, concessione;

in ogni caso, è necessario avviare un percorso nelle opportune sedi comunitarie per rinegoziare i termini della Direttiva Bolkestein e fare in modo che le concessioni demaniali relative agli stabilimenti balneari, nonché il settore del commercio ambulante, siano escluse dall’applicazione automatica e generalizzata del sistema di affidamento tramite asta; –

 impegna il Governo

ad attivarsi presso le istituzioni comunitarie per rivedere la decisione di applicare la direttiva Bolkestein  alle concessioni demaniali relative agli stabilimenti balneari, nonché al commercio ambulante, o, quantomeno, per prevedere l’estensione della durata del regime transitorio per un tempo abbastanza ampio da permettere ai concessionari l’ammortamento degli investimenti realizzati, secondo quanto disposto anche in altri Paesi dell’UE, nonché in ogni caso, per escludere tali concessioni dall’applicazione automatica e generalizzata del sistema di affidamento tramite asta.

 

Bergamini

 

 

18 luglio 2016

Spiagge, prorogare le concessioni per salvaguardare gli investimenti

balneariNon possono certamente essere le imprese turistiche titolari di concessioni demaniali a pagare il conto dell’inerzia del Governo che non è stato in grado di difendere in Europa le ragioni e gli interessi di un settore economico fondamentale per il nostro Paese. Dopo la sentenza della Corte di giustizia europea occorre rimediare agli errori e noi offriamo la soluzione per farlo.

Ho presentato subemendamenti al decreto Enti locali del Governo per prorogare per un periodo di trenta anni le concessioni demaniali, salvo che le autorità competenti non dimostrino la mancanza di investimenti realizzati per la costruzione di manufatti legittimamente esistenti e, in generale, per il miglioramento dell’area concessa. Se è vero che la Corte di giustizia Ue ha sancito la non validità della proroga automatica di tali concessioni per tutti fino al 2020, come deciso dallo Stato italiano, è altrettanto vero che si possono e si devono salvaguardare gli imprenditori che hanno fatto investimenti, ponendo a carico dello Stato l’onere di provare eventualmente il contrario. Vedremo se la maggioranza di Governo approverà i nostri subemendamenti o se ancora una volta si mostrerà disinteressata alla sorte di migliaia di imprenditori balneari. Infine vigileremo affinché nel non più procrastinabile riordino dell’intera materia il Governo non disattenda le promesse fatte al comparto.

1 luglio 2016

Balneari, da governo accanimento contro imprese del settore

Balneari toscanaAssistiamo a un inspiegabile accanimento del governo contro le imprese balneari, che invece creano tanti posti di lavoro in tutto il Paese, e sono uno dei fiori all’occhiello dell’offerta turistica italiana. Renzi pensi a salvare gli stabilimenti balneari con una legge, invece di impugnare le norme di chi cerca di legiferare in materia.

L’unica vera soluzione per le imprese balneari è rinnovare ai gestori degli stabilimenti le concessioni esistenti per 75 anni, come hanno già stabilito le norme approvate in Spagna e Portogallo, dando ai gestori uscenti il diritto di prelazione. Si tratterebbe di una norma ispirata al buon senso e al realismo, visto che sono in gioco centinaia di migliaia di posti di lavoro. Il Pd si conferma un’Armata Brancaleone, che a Roma non sa quel che fa in Toscana. Ma Rossi e Renzi, quando si incontrano, parlano solo del partito o anche dei problemi delle imprese?

4 maggio 2016

Spiagge, in Toscana il Pd affonda i balneari. Stabilimenti all’asta

Il Pd ha gettato definitivamente la maschera e ha deciso di schierarsi contro i balneari, votando in Toscana una legge regionale che manda all’asta gli stabilimenti, andando Balneari toscanaquindi nella stessa direzione della Direttiva Bolkestein e non contro, come aveva promesso in campagna elettorale il governatore Rossi.

La sinistra si schiera ancora una volta contro la libera impresa e i diritti acquisiti. Il rischio è che famiglie che hanno stabilimenti balneari da generazioni, e sui quali hanno investito risorse ingenti, vengano estromesse dall’arrivo di multinazionali e fondi di investimento pronti a fare shopping nel nostro Paese. In Toscana ci sono 944 stabilimenti balneari, che impiegano 10.425 persone tra gestori e dipendenti, un patrimonio che rischia di scomparire in pochi anni.

Mi chiedo perché il Pd abbia assunto questa posizione. I nostri consiglieri regionali, che hanno votato contro, si sono visti anche respingere dalla maggioranza di sinistra una mozione che chiedeva alla Giunta toscana di intervenire presso il Governo per consentire una proroga di 75 anni per le concessioni dei balneari, come in Spagna e Portogallo, Paesi contro i quali l’UE non ha avviato alcuna procedura di infrazione. Comunque ci batteremo perché i titolari degli stabilimenti ottengano il controvalore in caso di applicazione della direttiva Ue.

 

1 marzo 2016

Balneari, agire subito a tutela comparto

IMG_0317Sentiamo dire oggi dal governo che ha intenzione di avviare un tavolo per trovare una soluzione al problema dei balneari. Ancora? Ci sono decine di migliaia di imprese che non sanno se le loro concessioni demaniali marittime saranno valide questa estate e il governo non ha ancora affrontato la questione? Il Governo Renzi ha lasciato passare il semestre di presidenza della Ue senza negoziare una soluzione con la Commissione, mentre governi di altri Paesi con lo stesso problema, come Spagna e Portogallo, si sono giustamente adoperati per salvaguardare i loro cittadini e le loro imprese balneari. Non c’è tempo per nessun altro tavolo di discussione perché il governo ne ha già perso troppo: l’Italia deve immediatamente chiedere ed ottenere una deroga dalla Bolkestein e pretendere che vengano rispettati i nostri lavoratori e imprenditori del comparto che sono minacciati da una miope burocrazia europea.

29 febbraio 2016

Balneari, Ue contro Italia. Governo intervenga

cabineLe minacce dell’Europa alle imprese balneari italiane vanno respinte con determinazione. Se ne deve occupare con urgenza Matteo Renzi. Si tratta di un settore economico fondamentale per l’occupazione e la crescita del nostro Paese, di una risorsa essenziale nel panorama dell’offerta turistica italiana. L’Italia deve chiedere ed ottenere una deroga dalla Bolkestein. Viviamo un momento in cui la Gran Bretagna negozia con l’Unione Europea una serie di esenzioni e di modifiche di regole riguardanti aspetti fondamentali, e in cui interi Paesi contestano le politiche dell’immigrazione, erigono muri e vanno per la propria strada. La questione dei balneari, rispetto a ciò che l’Europa sta discutendo e concedendo, è di portata assai minore. Si può e si deve quindi pretendere il rispetto del lavoro di chi ha investito e creato imprese. Dobbiamo dare certezze, come abbiamo cercato di fare con il nostro emendamento che ha prorogato le concessioni fino al 2020 e che l’Europa ha messo nel mirino. Altri Paesi come la Spagna hanno ottenuto quello che volevano in questo campo. L’Italia non può subire imposizioni. E Renzi non può continuare a trascurare questa realtà che dovrebbe ben conoscere. Alle associazioni di categoria confermiamo l’impegno deciso e determinato di Forza Italia. E invitiamo tutti a una forte iniziativa che noi porteremo in parlamento nei prossimi giorni con mozioni ed interventi che mirano ad ottenere dal governo risposte concrete ed immediate. Non ci accontentiamo più delle rassicurazioni di qualche Ministro o Sottosegretario. Abbiamo partecipato come Forza Italia a tutti i tavoli unitari, come ben sanno le organizzazioni di categoria. E abbiamo atteso invano che si varassero normative per dare un assetto definitivo al settore. Ciò non è avvenuto né con il governo Letta, né con il governo Renzi. Ora l’Europa non può imporre una sua volontà unilaterale. Deve prendere atto della realtà italiana e il governo deve parlare subito con chiarezza.

Comunicato congiunto di Deborah Bergamini e Maurizio Gasparri.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: